Tra la fine dell’800 e l’inizio del novecento, le donne indossavano lunghi abiti sopra stretti corsetti che costringevano il loro corpo ad assumere una innaturale forma a “S”, avevano lunghi capelli che raccoglievano sulla sommità della testa, ed erano gli angeli del focolaio domestico, incarnando l’ideale di donna dell’epoca: la Gibson Girl.

I tempi però stavano cambiando e ad accelerare il processo fu la prima guerra mondiale che vide tantissime donne giovani lasciare la loro condizione marginale per andare a lavorare nelle fabbriche al posto dei loro uomini, padri e fratelli. Una volta finita la guerra, gli uomini che riuscirono a tornare a casa, pretendevano che tutto tornasse come prima; ma le donne, che erano riuscite ad assaggiare il gusto dell’indipendenza, dell’autonomia e di un po’di libertà, non erano d’accordo, loro avevano dimostrato al mondo e a se stesse che erano in grado di badare a se e alla famiglia, e in un momento storico di grandi cambiamenti e instabilità, la regola divenne vivi intensamente l’oggi perché non sai cosa porterà il domani.

Gibson girl, Foto: akmaya.ru

1.La personificazione dello spirito di libertà e sregolatezza che caratterizzò gli anni 20 fu la flapper; si tratta di una donna indipendente alla ricerca di reinventare se stessa in netto contrasto con la generazione precedente. La flapper non segue le intricate convenzioni sociali, dice quello che pensa senza peli sulla lingua, si trucca e anche pesantemente, sembrando più un cadavere che una donna in salute; ha tagliato i suoi lunghissimi e preziosi capelli, fuma, beve, si veste e si muove come una poco di buono e pensa più che altro a divertirsi.

Foto dal sito: brightyoungtwins.com

2.Non si sa esattamente da dove proviene il termine flapper, alcuni, lo associano a un giovane uccello o anatra selvaggia che sbatte (flapp) le ali mentre impara a volare. Un’altra teoria invece lo attribuisce a una donna che si rifiuta di allacciare le sue galoche e le fibbie slacciate fanno il suono di flap! mentre cammina; oppure a una ragazzina diventata da poco donna la cui treccia sbatte sulla schiena. Andando ancora più indietro, il termine indicava una donna diventata da poco prostituta.

Sia quel che sia, ogni termine ci fa pensare alla donna indipendente, giovane e sbarazzina degli anni 20.

 

3.Prima di questo decennio, il trucco era usato solo dalle donne di dubbia morale, ma grazie alle innovazioni di quegli anni, le flapper riuscirono a crearsi un look adatto a loro, che seguisse la moda lanciata dalle stelle del cinema come Joan Crawford, Mae Murray e Clara Bow.

Il colore per le guance era quello più associato alla prostituzione ma grazie all’invenzione del fard compatto, esso, divenne socialmente accettato e facile da applicare; all’epoca, si trattava di spalmarlo sulle guance a forma di cerchio.

Per quanto riguarda il rossetto, l’invenzione del tubetto metallico estraibile del 1915, rivoluzionò il suo utilizzo, esso poteva essere portato da per tutto e messo in qualsiasi momento e grazie alla sua forma, si poteva delineare perfettamente le labbra o creare forme nuove come quella a cuore, chiamata “cupid bow”, molto di moda all’epoca.

Gli occhi erano delineati con kohl molto nero dall’effetto sbavato; le sopracciglia venivano strappate fino a creare una linea sottile; il mascara si poteva trovare in polvere compatta, in cera o liquido.

Mascara del 1917 ca. Foto: BuzzFeed Partner

Per le unghie, la manicure di moda era quella chiamata a forma di luna, dove su lunghe unghie si pitturava solo la metà, appunto a forma di luna, lasciando il resto al naturale.

4.La silhouette della flapper era quella di una ragazzina appena divenuta donna, un po’ maschiaccio, con poco seno e poche curve, molto magra e ossuta; ma se la natura aveva dotato la ragazza di certe rotondità, la cosa migliore era attingere a un determinato tipo di biancheria intima che appiattiva il seno, i fianchi e il di dietro.

Anche le calze subirono un cambiamento, ora che si inizia a esibire le gambe, le flapper si dimenticarono delle giarrettiere, la moda era quella di arrotolarsi le calze che arrivavano fino a sotto il ginocchio e che spesso in mancanza di un sostegno scendevano giù creando non poco scompiglio.

Foto: heartheboatsing.com

5.Come abbiamo già detto, le flapper avevano tagliato i loro lunghi capelli a forma di Bob, seguendo l’esempio di Irene Castle, una di quelle che possiamo considerare le primissime flapper. Il problema era trovare chi poteva accorciare i loro capelli vista la loro inesperienza; i parrucchieri e acconciatori si rifiutarono per evitare di perdere così la loro clientela abituale; a quel punto, le intrepide donne optarono per andare a tagliarsi i capelli dal barbiere che non ebbe problemi a farlo.

Louise Brooks, 1927
Foto: vintagephotoalbum.blogspot.it

6.Gli accessori usati durante questo periodo seguivano la rigidità e la geometria dell’art decò; certo il nuovo taglio dei capelli, modificò largamente gli accessori che erano stati usati in passato come i pettini decorativi, i posticci e le aigrette; mentre vidi il proporsi dei pin fatti apposta per il bob; la fascia per capelli e la cloche. Gli orecchini divennero lunghi e spesso finivano a forma di goccia rimarcando la geometria e sposandosi perfettamente con i capelli corti. Altri accessorio erano le lunghe collane usate a uno o più giri intorno al collo, in particolare le collane di perle molto lunghe e anche i sautoir che avevano una nappa o una pietra appesa in basso.

Fania Marinoff (circa 1923) Foto: giftvintage.tumblr.com

I bracciali furono un “must have “del decennio, in legno, osso, conchiglia, e persino in plastica, dai colori vivaci e con motivi che ricordavano l’Africa; una grande promotrice di questa moda fu la scrittrice Nancy Cunard.

Nancy Cunard, Vogue 1927, foto di Man Ray

7.Alcuni dei creatori di moda che contribuirono alla creazione del Flapper look furono Jean Patou con i costumi da bagno a maglia, Coco Chanel con la maglia di jersey, il “little black dress”, il profumo Chanel No. 5, le sue linee pulite e lanciando la moda dell’abbronzatura; Elsa Schiaparelli con gli abiti surrealisti e Madeleine Vionnet con il taglio a sbieco apri le porte a una nuova moda durante gli anni 30.

8.La figura della flapper fu talmente sopra le righe da dare alito a tutta una serie di vignette satiriche, illustrazioni di cartoni animati di grande successo come le copertine di Life e del New Yorker realizzate da John Held Jr. ; i personaggi di Fanny nella serie comica “Flapper Fanny Says” o il cartone animato di “Ethel Hays” .

Cover, Life Magazine, 1926. John Held, Jr.

9.Le flapper volevano vivere ogni momento come se fosse l’ultimo e non privarsi di niente, così iniziarono a fumare, e peggio ancora a bere alcol, tanto che andavano in giro con una fiaschetta, passavano le loro serate alla ricerca di qualche festa per andare a ballare il Charleston, il Black Bottom e il Shimmy, considerati balli selvaggi dalle generazioni precedenti.

Foto dal sito: http://circusofsplendor.tumblr.com

10.Mentre molti erano scandalizzati per il look e l’atteggiamento delle flapper, con il passare del tempo, una versione più “soft” iniziò a essere accettata, molte donne tagliarono i loro capelli, si vestivano con un abbigliamento più pratico senza i corsetti ma per il resto, facevano una vita normale, senza estremi, erano i tempi che cambiavano e che avevano altre esigenze.

La fine degli anni 20 portò con sé la grande depressione che riportò tutti per terra e che resse ancora più vana la frivolezza e gli eccessi del decennio; si preannunciavano tempi duri e anche se molti dei cambiamenti avviati dalle flapper rimassero, il loro atteggiamento di sfida e di scandalo dovete mutare definitivamente.

 

Ana Muraca

Bibliografia e sitografia:

“Moda, Il secolo degli stilisti, 1900-1999”, Charlotte Seeling, Editore Konemann, 2000.

“Kyoto Costume Institute La moda : storia della moda dal 18. al 20. secolo / dalla collezione del Kyoto Costume Institute, Editore Taschen, 2012.

https://www.smithsonianmag.com/arts-culture/the-history-of-the-flapper-part-1-a-call-for-freedom-11957978/

https://www.smithsonianmag.com/arts-culture/the-history-of-the-flapper-part-3-the-rectangular-silhouette-20328818/

https://www.thoughtco.com/flappers-in-the-roaring-twenties-1779240

http://ultimatehistoryproject.com/flapper.html

 

1920s Jewelry Styles History