L’epoca vittoriana è piena di curiosità e invenzioni bizzarre in fatto di costumi e di moda, qui vi proponiamo 10 cose che probabilmente non sapevate su questo periodo e che ne sono la prova:

I lunghi capelli femminili furono una vera ossessione, essi non erano tagliati se non in caso di malattia, avere una chioma lunghissima quasi fino ai pedi era sinonimo non solo di bellezza ma anche di buona salute. I capelli venivano sciolti solo nell’intimità della camera coniugale, questo perché in quel periodo erano considerati un oggetto erotico oltre che facevano aumentare la dote, tale valore proveniva da una tradizione letteraria molto diffusa dove le donne dai lunghi capelli simboleggiavano forza e sacralità, incantando e proteggendo i cavalieri dagli attacchi del Male.

Dal sito http://www.vintag.es

Prima dell’epoca vittoriana, era consuetudine conservare dentro un medaglione o un altro tipo di gioiello, una ciocca di capelli del proprio amato o di un caro estinto, ma quello che era solo un’usanza commemorativa, le donne vittoriane la convertirono in una vera e propria arte.   I capelli iniziarono a essere tessuti o lavorati come un merletto per creare ogni tipo di gioiello.

Foto: http://www.catlynch.com

In Inghilterra, durante il medioevo, il cross dressing, ovvero, lo scambio di abiti tra i generi, era utilizzato a teatro, in particolare dagli attori maschi che si vestivano da donna per interpretare i ruoli femminili. Durante la pudica età vittoriana, le autorità religiose si opponevano con forza a questa pratica perché si prestava a confusione e a una rilassatezza dei costumi, ma nonostante ciò, o forse proprio per questo, il cross dressing fu molto popolare, incoraggiato anche dall’interesse feticistico per la lingerie femminile, i corsetti e le scarpe che come oggetti di costrizione, producevano piacere.

Nella comunità omosessuale, alcuni uomini iniziarono a praticarlo, per poter vivere con il proprio uomo come una coppia, oppure per poter adescare altri uomini. Famoso il caso di due attori dilettanti, Boulton e Park che furono arrestati mentre, vestiti da donna, cercavano di rimorchiare in una sala piena di uomini.

Ernest Boulton e Frederick Park, noti come Stella e Fanny.
Foto:

L’epoca vittoriana fu segnata dall’uso diffuso di laudano in Europa e negli Stati Uniti, il laudano, era una tintura di oppio con un’elevata concentrazione di morfina usato come un potente antidolorifico e veniva prescritto per una gran numero di disturbi e malattie degli adulti ma anche dei bambini: dai raffreddori alla meningite, dalle malattie cardiache ai crampi mestruali, dall’insonnia alle irritazioni. Questa droga, usata come oggi noi usiamo l’aspirina, causava assuefazione e se assunta una dosi massicce poteva causare anche delle allucinazioni e portare alla morte.

Foto: goticomania.it

 

Durante quest’epoca la morte era cosi presente nella vita quotidiana, grazie a grosse epidemie di colera, tifo, difteria, per non parlare dell’alto tasso di mortalità infantile, che quando comparve la fotografia, fu casi naturale avvalersene per rubare un ultimo ricordo alla morte, così divenne consuetudine farsi fotografare accanto al caro estinto per ricordarlo, ma anche per ricordarsi che la morte era sempre in agguato.

Foto: curiosauro.it

Un’altra usanza legata al luto era quella di usare i tearcatchers, o bottiglie raccogli lacrime: durante i funerali, i familiari e gli amici piangevano il caro estinto e raccoglievano le proprie lacrime in questi lacrimatoi, che successivamente venivano chiusi con uno speciale tappo che lasciava evaporare le lacrime e quando il contenitore tornava a essere vuoto, anche il periodo di lutto era finito, indicando alla persona che era arrivato il tempo di andare avanti con la propria vita.

Foto: Paris Hotel Boutique

 

L’industrializzazione cambiò velocemente lo stile di vita accrescendo la produttività, la gente iniziò ad avere più tempo libero da dedicare allo sport, alle gite al mare o in montagna e a ballare. Le donne però si ritrovarono più che mai con un grattacapo da risolvere, come poter fare tutte queste cose senza rovinare o sporcare le preziose gonne e allo stesso tempo evitare di mostrare più del necessario.  La risposta fu un curioso oggetto chiamato “Skirt lifter” ovvero la pinza reggi gonna: era una sorta di forbici senza lama che finiva in due dischi interni che servivano per afferrare un lembo della gonna, mentre all’altra estremità c’era un piccolo anello attaccato a un nastro, a una corda o a una catena per sospendere l’oggetto, giusto sotto la vita.  Si pensa siano comparsi già durante gli anni quaranta dell’ottocento per sollevare le gonne delle signore durante le lunghe passeggiate, arrivando a essere un accessorio molto popolare, a partire dagli anni sessanta, fino all’inizio del nuovo secolo.

Foto: Christie’s

 

Durante il periodo Vittoriano, i tussie mussie, piccoli bouquet di fragranti erbe e fiori, divennero più un accessorio alla moda che un oggetto usato per ragioni di salute; essi erano portati in piccoli vasi d’argento che potevano essere attaccati al corpetto; furono pubblicati un gran numero di dizionari dove era possibile capire il significato simbolico di ogni pianta, perché per una giovane donna era di grande importanza non solo conoscere tali simbologie, ma anche doveva essere brava a comporre i bouquet e a sapere quale era il più adeguato a seconda dell’occasione.

“De quoi écrire (What to Write)” by Hermann Fenner- Behmer, c1890, private collection.

Verso la metà del secolo, le gonne iniziarono a crescere sempre di più, e a essere indossate sopra le “Crinoline”: delle gabbie composte da fasce in acciaio flessibile che aumentavano il diametro verso il basso, creando un effetto detto a campana; questa moda era cosi scomoda e pericolosa, che rendeva ogni movimento tutta una impresa, essa poteva rimanere impigliata ovunque, alzarsi con una follata di vento lasciando allo scoperto tutte le virtù della proprietaria, ma anche incendiarsi inavvertitamente mentre si passava vicino a una candela, la situazione poteva peggiorare ulteriormente a causa dell’alta infiammabilità dei tessuti e dall’aria presente sotto alla gonna che faceva in modo che il fuoco la divorasse velocemente.

circa 1858 (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

L’età d’oro della tassidermia fu durante l’epoca vittoriana, essa fu così popolare che animali impagliati finirono per fare parte non solo dell’arredamento interno, ma furono anche utilizzati per decorare cappelli, orecchini, collane e tutta una serie di accessori di moda che finirono con diversi specie di uccelli; ma la moda andò anche oltre con Walter Potter chi creava delle vere e proprie scene con piccoli conigli, criceti e tutta una serie di piccoli animali disposti a giocare a cricket o in un aula da scuola o ancora mentre partecipano ad un animato ballo.

Cappellino del 1890 ca.
Foto: yeoldefashion.tumblr.com

 

Ana Muraca

Bibliografia:

https://en.wikipedia.org/wiki/Laudanum

https://it.wikipedia.org/wiki/Laudano

Crossdressing, sex and gender di Di Vern L. Bullough,Bonnie Bullough

http://www.bbc.com/news/uk-england-36389581