Gli anni 20 furono un’epoca di rottura con la tradizione, ricca d’innovazioni e di cambiamenti dove per la prima volta la donna diventa la protagonista e noi vi raccontiamo dieci dati interessanti e curiosi su questo periodo.

 

  1. Grazie alla prima guerra mondiale, dove tutta la realtà era cambiata di colpo, le donne, che ora guadagnavano denaro con i nuovi mestieri che eseguivano al di fuori dalle mura domestiche, iniziarono un vero e proprio culto alla giovinezza, ormai potevano spendere i propri soldi e che cosa c’era di meglio che farlo in loro stesse per la prima volta? Così divenne fondamentale vestire alla moda, seguendo l’ideale di bellezza dell’epoca che era per l’appunto quello della ragazzina un po’ femmina un po’ maschio che indossa abiti più corti a vita bassa, i capelli con il bob con sopra una cloche e un atteggiamento di sfida.

Coco Chanel a Parigi – 1926

  1. Intorno al 1925, la moda femminile scoprì il ginocchio per la prima volta e tale lunghezza fu la stessa anche per gli abiti da sera, un’altra cosa mai vista prima. L’improvvisa esibizione delle gambe femminili, portò a un grande interesse verso le calze che iniziarono a vendersi più che mai, soprattutto in seta naturale ma si stava aprendo il mercatodelle fibre sintetiche.

 

  1. Gli abiti iniziano a essere confezionati in rayon, una tipologia di stoffa che imitava la seta naturale e che aveva come grande vantaggio, il fatto di essere facilmente lavabile, rendendo la vita delle donne, molto più facile.

Evening dress, Callot Soeurs, ca. 1925. Los Angeles County Museum of Art

  1. Mentre l’abbigliamento da sera era fortemente influenzato e pensato per il ballo, corti abitini che permettevano il movimento, scarpe con un tacco medio e cinturino per non perderle; l’abbigliamento da giorno, era influenzato dallo sport, con abiti al ginocchio leggermente svasati realizzati spesso con il jersey e i pullover sopra.

Da: http://solo-vintage.tumblr.com

  1. Il culto alla giovinezza, l’aumento del tempo libero e una certa inclinazione verso il guardaroba maschile, portarono a una maggiore richiesta di abbigliamento sportivo e abbigliamento da mare; quest’ultimo consentiva finalmente alle donne di indossare anche dei pantaloni.

Foto da: http://theswingdaily.tumblr.com/

  1. Il primo film a rendere davvero popolare il “Little black dress” fu “It” del 1927, dove la protagonista, Chiara Bow, indossa al lavoro un abitino nero pieghettato molto alla moda che viene poi trasformato per la sera in un abito senza maniche, destando lo scalpore degli spettatori.

Clara Bow, “It” 1927

  1. La sfida e la provocazione erano latenti, se le nonne vittoriane avevano una certa avversione verso il trucco perché lo consideravano volgare, le loro nipotine ne facevano un uso esagerato: tra fard sulle guance, smalto colorato sulle unghie, le sopraccigli depilate e gli occhi truccati di nero, decisamente si era aperto un mondo nuovo dove non poteva che svilupparsi l’industria cosmetica.

Bebe Daniels

  1. 3. La “Costume Jewelry” divenne il nuovo must; fiera di essere dichiaratamente falsa, essa conquistò il cuore delle donne offrendogli la possibilità di indossare un bel gioiello senza pagare una fortuna. La stessa Chanel ne fu promotrice, creando la sua linea di falsi gioielli nel 1924, lei credeva che i gioielli dovessero essere indossati per ornare e non per dimostrare uno status economico e sociale.

Chanel

  1. Le donne, alle quali fino ad allora non era mai stato consentito di fumare, tanto meno in pubblico, adottarono un accessorio alla moda: il bocchino, il quale scioccando con la tradizione, tanto più appariscente e lungo era, tanto più clamore causava.

  1. Per la prima volta sono stati resi disponibili prodotti innovativi realizzati in serie come elettrodomestici, il telefono, la radio, il grammofono e l’automobile, creando nuovi bisogni, desideri e fortune.

Una donna seduta sotto un asciugacapelli cromato, 1928. (Keystone-France / Getty Images)

  1. Alla fine degli anni venti, creatori di moda come Jeanne Lanvin, Bernard & Co e Jean Michelline, iniziavano a lanciare il ritorno al punto vita naturale e l’allungamento degli orli alla caviglia degli abiti sia da giorno che di sera, mostrando un ritorno a una figura più naturale e femminile; gli anni folli della garçonne svanivano, ma non per sempre, tre decade più tardi sarebbero stati ripresi dalle incorreggibili ragazze degli anni sessanta.

    Moda 1929

Ana Muraca

 

Bibliografia e sitografia:



 

http://glamourdaze.com/history-of-womens-fashion/1920-to-1929#age-of-chic