La scarpa è uno strumento che ci permette di camminare dove a piedi nudi sarebbe impossibile o almeno doloroso, ci protegge, ci riscalda, è una via di mezzo tra la dimensione fisica del nostro corpo e quella interna dei nostri pensieri, perché prima di camminare bisogna pensare dove andare; per questo le nostre scarpe parlano di noi, dei nostri gusti, dei nostri piani, di chi siamo o di chi vogliamo essere, insomma, sono una estensione del nostro ego.

Per voi, abbiamo scovato 10 dati molto curiosi sulla storia delle scarpe e qualcuno sui nostri piedi.

1. A partire del XIV e fino all’inizio del cinquecento, le scarpe presentarono un allungamento della punta in tutta Europa; tale modello veniva chiamato “à la poulaine” e la loro punta poteva arrivare ad avere un lunghezza superiore ai tre piedi, il che fecce indispensabile fissare la punta al collo del piede con un filo, catena o corda per riuscire a camminare. La lunghezza era stabilita dalle ordinanze e come sempre, quelle più lunghe ed esagerate erano concesse alle classi più alte.

Scarpe a la Poulaine, Manuscrit Ovide moralisé en prose II Maître de Marguerite d’York. EnlumineurBibliothèque nationale de France, Département des manuscrits

2. A Venezia, nel XVI secolo, un modello di calzatura chiamata “Chopina” costringeva le donne ad arrampicarsi su zatteroni che giungevano in alcuni casi a sfiorare il mezzo metro di altezza. Tali piattaforme, in sughero o legno, erano rivestite di cuoio o di velluto tempestato di gioielli secondo il tipo di scarpa cui dovevano abbinarsi. La chopina veneziana, che derivata da un modello spagnolo, ebbe una tale diffusione nel XV secolo da giungere quasi a esaurire la produzione nazionale di sughero e divenne uno dei più evidenti indici di ricchezza. Ci volevano due aiutanti per montare su queste esagerate e poco pratiche calzature, eppure le donne le ostentavano con orgoglio, a dispetto dei risolini dei forestieri che venivano in città talvolta soltanto per ammirare queste torreggianti statue viventi.

 

3. Tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII inizia ad affermarsi il tacco al tallone delle scarpe, invenzione attribuita a Luigi XIV chi di bassa statura voleva apparire sempre più alto; questo cambiamento comportò l’obbligò ai calzolai ad avere forme diverse per ogni altezza e grandezza e quindi l’adozione del modello dritto indistinto per i due piedi, il che significava che le scarpe destra e sinistra erano praticamente uguali e intercambiabili e fu solo all’inizio dell’800 che iniziarono a creare scarpe destre e sinistre.

 

4. Alla fine del seicento i lacci e i fiocchi delle scarpe furono sostituiti dalle fibbie che un secolo dopo avevano preso il sopravvento diventando una vera e propria moda e sinonimo di raffinatezza; esse erano rimovibili e questa caratteristica le rendeva l’abbellimento ideale per che all’occorrenza permettevano cambiare completamente l’aspetto di una scarpa soltanto scambiando la sua fibbia o renderle adatte a diverse occasioni.

Scarpe di seta del 1780. Foto: Bata shoes museum

5. Nel settecento, le scarpe erano coordinate al resto dell’abbigliamento; le donne le intonavano alla stoffa, ai colori e ai dettagli decorativi; l’uomo invece armonizzava la sua mise in base ai tacchi delle scarpe che potevano essere in vernice nera, rossa o rosa.

 

6. La scoperta di gomma vulcanizzata da parte di Charles Goodyear permise a Sparkes-Hall, calzolaio della regina Vittoria nel 1837, di inventare lo stivale a soffietto elastico.Il vantaggio degli stivali elasticizzati era quello di essere facilmente rimossi e indossati di nuovo, il che faceva appello allo stile di vita più occupato e più esigente delle donne vittoriane.Questo divenne uno stile di spicco in Occidente fino all’inizio della prima guerra mondiale.

Scarpe del 1850, The Met

7. Le sneaker risalgono alla fine del XVIII secolo, prima di allora, esistevano delle scarpe da ginnastica con la suola in gomma chiamate Plimsoll, ma erano piuttosto rozze; ma Intorno al 1892, la US Rubber Company inventò la sneaker con una suola in gomma più comoda e con la parte superiore in stoffa, chiamate Keds, che sono ampiamente considerate come le prime sneaker prodotte in serie. Questa tipologia di scarpe veniva chiamata sneakers perche prima che le scarpe fossero realizzate con suole in gomma avevano un fondo solido, quindi erano piuttosto rumorose quando si camminava, mentre con la suola in gomma delle sneakers, non si emeteva più nessun suono, rendendo molto facile “sneak”, ovvero sgattaiolare qua e la senza essere notato.

 

8. La scarpa con zeppa è stata inventata per necessità negli anni ’40 da Salvatore Ferragamo. A causa delle sanzioni economiche contro l’Italia, Ferragamo non poteva più acquistare acciaio per i suoi tacchi tradizionali e quindi presse quello che aveva a disposizione per creare una scarpa comoda, elegante e che poteva essere decorata nei modi più fantasiosi. Ferragamo scrisse all’epoca: “Ho sperimentato pezzi di sughero sardo, spingendo, incollando, fissando e rifilando fino a quando l’intero spazio tra la suola e il tallone è diventato solido”. Furono un successo perché permettevano alla donna di essere eleganti e comode allo stesso tempo anche se madame Chanel le reputò sempre un po’ volgari.

1947, zeppe di Ferragamo al V&A museum.

9. Alla fine della seconda guerra mondiale, quando gli uomini tornarono a casa, l’immagine della donna capace di lavorare e di essere indipendente fu inizialmente sostituita del riemergere dell’idea della femminilità domestica, ormai la pin up provocante con i tacchi alti era solo un ricordo, la nuova donna post bellica usava si un tacco alto, ma sottile, imponendosi con forza nella moda degli anni quaranta e trasformandosi nuovamente a metà degli anni cinquanta con l’invenzione del tacco a spillo che mutava il corpo femminile accentuandone il seno, il sedere e rendendolo molto attraente grazie al movimento ondeggiante che la donna faceva al camminare.

 

10. La scarpa feticcio in Cina è “Il Loto d’Oro”, una scarpa che non misura più di 10 cm e ottenuta con un lunghissimo processo che iniziava quando le bambine delle classi più alte venivano sottoposte al ”Gin Lien”, un rituale dove quattro delle piccole dita dei piedi della bambina erano ripiegate sotto la pianta e fasciate per tenerle in posizione. (L’alluce veniva lasciato libero in modo da configurare  una sorta di mezzaluna). Dopo ogni bagno, il piede era fasciato ancora più strettamente, e, quindi, infilato in una scarpa leggermente più piccola.

 

Bibliografia:


Foot warmers: hot coals, hot water

https://www.huffpost.com/entry/facts-about-shoes-knocked-socks-off_n_6456712

https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=http://historyofboots.blogspot.com/&prev=search