Il primo vero fotografo di moda della storia è stato Adolf De Meyer, meglio conosciuto come Baron De Meyer. Egli fu un dandy eccentrico, capace di influenzare tutta la fotografia di moda dei primi decenni del ventesimo secolo.

Baron Adolph de Meyer. Chantal à la robe. Chloé 1929. Via christies

Baron Adolph de Meyer. Chantal à la robe. Chloé 1929. Via christies

Nacque il 1 Settembre del 1868 a Parigi, da un facoltoso e ricchissimo ebreo tedesco e da madre scozzese, la sua passione per la fotografia iniziò durante l’adolescenza, cominciando a fotografare da autodidatta alcuni artisti famosi. Fu talmente un innovatore che nel 1893, ancora giovanissimo fu ammesso alla Royal Photographic Society. Nel 1895 si trasferisce a Londra; qui cominciò a esporre i suoi primi scatti nei famosi circoli dell’epoca; inizialmente usò il cognome della madre, per non lasciare trasparire le sue origini ebraiche, poi ad un certo punto cominciò ad avere una certa notorietà negli ambienti mondani, tanto che decise di farsi chiamare Barone De Meyer.

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Baron Adolf de Meyer – Helen Lyons Wearing indossando un abito dalle Boue Soeurs, in Vogue, Aprile 1922

Nel 1899 sposò la Principessa Olga Caracciolo, donna colta, elegantissima oltre che campionessa di scherma; costei fu la musa di molti pittori, tra cui Boldini e Sargent.  Villa “Olga” era frequentata da molte personalità importanti, ed era circondata da un aura di scandalo e mistero. Infatti, a causa delle assidue visite del futuro Re Edoardo VII, si insinuarono voci insistenti che fosse il vero padre di Olga; in realtà la somiglianza con il Principe polacco Stanislas August Luci Poniatowski, suo vero padre, era più che evidente. L’unione tra Olga e Adolf durò trenta anni, anche se fu un matrimonio di convenienza; lo sposo era infatti omosessuale e Olga bisessuale. De Meyer scrisse all’epoca:” il matrimonio basato su troppo amore e passione sfrenata raramente ha la possibilità di essere durevole, mentre la comprensione e la compagnia rendono l’unione forte e duratura”.

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Baronessa Olga de Meyer, 1902

La coppia frequentava personalità aristocratiche ed era invidiatissima. Grazie a queste conoscenze Adolf De Meyer divenne il fotografo ritrattista più pagato al mondo. Aveva un talento unico e una raffinatezza ineguagliabili. Usava un obiettivo speciale coperto da una garza di seta, capace di sfocare i bordi della fotografia rendendo i tratti evanescenti e impalpabili; Il suo stile preciso, fin nei minimi dettagli ben si adattava alla fotografia di moda; inoltre era lui che si occupava di tutto, dalla scelta delle modelle agli abiti da fotografare, fino alle composizioni floreali. Spruzzava d’acqua il pavimento per creare riflessi, e infilava una luce soffusa dentro l’abito del soggetto per illuminare il volto. Un uso così tecnicamente eccelso non si era mai visto in fotografia. Tutto doveva essere perfetto e di suo gusto, altrimenti rifiutava il lavoro. Essere fotografati da lui era un privilegio, oltre che un trampolino di lancio per entrare nel Gran Mondo.

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Coco Chanel by Adolf de Meyer, 1930s

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Adolf de meyer, Rita de Acosta Lydig 1913

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De Meyer, Adolf Nijinski dans l’Après-midi d’un Faune. Londres, 1913 Paris, Musée d’Orsay

Frequentò tutta l’elite parigina, divenendo amico intimo di Coco Chanel, Misia Sert e Diaghilev. Nel 1911 riuscì a convincere  Nijinsky a posare per lui, il risultato fu uno scatto che rese immortale il ballerino; divenne inoltre intimo amico della Marchesa Casati, partecipando insieme a Olga alle sue feste leggendarie a Palazzo Venier dei Leoni a Venezia. Con la Marchesa la coppia De Meyer condivideva l’uso di droghe e la passione per lo spiritismo e l’occultismo. Un ritratto della Casati realizzato da De Meyer nel 1912 fece il giro del mondo ed ebbe un successo planetario: la foto riusciva  a  mettere in luce l’animo cupo e torbido della Marchesa.

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La Marchesa Casati – A. De Meyer photograph, 1919

Durante la Prima Guerra Mondiale i coniugi si trasferirono a New York dove Adolf divenne fotografo per Vogue e successivamente per Vanity Fair. Nel 1921 passò alla concorrenza, divenendo corrispondente per Harper’s Bazaar; per questo gesto Condé Nast non lo perdonò mai. In questo periodo conobbe il poeta e antropologo Nicolas Roerich, che lo convinse alle pratiche orientali; poco tempo dopo, su consiglio di un astrologo, la coppia cambiò nome in Gayne e Maharh. Entrambi oramai erano dipendenti dalla cocaina, tanto che Olga morì nel 1931 a causa di un infarto in una clinica austriaca, dove si era rifugiata per disintossicarsi; il barone, distrutto dalla morte della moglie si rinchiuse in se stesso rifiutandosi di lavorare. Più tardi accolse in casa un assistente che in realtà si rivelò essere suo amante, il giovane Ernest Frohlich. Il Barone e il suo amante decisero di prendere in affitto una villa a Capri dove conducevano una vita al limite dello scandalo, tra feste e fiumi di droghe, cosicché la polizia fascista li cacciò dall’isola.

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Dolores, Vogue, 1919 fotografata da Adolph de Meyer

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Elsie Ferguson, Vogue 1921: Adolf de Meyer

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Elsa Schiaparelli fotografata dal Barone de Meyer, 1933

Dopo essere stato uno sei protagonisti della Belle Epoque e degli Anni Folli il viale del tramonto era sempre più vicino. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si rifugiò a Hollywood, continuando il suo lavoro di fotografo ritrattista, ma in tono minore e conducendo un stile di vita modesto. In quel periodo dopo una grave depressione distrusse gran parte del suo archivio, lasciando solo alcune opere ritenute fondamentali. Morì nel 1946 lasciando in eredità alcuni scatti inediti della Marchesa Casati. Purtroppo per molto tempo dimenticati in una valigia dentro un deposito, furono ritrovati e messi all’asta da Sotheby’s nel 1980.

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_De_Meyer

www.rocaille.it/adolf-e-olga-de-meyer/