Nella storia, i capelli sono stati a lungo utilizzati nella gioielleria, essi rappresentano un ricordo intimo di una persona cara, a volte l’unico se la persona è ormai deceduta; spesso una ciocca di capelli veniva gelosamente custodita dentro un medaglione tenuto sempre appeso al collo, ma la creatività delle donne vittoriane portò tale consuetudine a diventare un arte.

I primi esemplari furono delle semplici ciocche di capelli o dei disegni in miniatura bordati con i capelli che venivano sigillati, all’interno di un gioiello (spilla, anello, medaglione, ecc.), sotto un piccolo vetro protettivo, diventando un oggetto personale; i motivi preferiti erano i paesaggi, i salici piangenti, delle navi in partenza o le famose piume del principe di Galles. Un’evoluzione di questo lavoro, fu quella realizzata durante il periodo vittoriano, dove i capelli erano tessuti o lavorati come un merletto.

Foto: /www.rubylane.com

Ma perche creare gioielli con  i capelli?

Oltre all’importanza che i capelli avevano durante l’era vittoriana, essi furono scelti come materiale perché avendo certe caratteristiche chimiche, essi avrebbero resistito a lungo, ma forse, la cosa più importante, era la valenza sentimentale, i capelli erano un ricordo tangibile dei loro cari.

Inizialmente, furono le donne più abbienti a commissionare questi gioielli fatti di capelli con chiusure in oro e talvolta anche con pietre preziose; ma man mano che si diffuse la moda, molti ne approfittarono per far fortuna, sostituendo i capelli consegnati dai clienti, per capelli più grossolani e più facili da lavorare comprati ai contadini o importati dall’est, per questo e per la crescente popolarità di questi gioielli, c’era sempre più richiesta di imparare a farli a casa; e fu così che verso la metà del secolo, molti libri e riviste, iniziarono a pubblicare delle guide consentendo anche alle donne delle classe inferiori di imparare a realizzarli. La moda ebbe tale forza da oltrepassare l’oceano arrivando in America; lavorare i capelli divenne un passatempo femminile come cucire o ricamare, le donne lavoravano da sole o si ritrovavano in gruppi.

Set di orecchini e spilla fatti di capelli, 1855.
Foto: bricolage-julier.blogspot.com

La materia prima di questi gioielli non fu esclusivamente i capelli umani, talvolta si usavano peli di animali come crine di cavallo avviando anche la moda di indossare gioielli in ricordo degli animali domestici scomparsi e quindi realizzati con i loro peli.

Spilla Vittoriana 1870 ca
Foto:www.rubylane.com

Per lavorare i capelli, la prima cosa da fare era pulirli immergendoli in mezza tazza d’acqua calda dove prevalentemente era stato sciolto del borace o della soda; i capelli dovevano rimanere cosi per qualche minuto prima di essere trasferiti su una sorta di tavolozza dove erano raschiati con un coltello per togliere tutte le impurità residue.

Braccialetto vittoriano, Foto: sanjacinto-museum.org

Il tipo di lavorazione più popolare era quella chiamata “table worked hair” dove i capelli erano sistemati in una sorta di piccolo tavolo rotondo con un foro in mezzo, utilizzato per realizzare le trame più complesse; in precedenza i capelli dovevano essere preparati, contati, pesati e sistemati in delle bobine; la tecnica era molto simile a quella con cui si fa il merletto a tombolo. Usando questa tecnica, i capelli venivano trasformati in elastiche bobine tridimensionali usate per creare catene, bracciali, orecchini, croci, anelli, ecc. Successivamente un orafo avrebbe messo le chiusure per poter usare queste creazioni come gioielli.

Table worked hair, Foto: http://www.victoriana.com

E noto quanto piacessero alla regina Victoria questi tipi di gioielli e ne possedeva diversi, in particolare un medaglione contenente i capelli del marito Albert, che secondo il suo diario, indossava giorno e notte; e fu l’unico ornamento che decise di indossare per farsi ritrattare da Winterhalter nel 1843 commissionato per il compleanno di Albert.
Un altro gioiello molto caro alla regina fu un braccialetto realizzato con dei cuori smaltati ognuno contenente una ciocca di capelli di ogni suo figlio.

Ritratto della regina Vittoria realizzato da Winterhalter nel 1843

Braccialetto della Regina Vittoria
Foto:blog.londonconnection.com

Con la fine del secolo e la diffusione della fotografia, questa tipologia di gioielli iniziò a scomparire; ora era molto meglio poter ricordare il caro estinto attraverso una fotografia che ne preservava nella memoria la sua fisionomia,  piuttosto che con una ciocca di capelli.

 

Ana Muraca

 

Leggi anche: “I curiosi gioielli Vittoriani

 

Bibliografia:

Jewelry 1789-1910, The International Era, Shirley Bury, Antique Collector’s Club, England, 1991

Victoria & Albert Museum, “Love and art: Queen Victoria’s personal jewellery”, Charlotte Gere.

https://en.wikipedia.org/wiki/Hair_jewellery

http://www.victoriana.com/Jewelry/victorian-hair-jewelry.html

http://www.langantiques.com/university/Hair_Jewelry

http://www.leilashairmuseum.net/gallery.html