Per secoli, le donne indossarono ampie, lunghe e ingombranti gonne che troppo spesso si sporcavano, si rovinavano, e provocavano non pochi incidenti; ma durante il periodo Vittoriano, un piccolo oggetto era destinato non solo a risolvere tutti gli inconvenienti, ma anche a modificare il destino delle stesse donne.  Oggi parliamo della pinza reggigonna.

Nell’ottocento dopo il periodo Napoleonico che aveva privilegiato lo stile impero, la moda andò verso un ritorno delle voluminose gonne, e man mano avanzava il secolo, esse furono sempre più ampie. Nel frattempo, l’industrializzazione stava cambiando velocemente lo stile di vita e accrescendo la produttività, la gente iniziò ad avere più tempo libero da dedicare allo sport, alle gite al mare o in montagna e a ballare.

 

1865 fashion plate showing a croquet player with buttoned bands acting as skirt lifters, immagine di manchestergalleries.org

Le donne però si ritrovarono più che mai con un grattacapo da risolvere, come poter fare tutte queste cose senza rovinare o sporcare le preziose gonne e allo stesso tempo evitare di mostrare più del necessario.  La risposta fu un curioso oggetto chiamato “Skirt lifter” ovvero la pinza reggigonna: era una sorta di forbici senza lama che finiva in due dischi interni che servivano per afferrare un lembo della gonna, mentre all’altra estremità c’era un piccolo anello attaccato a un nastro, a una corda o a una catena per sospendere l’oggetto, giusto sotto la vita.  Si pensa siano comparsi già durante gli anni quaranta dell’ottocento per sollevare le gonne delle signore durante le lunghe passeggiate, arrivando a essere un accessorio molto popolare, a partire dagli anni sessanta, fino all’inizio del nuovo secolo.

Pinza reggigonna dell’era vittoriana, dal sito: Out of this century

Peterson’s Magazine, June 1879, dal sito: blog.fidmmuseum.org/museum

 

Ci sono stati diversi meccanismi che con risultati diversi, avevano lo stesso scopo, dalle spille che raccoglievano e fissavano la gonna, ma che rovinavano il tessuto, fino ad altri marchingegni che riprendevano la stoffa in pieghe nascosti sotto il vestito.  A differenza di questi oggetti, la pinza reggigonna era ben visibile, indossata da sola, pendente da una chatelaine sul lato destro del corpo o in coppia.

(skirts, corsets and skirt lifter from House of Plument) from Les Modes Parisiennes Illustrées, al Metropolitan Museum

 

Sono state fatte solitamente in ottone o placate in argento, possedevano un fermo per bloccare le impugnature in posizione, e generalmente era questa la parte decorata. La donna, tirava all’occorrenza la catena per sollevare la gonna evitando di sporcarla, per poi lasciarla andare una volta finito l’impasse. Le impugnature erano imbottite in modo da proteggere i tessuti delicati dal grasso della mano o dai guanti sporchi che erano spesso indossati all’aperto in questo periodo.

Come funzionava la pinza reggigonna dal sito: outofthiscentury.wordpress.com/category/dress-and-fashion/

Questo piccolo oggetto può vedersi come un primo passo verso l’emancipazione femminile, se pensiamo a tutte le attività che la donna iniziò a fare grazie ad esso, in particolare andare in bicicletta il che gli permetteva una certa indipendenza e autonomia che difficilmente poteva avere prima.

Ana Muraca

 

Bibliografia:

Kotzin Barbara,  “The Art of the Skirt Lifters: a practical and passionate guide”, Barbara kozin, 2015

Sitografia:

http://www.metmuseum.org/toah/hd/whis/hd_whis.htm.

https://outofthiscentury.wordpress.com/category/dress-and-fashion/

http://dandyhorsemagazine.com/blog/2012/01/03/from-the-days-of-the-dandyhorse-the-skirt-lifter/

http://collections.vam.ac.uk/item/O1245368/dress-holder-b-brothers/

http://collections.vam.ac.uk/item/O78890/skirt-grips-brendel-b-o/

http://englishhistoryauthors.blogspot.it/2014/06/skirt-lifters-victorian-war-on-filth.html