Borchie, borchie, borchie, da qualche stagione non si vede altro, su scarpe, borse, vestiti, giacche, accessori, ormai sono diventati un segno distintivo della moda oggi.

Spesso si pensa che l’origine di questo elemento decorativo risalga alle culture giovanili dei punk degli anni 70, ma in realtà , bisogna andare ben più indietro nella storia per riscontrare le sue radici.

Non è chiaro l’origine preciso delle borchie, ma si sa che erano già  ben conosciute e utilizzate nell’antichità , esse venivano utilizzate per difesa, ornamento e semplicemente per unire due o più elementi.

Nell’antica Roma per esempio, le borchie venivano usate in diversi oggetti come: nelle armature, nei guantoni dei pugili, nelle cinture dell’esercito e nelle “caligae” (una tipologia di calzatura usate dai legionari).

Nel Medioevo, grazie alle grandissime conoscenze tecniche e abilità nella lavorazione dei metalli di alcuni popoli cosi detti “barbari” come i Franchi, Alemanni e Longobardi, le borchie furono molto utilizzate in decorazioni per fibbie, abiti, finimenti per cavalieri, equipaggiamenti bellici, rafforzando porte e cassapanche, strumenti di tortura e persino nella legatura dei libri.

Dopo il medioevo, le borchie continuarono ad essere in uso, conservando sempre le stesse funzioni.

Sex Pistols

Alla metà  degli anni 70 del 900, sorge la cultura giovanile dei Punk, nata tra gli Stati uniti e l’Inghilterra, si contrappongono al “peace and love” dei hippie, proponendo una figura anarchica, contestataria, autolesionista e visivamente molto aggressiva, come una maniera di esprimere la propria frustrazione e rabbia verso il loro presente e verso un futuro a loro avviso inesistente. Attingono alla sfera del sesso e del feticcio con elementi come chiodi e borchie che utilizzeranno per decorare giacche, scarpe e accessori e cosi scandalizzare la “gente per bene”.  Creatori della loro immagine Malcom Mc-Laren e Vivienne Westwood che con il loro negozio chiamato infatti “Sex”, proponevano un look sovversivo, pieno di richiami sessuali e facilmente ricreabili. Da quell’ambiente e dalla loro invenzione nacquero i “Sex Pistols”nel 1975 che diventarono l’essenza pura del punk e inspirazione non solo per i loro seguaci ma anche per tanti stilisti futuri.

Vogue Italia, October 1992, Versace vest abd pants Photo by Sante D’Orazio

Gli elementi che componevano il look punk degli anni 70 sopravissero in diversi modi nei decenni successivi e le borchie non furono l’eccezione; molti nuovi stili emersero dal punk rock e svariati di loro presero a prestito i piccoli pezzi di metallo da mettere su bandane, giacche e pantaloni, come: il Crust punk, il Dance punk, il Pop Punk e lo Street Punk.

Nel frattempo come spesso succede con le sub culture giovanili, vengono presse a spunto dagli stilisti, rivisitate e lanciate nelle grandi passerelle spoglie dai loro significati originali.  I primi esempi li ritroviamo già  negli anni 90, con stilisti trasgressivi come Gianni Versace, Alexander McQueen e jean Paul Gaultier, per poi passare lentamente ad essere utilizzate da marchi e stilisti più classici come Chanel e Prada, attenuando ulteriormente il loro significato di aggressività .

Oggi, le borchie compaiono dappertutto, magari in dimensioni più ridotte e forme più addolcite ma che comunque conservano un po’ del loro significato originale, soprattutto se pensiamo a un’altra tendenza parallela che è quella dei teschi, sarà  un caso che entrambi (le borchie e i teschi) siano tanto di moda proprio in questo periodo di crisi? o ci serviranno per esorcizzare tutti i mali del nostro tempo?

Ana Muraca

Alexander McQueen