Questo è il primo capitolo di una storia affascinante, quella che parla di un oggetto che ormai ci pare insignificante, irrilevante, troppo spesso dato per scontato ma che nonostante ciò, è sopravvissuto a guerre, carestie e condanne per arrivare fino ai nostri giorni; ebbene si, vi sto parlando del bottone.

Un bottone è un oggetto normalmente piatto e tondeggiante utilizzato per chiudere indumenti di vario tipo; in una accezione più ampia possiamo dire che il bottone esiste sin dalla preistoria, ma si trattava solo di piccoli dischi usati per decorare gli abiti, senza alcuna utilità  pratica.

Bottone in metallo di origine spagnola del 1650-75 (foto di Peach State Button Club)

Fu solo nel medioevo che il bottone iniziò a essere usato per chiudere gli indumenti creando una grande rivoluzione nell’abbigliamento; infatti nell’antichità  gli abiti erano chiusi grazie a fibbie, spille, nodi e lacci, il che condizionava il tipo di costume in uso, pensiamo all’antica Grecia o all’antica Roma, il loro abbigliamento era per lo più drappeggiato intorno al corpo e poi fissato con una cintura, o una spilla, oppure utilizzavano indumenti realizzati unendo due pezzi di stoffa tramite una semplice cucitura, tutto ciò comportava da un lato il fatto che non ci fossero sostanziali differenze tra l’abito femminile e quello maschile, e dall’altro che i capi fossero in genere molto larghi.

Nel XIII secolo però arrivò finalmente l’utilizzo del bottone per chiudere gli abiti; sembra che a riportare l’arte dei bottoni in occidenti, siano stati i crociati al loro ritorno dal Vicino Oriente, ma fu con la moda di usare i vestiti più aderenti, tipica del periodo Gotico, che il ruolo dei bottoni divenne più importante e finalmente acquisiscono la loro utilità .

In questo periodo i bottoni, erano piccoli, sferici e numerosi e a differenza del più comune bottone che noi conosciamo a tre o quattro fori, era utilizzato il maspillo che disponeva di un piccolo occhiello sul retro da dove passava il filo che lo fissava alla stoffa, lasciando completamente libera la superficie. I bottoni, nonostante la recente scoperta della loro funzionalità , avevano una forte impronta decorativa, infatti, ancora in questo periodo i capi erano indossati dalla scollatura, mentre una pioggia di bottoni erano messi sulle gonnelle, fissati in fila nelle maniche o nel collo della guarnacca o messi nei cappucci a gote degli uomini e delle donne.

Ritratto di giovane donna di D. Ghirlandaio

Diversi artigiani iniziarono a realizzare i bottoni, dai gioiellieri ai lavoratori di smalto, dai falegnami ai ramai.I francesi intuirono il potenziale di questi piccoli oggetti e intorno al 1250 crearono la prima corporazione del bottone a testimoniare la popolarità  raggiunta. I bottoni furono appannaggio delle classi benestanti che difesero il loro privilegio tramite le leggi suntuarie, non sempre rispettate.

Nel medioevo, il prezzo delle stoffe era considerevole, e quindi usare indumenti che ne richiedevano una grossa quantità , era segno di distinzione e di potere, l’utilizzo dei bottoni erano in netto contrasto con questa tendenza, ma per continuare a fare sfoggio di ricchezza, le donne aggirarono l’impasse aggiungendo alle proprie vesti lo strascico e usando più capi sovrapposti.

Nel Rinascimento, troviamo i bottoni nei farsetti maschili e nelle scollature femminili spesso chiuse con un delicato bottone a perla all’altezza del collo. Con la scoperta dell’America e tutto il traffico di oro e pietre preziose, i fabbricanti di bottoni si sbizzarrirono nelle forme e nelle lavorazioni che erano ogni volta più complesse e ricche, i bottoni diventano gioielli da abito, aumentano le loro dimensioni e si distribuiscono sul davanti di corpetti e giubboni, sulle maniche di gonnelle e roboni, sui capelli e persino su berretti e fazzoletti; mentre le classi inferiori usavano bottoni di osso, legno, rame, bronzo e cuoio.

Ritratto di Enrico VIII realizzato da Hans Holbein il Giovane nel 1540.

La seconda metà  del 500 fu marcata dall’atmosfera della Controriforma e dal rigore e la formalità  che essa impose.L’abbigliamento, seguì i dettami della moda spagnola che tendeva ad ottenere una stilizzazione geometrica del corpo e alla quale si abbinavano meglio le stoffe con motivi piccolià e bottoni di forme svariate, ancora preziosi ma utilizzati in quantità  minore e distribuiti sulle linee costruttive dei tagli, sulle maniche e soprammaniche. Iniziano ad essere molto utilizzati i bottoni smaltati che donavano grande bellezza ma senza lo sfarzo e il costo dei bottoni del periodo precedente. Fecero la loro comparsa i bottoni da profumo che contenevano delle paste odorifere che con il caldo del corpo si scioglievano rilasciando il loro profumo.

Con il tempo, il bottone fu sempre più carico di significato, non solo come status symbol, ma anche come manifestazione della personalità, della appartenenza ad un determinato gruppo o dei propri sentimenti. Si dice che Enrico III, re di Francia tra il 1574 e il 1589 che alla morte della sua amata, chiese al suo gioielliere di creare un bottone in argento a forma di teschio da utilizzare nella cerimonia funebre in dimostrazione del proprio dolore, iniziando una vera e propria moda.

Nel 600, troviamo la magnifica corte del Re Sole, nella quale non potevano certo mancare i bottoni, che furono usati più dagli uomini che dalle donne, iniziando dal re, un vero e proprio appassionato. Nel justeaucorps (la giacca), i bottoni acquisiscono grande importanza, essi potevano armonizzare con il resto della decorazione del capo, oppure spiccare in contrasto con essa, mentre nel gilé, compaiono dei piccoli bottoni fasciati in stoffa e poi ricamati o anche in altri materiali dipinti con scene varie come paesaggi e fiori.

Il Sarto di Giovanni Battista Moroni

In questo periodo i bottoni in metallo erano molto comuni, potevano essere in stagno, piombo o leghe varie eseguite in un pezzo unico, oppure l’anello posteriore era realizzato con un filo in lega di rame o un filo di ferro; nel caso dei bottoni piatti, essi erano realizzati perforando un foglio metallico e poi saldando un anello sul dietro. Un’altra tipologia di bottone molto utilizzato in questo periodo era quella con un’anima in osso o legno che poi era coperta con fili che potevano essere, nel caso dei bottoni più comuni, in lana o in quelli più ricercati, in lino, seta, o in fili di argento o addirittura di oro. Anche i bottoni in stoffa erano piuttosto comuni e si facevano semplicemente foderando piccoli pezzi tondi di legno con la stoffa stessa dell’abito cui appartenevano.

La storia continua …

 

Bottoni e altre storie 2°parte – il 700

Ana Muraca