Alla fine del 700, la Rivoluzione Francese utilizzo il bottone come manifesto politico, esso era il medio ideale per far sapere a tutti il proprio pensiero e i propri ideali.

I primi bottoni che preannunciavano i futuri avvenimenti, comparvero alla fine del regno di Luigi XVI, essi erano i bottoni caricaturali, inspirati al cameo ma con una forte inclinazione alla critica politica, raffigurando le peggiori azioni dell’uomo.  I primi bottoni nettamente rivoluzionari contenevano motti precorritori della rivolta come “Vivere o morire”, mentre una volta pressa la Bastiglia, essa divenne il soggetto preferito dei fabbricanti di bottoni illustrato nelle tecniche e nei materiali più diversi, seguito dal Berretto Frigio, la ghigliottina e il Fascio Littorio.  Un soggetto molto in voga era quello dei ritratti dei protagonisti del conflitto, bottoni con il Marchese Lafayette, Charlotte Corday, Jacques Necker e persino con Luigi XVI. Un’altra tipologia di bottoni erano quelli a moneta, realizzati o con vere monete o con buone imitazioni di esse.

Bottone della Rivoluzione Francese

Il processo di realizzazione dei bottoni subbi un velocissimo sviluppo grazie alla Rivoluzione Industriale, iniziarono a essere progettate macchine per fare le 4 perforazioni che divennero prevalenti nei bottoni del costume maschile, mentre con altre macchine si potevano creare bottoni in stoffa o cartapesta semplicemente riempiendo degli stampini, questo consentì di produrre i bottoni a costi molto inferiori il che permetteva un maggiore impiego nell’abbigliamento, dalle scarpe ai guanti, dalle braghe alle giacche, ecc, ma essendo piuttosto impegnativo abbottonare ogni giorno una miriade di bottoni, venne inventato un allaccia bottone, ovvero uno strumento con una punta metallica a forma di gancio che cambiava dimensione a seconda del bottone.

La produzione in massa dei bottoni aumento non solo l’offerta ma anche la varietà  disponibile, nelle case, le donne mantenevano set di bottoni in ceramica o in ottone per aggiustare uniformi e quant’altro, mentre venivano sempre conservati dei bottoni pressi da capi dismessi.

Dal XIII secolo fino alla prima parte dell’800, possiamo dire che i bottoni sono stati un privilegio maschile, ma in questo secolo le cose si ribaltano; la grande influenza sul costume maschile che esercita l’Inghilterra porta a privilegiare la semplicità  e la funzionalità  al lusso e la sfrenatezza del costume maschile francese che fino alla fine del 700 sarà  il modello a seguire.  Questa nuova tipologia d’abbigliamento, che è alla base del costume maschile odierno, fa un uso dei bottoni molto ridotto, essi vengono impiegati quasi esclusivamente per la loro funzione e non come decorazione.  Le donne invece, iniziano ad apprezzare sempre di più questi piccoli oggetti e a trasformarli in specchio degli avvenimenti mondani, delle nuove tecniche, e dei rimandi storici che nell’800 avranno largo spazio. A partire dal 1860, la moda dei bottoni decorativi arriva con forza nell’abbigliamento femminile che fino a quel momento si chiudeva ancora con lacci e ganci.

Abito del 1884

 

Essendo l’Inghilterra, la patria della Rivoluzione Industriale, fu anche essa la patria della produzione massiva del bottone. Apparvero per la prima volta bottoni dorati, in vetro, in gomma vulcanizzata, in avorio vegetale (sostituto dell’avorio proveniente dal corozo, una noce Sudamericana), ecc; ma più le tecniche di produzione progredivano e i materiali sintetici si sviluppavano e più i bottoni perdevano la qualità .

Nell’Inghilterra vittoriana, esplode l’amore per la botanica e per le sue associazioni con la mitologia y la medicina, i mazzetti di fiori chiamati Tussie-mussies raggiungono il loro picco di popolarità  come accessori di moda, essi portano un messaggio segreto nel linguaggio dei fiori, così come i bottoni Tussie-Mussies, pieni di bouquet, cornucopie e quant’altro riferito al mondo floreale. Un’altra moda lanciata durante questo periodo fu quella dei bottoni da lutto, utilizzati e regalati dalla regina Vittoria alla morte dell’amato marito Albert nel 1861; per i più abbienti essi erano intagliati nel giaietto, mentre il popolo utilizzava quelli realizzati in vetro nero.
Verso la metà  del secolo, viene rievocata la moda della tecnica cut-steel tipica del 700 soprattutto in Inghilterra, dove i bottoni saranno composti da minute cornici in cut-steel che racchiudono delicate placchette in rame smaltato con scenari quasi fiabeschi con scene di campagna e paesaggi, tali bottoni a differenza da quanto avvenuto in passato erano ad uso esclusivamente femminile.

Bottone Tussie-mussies

 

Esotismo:

La moda dell’esotismo arriva in Europa nella seconda metà  dell’800 e durerà  fino all’inizio del 900, essa era il riflesso di tanti contatti con l’oriente come la spedizione Napoleonica in Egitto (1798-1801), la conquista francese dell’Algeria (1834), il trattato che sanza l’apertura del Giappone ai rapporti commerciali con gli Stati Uniti e l’Europa (1854), ecc. Tutto questo creò un grande interesse per il collezionismo di oggetti esotici originali ma anche per la produzione di oggetti che imitavano questo gusto orientale.
Tale influenza arrivà a ogni ambito della vita, dall’architettura, all’arte, dalla decorazione al costume.  Per quanto riguarda i bottoni, essi non furono l’eccezione, dell’inizio dell’800 si trovano bottoni con nuovi motivi decorativi chiaramente influenzati dall’Egitto, come sfingi, fiori di loto e maschere funerarie. Gli arabeschi, i nastri intrecciati e i tralci vegetali sono invece motivi decorativi ampiamente trovati nei bottoni ottocenteschi che svelano l’influsso dell’arte islamica.
I motivi orientaleggianti furono forse la più forte influenza di tutte, esse si dividono in due correnti: da una parte la moda delle”cineserie” molto in voga già  nella prima metà del 700 – dove si segue lo stile e i temi dell’arte cinese, dal quale proviene il tipo di bottoni detti “willow pattern”; si tratta di un disegno tipico del gusto cinese che presenta architetture e figure stilizzate.  La seconda corrente è quella del “giapponismo”, iniziata nella metà  del XIX secolo, tra i soggetti più comuni erano quelli di figure mitologiche e fiabesche, il tema floreale, i paesaggi e in genere il costume giapponese.

Bottone del 1850 in avorio, madre-perla e corallo, Met Museum

 

Ana Muraca

Pagina precedentePagina seguente