A Venezia, nel XVI secolo, un modello di calzatura chiamata “Chopina” costringeva le donne ad arrampicarsi su zatteroni che giungevano in alcuni casi a sfiorare il mezzo metro di altezza. Tali piattaforme, in sughero o legno, erano rivestite di cuoio o di velluto tempestato di gioielli secondo il tipo di scarpa cui dovevano abbinarsi. La chopina veneziana derivata da un modello spagnolo, ebbe una tale diffusione nel XV secolo da giungere quasi a esaurire la produzione nazionale di sughero e divenne uno dei più evidenti indici di ricchezza. Ci volevano due aiutanti per montare su queste esagerate e poco pratiche calzature, eppure le donne le ostentavano con orgoglio, a dispetto dei risolini dei forestieri che venivano in città talvolta soltanto per ammirare queste torreggianti statue viventi.

Chopine veneziane del XVI secolo dal Museo Palazzo Mocenigo a Venezia

Si ritiene che i mariti veneziani avessero favorito l’introduzione delle chopine perché limitava il rischio che le mogli andassero troppo in giro. Le autorità ecclesiastiche, solitamente poco inclini ad approvare gli ultimi ritrovati della moda, furono da subito favorevoli alle chopine, perché limitavano i movimenti e scoraggiava attività peccaminose quali la danza.

Donna Veneziana

Le chopine vennero vietate dopo che un gran numero di donne incinte avevano abortito in seguito a cadute.

Chopines-1590-1610-al-Met

La moda delle chopine si estese in Francia e all’Inghilterra, dove le donne vacillavano  su zatteroni così alti da impedire qualsiasi movimento in assenza di aiutanti.

Questi “sgabelli ambulanti” passarono di moda circa due secoli dopo, quando si scoprì che una suola più bassa sul davanti rendeva più agevole gli spostamenti su scarpe alte. Nacque così il tacco, e il celebre tacco rosso sostituì i trampoli quale emblema di status.

Carmen Miranda e i suoi Plateau, 1944, Corbis

I plateau non raggiunsero mai più le vette delle chopine, ma in questo secolo sono ripetutamente tornati di moda a intervalli di circa vent’anni. Negli anni trenta, la minuta Carmen Miranda sbarcò a Hollywood con un turbante in testa e valigie piene di scintillanti zatteroni a cuneo. In quel periodo gli stilisti europei realizzavano plateau con materiali sintetici in risposta  alla scarsità di materiali quali pelle e legno. Ferragamo ideò la suola a strati di sughero ricoperta di tela cerata, che gli servì a realizzare la sua scarpa forse più celebre. Gli zatteroni passarono di moda nel dopoguerra, ma furono reintrodotti da Vivier nel 1967 e, negli anni settanta, rappresentarono un accessorio caratteristico del look psichedelico.

Plateau di Elton John

Nonostante i medici li sconsigliassero per i rischi di gravi fratture che comportavano, venivano indifferentemente portati da uomini e donne, tra cui le pop star Diana Ross, Elton John, che ne possedeva un’enorme collezione.

Westwood, Vivienne,1993 al V&A

Il revival nelle discoteche degli anni novanta li ha riportati in auge, e non è raro vedere i frequentatori di questi locali in cima a zatteroni coperti di strass o scarpe da tennis di vinile alti 30 cm.

 

Daniela Aquila

Vedi anche:

Le Zeppe

Il Sandalo

La Scarpa

I Tacchi a Spillo

Il Tacco

Lo Stiletto

Bibliografia:

Titolo: Scarpe
Autore: L.O’Keeffe
C.Editrice: Konemann
Titolo: Scarpe
Autore: I.Danieli e R.Chiesa
C.Editrice : Rizzoli
Titolo: Cinquanta scarpe che hanno cambiato il mondo
Autore: Design Museum Londra
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Vintage Shoes
Autore: C.Cox
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Essential Fashion
Autore V.Manferto de Fabianis e F. Rocca
C. Editrice White Star