I sandali sono stati il primo tipo di calzatura prodotto dalla tecnica umana, in sostituzione delle primitive fasciature. Tutte le civiltà antiche hanno dato la propria versione di  questo elementare modello: una suola rigida a cui erano applicate strisce di cuoio o corde. Già nel 3500 a.C. gli antichi egizi lasciavano l’impronta del piede nella sabbia bagnata, producevano con papiro intrecciato una suola delle esatte dimensioni dell’impronta e vi applicavano legacci di pelle grezza. Questi pratici sandali venivano calzati per proteggersi dalle asperità del terreno o della sabbia rovente, ma lasciavano i piedi quasi completamente scoperti e liberi, cosa di cui le donne egizie approfittavano per adornarli di gioielli.

Sandalo Egitto ca. 30 BC - AD 300 al V&A

Le suole dei sandali delle imperatrici romane venivano realizzati con oro fuso e i cinturini tempestati di pietre rare. L’effetto doveva essere sbalorditivo e irresistibilmente sexy.

Sandalo romano, scultura I-II secolo DC

I giapponesi usavano sandali di materiale intrecciato, in seguito gli slavi crearono sandali di feltro e gli spagnoli di corda.

Sandali del Neolitico di Albunol, fotografia Luis Garcia

Spesso le scarpe sono rivelatrici dello status di chi le porta, ma i sandali sono stati, in epoche diverse, simbolo di ricchezza e di povertà, di castità e di civetteria. Nel medioevo i poveri portavano semplicissimi sandali di legno; i sacerdoti medievali e i frati francescani li ostentavano in segno di disprezzo nei confronti del lusso mondano.

Sandali di un monaco medievale

Caduti in disuso per quasi un millennio, i sandali fecero la loro ricomparsa intorno al 1930. Grazie all’invenzione di Salvatore Ferragamo del supporto ad arco in metallo, le scarpe non necessitavano più della punta chiusa a fungere da freno per il piede. Così verso la fine degli anni venti, le dita di nuovo libere, con le unghie smaltate di rosso, tornarono a far capolino dai sandali a tacco alto.

Sandali-del-1938-di-Salvatore-Ferragamo-al-Met

Negli anni sessanta i sandali ridiventarono piatti ed essenziali, con l’avvento dei comodi e ortopedici BIRKENSTOCK, e nel decennio successivo furono soppiantati dai sandali da discoteca a tacco alto, in pelle di serpente lucida a colori brillanti.

Sandali anni 70 al Met

Effimero ed eccessivo, lo stile da discoteca ha guadagnato ai sandali una certa qualifica di volgarità. E’ stata necessaria la raffinatezza di stilisti quali  MANOLO BLAHNIK, negli anni ottanta, per rilegittimarli conferendo loro l’eleganza delle scarpe a punta chiusa, pur preservandone l’elemento di seduzione. Questo creatore ha dimostrato che gli antichi egizi avevano ragione: un sandalo ben disegnato mette in risalto la connaturata sensualità del piede, donando a chi lo calza l’arte di sedurre fino alla punta dei piedi.

Manolo Blahnik, 1988 al Met

Alcuni dati curiosi sui sandali:

* Gli egizi e i romani usavano disegnare i volti dei loro nemici sulle suole dei sandali, in modo da poterli simbolicamente calpestare.

* Gli antichissimi infradito videro la luce nel vicino oriente. In  India, dove la religione induista proibisce l’uso della pelle di vacca, i sandali vengono realizzati in legno, talvolta rivestito di incisioni in argento finemente lavorate.

* La versione occidentale dell’infradito compare negli anni sessanta, ispirandosi alle forme tecnologiche dell’era spaziale.

* Afrodite, la dea greca dell’amore, era spesso raffigurata nuda, eccezione fatta per i sandali.

* L’infradito è, tra le scarpe, l’equivalente del tanga tra i costumi da bagno…..

* Il sandalo “DEAUVILLE” di PFISTER, con la tomaia a cesto realizzata in plastica, è forse il modello  di calzatura più copiato al mondo – 1979.

* Una linea a meringa è quella scelta da BETH LEVINE per la sua graziosa e ondulata versione di sandalo invisibile che mostra un uso insolitamente animato di un materiale acrilico – anni cinquanta.

* Un ombrellone, una palla e le impronte delle dita caratterizzano una buffa interpretazione di   PFISTER, risalente agli anni venti, sul tema del sandalo da spiaggia – 1984.

 

Daniela Aquila

 

Bibliografia:

Titolo: Scarpe
Autore: L.O’Keeffe
C.Editrice: Konemann
Titolo: Scarpe
Autore: I.Danieli e R.Chiesa
C.Editrice : Rizzoli
Titolo: Cinquanta scarpe che hanno cambiato il mondo
Autore: Design Museum Londra
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Vintage Shoes
Autore: C.Cox
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Essential Fashion
Autore V.Manferto de Fabianis e F. Rocca
C. Editrice White Star

 





Vedi anche:

Il Sandalo

La Scarpa

Tacchi a Spillo