Libere da qualsiasi esigenza di funzionalità, un tempo le pantofole erano fatte per essere guardate e non usate. Anzi, il termine “pantofola” denotava le scarpette eleganti dalla suola sottile, realizzate in tessuto o cuoio molto fine, che coprivano appena il piede e potevano essere calzate e sfilate molto facilmente. Nel corso dei secoli, esse sono state variamente associate alla ricchezza, al prestigio e, per la loro ricercatezza e per il fatto che venivano usate soprattutto in camera da letto, all’intimità. Le donne romane non uscivano mai di casa con i soccus ai piedi, cosicché questi accessori cominciarono ad assumere connotazioni erotiche. (Si tramanda che il senatore Lucio Vitellio fosse solito nascondere le pantofole della propria amante sotto la tunica, per togliervele di tanto in tanto con discrezione e baciarle con trasporto come se si trattasse di una lettera d’amore profumata).

Pantofole del 1675–1710 al Met

Le pantofole di broccato o di velluto a suola piatta erano diffuse nell’alto clero inglese, mentre quando salì al trono Elisabetta I, le pantofole col tacco rappresentavano l’ultima moda, per uomini e donne. Sontuosamente decorate e spesso realizzate in materiali pregiati, le pantofole,  avevano anche lo scopo di testimoniare la ricchezza di chi le portava. A Venezia, i calzolai impiegavano per le loro creazioni una tale profusione di oro e pietre preziose da indurre il governo della Serenissima a varare leggi suntuarie per limitarne l’uso. Cionondimeno, le pantofole, tanto migliori, quanto più erano sottili, continuarono ad essere un simbolo di distinzione sociale.

Pantofole di Giuseppina Bonaparte, foto di Yann Martin

Si narra che l’imperatrice Giuseppina (che secondo alcuni inventari ne possedeva 521 paia) si sia lamentata un giorno con il suo calzolaio per una pantofola che si era bucata dopo averla messa una volta, ma per tutta risposta pare che il calzolaio abbia replicato:” Ah, madame, ma voi le avete usate per camminare!”

Le pantofole settecentesche tempestate di gioielli erano caratterizzate dalla punta all’insù, mentre le classi meno agiate imitavano gli aristocratici indossando ghette a trompe-l’oeil, decorate in modo da simulare il broccato, pizzi, fiocchi e pietre preziose.

Pantofole di Maria Antoinetta, Photo di luxury.net

Nel XIX secolo, con la crescente popolarità dei balli, le pantofole di capretto leggero come tessuto o di seta decorata  con sfarzose roselline, pompon e fiocchi venivano letteralmente consumate dalle danze. Poiché le scarpe comode erano considerate un indice di appartenenza alle classi lavoratrici, le donne europee e americane delle classi medio-alte indossavano le loro poco pratiche scarpette anche all’aperto, dove persino i fili d’erba potevano rovinarle irreparabilmente.

Pantofole da matrimonio 1894 al Met museum

Anche al giorno d’oggi le pantofole vengono talvolta acquistate per occasioni particolari, per abbinarle a un’elegante vestaglia da camera o a un vestito da sposa (le spose cominciarono ad abbinare pantofole alle loro vestaglie intorno alla metà del XIX secolo – Secondo una tradizione anglosassone, il padre della sposa offre al genero una scarpa della propria figlia per simboleggiare il trasferimento di autorità) e come molti dei preziosi esemplari custoditi nel guardaroba della regina Maria Antonietta, vengono indossate una sola volta. (La regina Maria Antonietta aveva una cameriera addetta esclusivamente alla cura delle sue 500 paia di pantofole, catalogate per data, colore e modello).

Pantofole Rosenblooms del 1892 al Met museum

All’inizio del XIX secolo, il termine “pantofola” cominciò a essere utilizzato per definire ogni sorta di calzatura delicata.

Pantofole d'inizio del novecento al Met.

La moda raggiunse il culmine dello sfarzo durante la Belle Epoque, periodo di sofisticatezza esasperata, in cui non era impossibile che un nobile parigino sorbisse champagne dalla pantofola di una signora. Le calze di seta finemente ricamate erano il complemento per le lussuose pantofole di raso e avevano il compito di attirare l’attenzione sulla caviglia. La ciabattina col tacco, nella sua versione moderna, è da sempre associata al sex appeal femminile, soprattutto se decorata dalle morbide piume di marabù.

Daniela Aquila

Vedi anche:

Chopine e Plateau

Le Zeppe

Il Sandalo

I Tacchi a spillo

Il Tacco

Lo Stiletto

In copertina foto del Metropolitan Museum, Slippers,disegno di Emilio Pucci A/I 1964–65

Bibliografia:

Titolo: Scarpe
Autore: L.O’Keeffe
C.Editrice: Konemann
Titolo: Scarpe
Autore: I.Danieli e R.Chiesa
C.Editrice : Rizzoli
Titolo: Cinquanta scarpe che hanno cambiato il mondo
Autore: Design Museum Londra
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Vintage Shoes
Autore: C.Cox
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Essential Fashion
Autore V.Manferto de Fabianis e F. Rocca
C. Editrice White Star