Tutte le bambine pur crescendo, continuano a credere nella favola di Cenerentola, secondo cui una scarpa può trasformare magicamente la loro vita.”Tutte le donne, più o meno inconsciamente inclinano al romanticismo”, afferma il disegnatore di scarpe Stuart Weitzman.Per molta parte della storia le scarpe femminili sono rimaste nascoste sotto uno spumeggiare di sottovesti o il rigonfiarsi della crinolina. Gli occhi saranno anche lo specchio dell’anima, ma le scarpe sono sicuramente la via maestra che conduce alla psiche. “Un paio di scarpe nuove magari non può sanare un cuore infranto o lenire un mal di testa da stress”, osserva l’esperta di moda Holly Brubach,” ma di certo può aiutare ad alleviarne i sintomi e a scacciare la tristezza….”

 Il vocabolo italiano deriva dal germanico “Skarpa” cioè tasca o sacca di pelle. Da sempre l’uomo ha cercato di proteggere le sue estremità inferiori dalle asperità del suolo; già agli albori della civiltà si sono utilizzate calzature fatte con cortecce d’albero, foglie intrecciate o pelli legate intorno ai piedi e alle gambe. In seguito, soprattutto con gli Egizi, la scarpa avrebbe cominciato a rispondere non solo ad esigenze di protezione, ma a canoni di praticità e di eleganza; i modelli erano in vari materiali, dalle fibre vegetali intrecciate alla pelle e anche d’oro.

Sandali Primitivi

Sandali Primitivi

Anche Sumeri, Assiri, Babilonesi e Persiani ebbero loro particolari calzature: basse, con la tomaia che non superava il malleolo, alte sulla caviglia a formare uno stivaletto, o ancora più alte, che come veri e propri stivali coprivano il polpaccio e arrivavano alla coscia. Ma furono i Greci e i Romani a sviluppare tutte le tipologie giunte sino a noi; alcune calzature erano persino personalizzate con una particolare disposizione dei chiodi sotto le suole, che lasciavano impronte caratteristiche.

Scarpe Romane

Le invasioni barbariche indussero l’uso di rudi scarpe di pelle non conciata; solo all’epoca di Carlo Magno la calzatura, avrebbe ritrovato eleganza e raffinatezza, diventando poi sempre più ricca e splendidamente ornata d’oro, con ricami, gioielli e pietre preziose.

Corte Carolingia

Nel Quattrocento, inutilmente represse dalle leggi suntuarie, si  indossavano ancora ricche scarpe dalla forma allungata, come le” Poulaine”di derivazione tardo-gotica, che confezionate in stoffa o morbida pelle dalla punta rinforzata, si infilavano sulle calze aderenti lasciate in vista dai cortissimi farsetti.

Poulaine del 1380 al Museum of London

Sempre nel Quattrocento si diffuse ampiamente lo stivale come calzatura militare, dapprima alto e stretto, poi sempre più morbido e comodo fino ad assumere, nel secolo successivo, la classica forma ad imbuto, piegato nella parte superiore con un risvolto; guarnito di lacci e fibbie, sarebbe diventato in seguito una calzatura indossata anche dai gentiluomini del diciassettesimo secolo.

Scarpa Medievale al Museo di Harlem

Nel Seicento, alla moda delle calzature in stoffe preziose, si affianca quella della scarpa da protezione, cioè¨ una zoccolo, che, portato sotto la scarpa, la proteggeva dal fango e dalla sporcizia delle strade.

Chopines o pianelle veneziane del XVII secolo

Nell’Ottocento le signore portavano scarpette eleganti di morbida pelle durante il giorno e per andare in visita, ricevevano in casa gli ospiti con babbucce o pantofoline ricamate, e la sera indossavano raffinate calzature di seta; la scarpa maschile in questo secolo invece acquistò un certo rigore: era bassa, in genere nera e senza fronzoli.

Scarpe del 1830-1840 al V&A

Nel Novecento comparve la “specializzazione” della calzatura con scarpe da tennis, da passeggio, da barca, in diversi materiali a seconda del loro utilizzo.

Scarpe anni 40

Dopo la seconda guerra mondiale si usarono scarpe “povere” dalla suola alta di sughero, mentre negli anni cinquanta furono di moda calzature belle, ma scomode, appuntite e con tacchi a spillo; le giovanissime indossarono le ballerine, scollate e senza tacco.

Scarpe anni 50

Anche negli anni Sessanta continua la moda delle scarpe basse.

Scarpe anni 60

Negli anni Settanta anche gli abiti e gli accessori hanno risentito del clima politico di protesta. Le scarpe si confezionavano prevalentemente in materiali semplici quali tela e corda e molto di moda erano gli zoccoli di legno, che si ispiravano a quelli indossati dai contadini nel secolo precedente.

Scarpe anni 70

Oggi numerosissimi sono i modelli delle scarpe femminili, che variano di stagione in stagione, reinterpretando spesso quelli dei decenni precedenti; linee più classiche permangono invece nelle calzature maschili.

Terry de Havilland – sandalo ispirato alla Pop Art (omaggio a Roy Lichtenstein)

Le scarpe sono da sempre un elemento che riflette lo status e la condizione economica di chi le porta.
I sandali dalle suole dorate delle imperatrici romane, le scarpe di gala dal tacco rosso diffuse alla corte di Luigi XIV e i mocassini di Gucci, nostri contemporanei, sono immancabilmente diventati un biglietto da visita denotante classe e ricchezza.
 

Daniela Aquila

Bibliografia:

  • “Evoluzione storica e stilistica della Moda”   Autore: G. Marangoni  – Casa Editrice: SMC
  • “Leggere la Moda”  Autore: F. Ffloulkes  – Casa Editrice: Logos
  • “Scarpe” Autore: L.O’Keeffe – Casa Editrice:Konemann
  • “100 Idee che hanno vestito la moda”  Autore: H. Worsley – Casa Editrice: Logos
  • “Cinquanta scarpe che hanno cambiato il mondo”  Design Museum di Londra – Casa Editrice: D&A
  • “Vintage Shoes” Autore: C.Cox – Casa Editrice: De Agostini
  • “Scarpe” Autore: I.Danieli e R. Chiesa – Casa Editrice: Rizzoli