Britannico di nascita, ma americano d’adozione, Charles James non può essere considerato solo un couturier. Egli è stato un architetto, un creatore di abiti scultura.

Nato il 18 Luglio 1906 a Sandhurst in Inghilterra, già da piccolo aveva un temperamento vivace e una particolare dote per tutto ciò che riguardava l’arte. Suo padre, Ralph Ernest Hawels James, un ufficiale britannico, era sposato con Louise Enders Brega, proveniente da una delle famiglie più facoltose di Chicago. Fu educato ad Harrow, una scuola pubblica britannica dove conobbe il fotografo di moda Cecil Beaton. Un legame questo che durerà per molto tempo.

Durante l’adolescenza si fece sempre più forte in lui il desiderio di avviare una carriera nella moda. Questo fu però motivo di contrasto con la famiglia. Dopo l’espulsione da Harrow con l’accusa di aver commesso una scappatella sessuale, parte per gli Stati Uniti in cerca di fama e fortuna. Il suo primo lavoro fu a Chicago in uno studio di architetti, dove però fu licenziato dopo pochi mesi.

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Charles James aggiustando un suo abito, 1948. Fotografia: Cecil Beaton/Metropolitan Museum Of Art

Nel 1926 all’età di diciannove anni decise di aprire il suo primo negozio di cappelli sotto il falso nome di “Boucheron”. I metodi di progettazione architettonica, imparati nel suo precedente lavoro, gli furono utili anche nella produzione dei cappelli. Egli infatti, lavorava direttamente sulla testa delle clienti, tuttavia le sue aspirazioni andavano ben oltre. Nel 1928 si trasferisce a New York, dove inizia a creare i primi bozzetti di abiti, raggiungendo una certa notorietà già nel 1930, tanto che i suoi schizzi furono acquistati dai grandi magazzini Fortnum & Mason.

Nel 1932 crea il “Taxi Dress”, un pratico vestito in lana a portafoglio tenuto insieme da tre ganci, ideato per una donna che ama viaggiare. Nel 1937 debutta a Parigi e i suoi modelli vengono acquistati da Harrods e Bergdorf Goodman.

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“Taxi dress” del 1932, Fotografia: Metropolitan Museum of Art

Il suo approccio nella costruzione dell’abito era di tipo scientifico, matematico, lavorando direttamente sul busto femminile. Grazie a sapienti tagli geometrici tridimensionali riusciva a creare capolavori d’inestimabile valore. Celeberrimi e amatissimi i suoi abiti da gran sera: dal “Butterfly” in faille di seta, al “Swan”, fino al “Clover Leaf” realizzato in duchesse crema e tagliato a sbieco in trenta pezzi a formare un quadrifoglio in velluto nero. James lavorava con strutture da modisteria e tela rigida, e anche se gli abiti arrivavano a pesare quasi 15 chili riusciva, con una particolare tecnica, a renderli leggeri consentendo a chi li indossava di ballare e camminare con grazia e leggiadria.

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Modello “Butterfly”, Chicago History Museum

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Modello “Swan”, fotografia dal sito: http://www.harpersbazaar.com

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Modello leaf Clover, Fotografia dal sito: http://kklic.com/american-masters-charles-james/

Durante gli anni ’40 e ’50, ammaliò molte donne dell’alta società americana tra cui Millicent Rogers, Austine Hearst, Babe Paley, erano i suoi anni d’oro; fu tra i primi a creare la gonna pantalone, abiti con taglio e zip a spirale e mantelli ingegnosamente cuciti.

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Soprabito del 1949, Met museum

Molti racconti lo descrivono come un perfezionista al limite dell’ossessione, si dice infatti,  che trattava in malo modo le clienti che non riteneva degne di indossare i suoi abiti, e che chiudeva le sarte in atelier fino a che l’abito non era concluso. La sua ricerca della perfezione, quasi maniacale non favoriva il suo lavoro. Spesso occorrevano mesi per cucire un abito, tanto che talvolta, non riusciva nemmeno a consegnarlo. Si considerava un artista piuttosto che un sarto, per questo, la sua produzione durante tutta la sua carriera non ha superato i 1000 pezzi.

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Abito da ballo 1949, Met Museum

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Abito da ballo 1951 al Met Museum

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Abito da sera 1954, Museum at FIT

Nel 1948 il fotografo Cecil Beaton scattò un immagine memorabile per Vogue America: otto modelle in posa nel salotto settecentesco di un antiquario a Manhattan in abiti pastello firmati Charles James. Perfette con i loro colli allungati come cigni incarnavano la sua idea di bellezza assoluta. Nel 1950 riceve due premi Coty per ” l’uso del colore e la maestria dei drappeggi”.

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Al limite dell’egocentrismo era capace di spendere migliaia di dollari per la costruzione di una manica o impiegare dieci anni per la realizzazione di un abito; per questo, con l’avvento del pret a porter la sua carriera subisce una brusca frenata. Lui stesso dirà che non c’erano abbastanza soldi per comprare i suoi abiti.

Fu un grande artista che incantò gli americani e il resto del mondo, facendo conoscere a tutti la magia dell’Alta Moda. Lo stesso Dior dichiarò di essere stato influenzato dal suo lavoro quando nacque il New Look. Così il figlio di Austine Hearst (una delle sue migliori clienti) raccontava: ”Le donne vestite con i suoi abiti da sera sembrano cigni pronti a spiccare il volo”.

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia :

* “Charles James: Beyond Fashion”, Harold Koda, Jan Glier Reeder,  Yale University Press, New Haven and London

* yalebooks.com/art

* yalebooks.co.uk

* http://agnautacouture.com/2013/12/15/charles -james-the-first-american-couturier