Figura poco conosciuta in Europa, ma di grande influenza nell’America degli anni 40 e 50; lei, che con il suo stile pulito, semplice e comodo ma allo stesso tempo elegante, e armonioso, creò le basi per la nascita dell’American Look.

Nata nel Maryland nel 1905, il suo interesse per la moda, la portò a studiare a Parsons ( scuola di arti applicate di New York), dove imparò i principi dell’arte, a disegnare a illustrare; il suo secondo anno di studio lo trascorse a Parigi, dove venne messa a contatto con le grandi case di moda dell’epoca e dove rimarrà  colpita dal lavoro di Madeleine Vionnet, in particolare, dal suo taglio a sbieco, che la McCardell  incorporò nelle proprie creazioni, semplificando i suoi modelli e rendendoli più adatti al corpo delle donne americane.  Una volta finiti i suoi studi, ricevette il titolo di stilista di moda.

Il suo primo lavoro significativo fu quello di assistente di Robert Tuk, uno stilista newyorkése  di discreto successo che quando, nel 1931, venne nominato disegnatore capo della Townley Frocks Inc. la portò con se come sua assistente.  Poco tempo dopo mori annegato e alla McCardell venne assegnato il suo posto.

Durante i suoi primi anni nella Townley, la McCardell, iniziò a usare le stoffe in un modo diverso da quello tradizionale: stoffe di cottone, il twill, il denim e il jersey, le usava per una gran varietà  di indumenti da giorno, ma anche per la sera; per esempio, usava il tweed  per creare dei soprabiti e la lana soffice, per realizzare i vestiti da sera; e a sviluppare quello che lei chiamava “McCardellism”, ovvero quei particolari che la identificheranno lungo tutta la sua carriera come: l’introduzione di tasche e pieghe nei pantaloni femminili, l’uso della stoffa drappeggiata in modo di accentuare le forme naturali del corpo, che infatti era libero da qualsiasi indumento intimo costrittivo come lo erano i bustini, i corsette, le crinoline, ecc., l’utilizzo di chiusure con i ganci di metallo, di cinture asimmetriche e naturalmente, del taglio allo sbieco.

Costume da bagno 1943

La sua ispirazione in questo periodo procedeva non solo dalle ultime sfilate parigine alle quali veniva inviata dalla Townley, ma anche dai costumi tradizionali e dalla vita cittadina di tutti i giorni.  Quando creava, lei pensava alla gente comune, alla loro comodità, alla facilità  di movimento che gli abiti devono permettere a chi li indossa; un esempio di tutto questo è il vestito “monastico” del 1938, un vestito che non aveva davanti, dietro o linea vita, esso veniva aggiustato a seconda di chi lo indossava, adattandosi al suo corpo. Nonostante i suoi sforzi e la sua creatività , la dita per la quale lavorava, la Townley, dovete chiudere nel 1939.

Una volta senza lavoro, venne chiamata da Hattie Carnegie, a disegnare abiti eleganti per le donne dell’alta società , ma le sue idee controtendenza, non piacquero alle raffinate aristocratiche. La sua rivincita inizia nel 1940, quando la Townley Frocks riapre sotto la direzione di Adolph Klein, chi la chiamò di nuovo a lavorare per loro; la McCardell accetto, ma chiese che i suoi modelli venissero lanciati con l’etichetta “Claire McCardell Clothes by Townley,” e che i suoi disegni sarebbero stati realizzato esattamente come lei li aveva ideati, senza nessun tipo di modifica, ritagliandosi cosi uno spazio per creare liberamente.

Popover Dress

“Popover dress” Claire McCardell 1942

Il suo stile cominciò a evolversi preferendo una linea più semplice, confortevole e facile da indossare.  Lei presse lo “sportswear”, inteso come una moda casuale, che ancora era in fase di sviluppo, e lo portò ad un altro livello, trasformando anche la modesta dita Townley in una casa di moda vera e propria, con un vasto assortimento di prodotti che andavano dai guanti, ai vestiti da sera, creando un look pratico per la donna americana. Basta vedere i suoi disegni per i costumi da bagno, i pezzi separati e intercambiabili (base dell’American Look) e il famoso “Popover dress” del 42, che poteva essere indossato come accappatoio, vestaglia, vestito per stare a casa e addirittura come vestito da festa.

Quando gli Stati Uniti entrano a combattere, nella seconda Guerra Mondiale, la supremazia della moda francese che fino a quel momento era innegabile, venne a mancare, dando l’opportunità  a giovani e visionari stilisti americani come la McCardell, di creare un prodotto “nazionale”, libero da ogni influenza estera.  In più, il fatto che le stoffe fossero razionate, permise ai suoi modelli do avere subito successo, dato che essi ne facevano un uso moderato.

I suoi modelli si contrapponevano radicalmente allo stile della moda francese che dopo la guerra cerca di ripristinare la propria grandezza con il “New Look“ di Dior.  Lo stile di Claire McCardell è uno stile senza tempo, questo si deve a che lei non cercava di creare delle linee nuove ad ogni stagione, ma piuttosto lei prendeva le idee che funzionavano e che rendevano l’abbigliamento comodo e versatile per i futuri disegni.

La sua fama, la fece diventare socia della Townley nel 1952, dove continuò a lavorare per altri 6 anni, nel 1957, gli venne diagnosticato un cancro al colon e nonostante ciò, dedicò il suo ultimo anno di vita a finire le collezioni del 58; morì a soli 53 anni, ma il suo lavoro aveva gettato le basi per l’American Look, con capi separati, fatti di cottone, jersey , lana e percalle, facili da lavare e da indossare dal disegno semplice, informale e pratico, che mettessero in luce le forme e i movimenti del corpo.

Il suo lavoro ricevette molti riconoscimenti, tra i quali quello che il presidente Truman gli diede nel 1950 nel Women’s National Press Award; con questo onore, lei diventò la prima stilista a essere votata come una delle donne americane di successo. Nel 1953, la galleria Frank Perls di Beverly Hills, fecce una mostra con i modelli che la McCardell aveva realizzato in vent’anni di carriera.

Nel 1956, Claire pubblicò anche un libro dal titolo “What shall I wear? The what, where, when, and how much of fashion”.  Gli vennero dedicate alcune copertine di riviste come quella del Times Magazine del Maggio del 1955 e nel 1990, la rivista Life la nominò tra le 100 donne americane più importanti del XX secolo, 37 anni dopo la sua morte.

Vestiti anni 40-50 di Claire McCardell

Ana Muraca

 

Bibliografia:

Carter, Ernestine, “Magic Names of Fashion”. Englewood Cliffs, New York, Prentice Hall, 1980.

McDowell, Colin, “McDowell’s Directory of Twentieth Century Fashion”, Englewood Cliffs, New York, Prentice Hall, Inc., 1985.

Yohannan, Kohle and Nolf, Nancy, “Claire McCardell: Redefining Modernism”. New York, Harry N. Abrams, 1998.

Fashion, “The Collection of the Kyoto Costume Institute- A History from the 18th to the 20th Century”, Taschen, 2002.

 

Nota: Tutte le fotografie che trovate in questa pagina sono del Metropolitan Museum of Art, per vederne altre fate click qui.