Il periodo vittoriano può contare su alcune delle decorazioni per capelli più belle della storia del costume, esse incoronavano il bene più prezioso della donna del periodo: i suoi capelli, e controbilanciavano le abbondanti decorazioni del resto dell’abito, per offrire la visione di una donna fragile, quasi una bambina immersa in metri e metri di stoffa.

Dato che durante l’età vittoriana si vide lo sviluppo della rivoluzione industriale, inizialmente, intorno agli anni 30 e 40 dell’800, tutti gli accessori erano rigorosamente fatti a mano il che li rendeva sicuramente più preziosi e costosi e decisamente non alla portata di tutti, ma man mano avanza il regno della regina Vittoria, sempre più prodotti furono realizzati in serie.

Decorazioni:

Tra i materiali più utilizzati erano i fiori naturali o di cera, con i quali si realizzavano decorazioni come ghirlande a forma di corona, usate spesso insieme gli abiti da matrimonio; ne sono esempio l’abito da sposa della regina Vittoria decorato con fiori d’arancio fresche e quello della sua nuora, Alexandra di Danimarca che preferì i fiori fatti di cera.

Corona di fiori d’arancio appartenente ad un abito realizzato da Worth nel 1905 e oggi custodito al Metropolitan Museum

Molto di moda per le giovani donne, erano i cerchietti ricoperti di fiori, perle, piume o nastri, la costruzione di queste decorazioni era abbastanza semplice: due ghirlande collegate da un filo che modellato sulla testa, il quale potrebbe essere decorato per abbinarsi al resto della decorazione, oppure, lasciato nudo per tessere intorno il resto dell’acconciatura.

Mid-19th century The Museum of Fine Arts, Boston

Mid-19th century The Museum of Fine Arts, Boston

Mid-19th century The Museum of Fine Arts, Boston

Mid-19th century The Museum of Fine Arts, Boston

Altri tipi di decorazione erano i “tussie mussie”, piccoli bouquet di erbe e fiori che spuntavano da una crocchia o da una treccia e che tratteremo in un prossimo articolo.

1870, foto: https://thepragmaticcostumer

Ogni momento della vita di una donna vittoriana, era scandito da un abito che doveva seguire le rigide linee dell’etichetta e questo riguardava anche le decorazioni per i capelli; per esempio le giovani donne ai balli delle debuttanti, dove erano presentate alla regina, dovevano indossare tre grandi piume in testa.

 

Pettini e accessori:

L’800 fu un secolo permeato di nostalgia, il romanticismo portò un grande interesse per il passato e la moda ne fu pienamente influenzata; da qui il ritorno delle ferronière e dell’aigrette, mentre altri accessori come i pettini, i pin e le tiare, che erano già presenti vennero elaborati prendendo spunto dei diversi stili di epoche passate, in particolare dalle culture antiche come quell’egizia e quella greca; ma anche dal medioevo e dal rinascimento. Gli artigiani più che riprodurre gli oggetti del passato, ne prendevano spunto, per creare oggetti completamente nuovi.

1840 Regina Vittoria, artista John Partridge

Cappelli e cuffie:

Le donne non potevano uscire da casa senza un copricapo, poteva anche essere minuscolo, ma l’etichetta ne prevedeva l’uso; ma poiché spesso i copricapi completavano l’acconciatura ed erano pieni di decorazioni, toglierlo sarebbe stato un problema, per ciò, la donna non era tenuta, come lo era l’uomo, a togliersi il proprio copricapo quando incontrava qualcuno. In occasioni particolari come l’incontro con la regina, o quando si andava a teatro, le donne non usavano dei veri e propri copricapi, ma le loro acconciature comprendevano a seconda dell’evento, delle piume, dei fiori o dei nastri colorati.

MUSETTE, BY EUGENE DE BLAAS

Per restare a casa, le donne sposate usavano un copricapo simile a un centrino messo sulla parte posteriore della testa, intorno al 1840 era realizzato in pizzo e nastro di lino; quando la donna doveva uscire, lo copriva semplicemente con una cuffia.

Le cuffie potevano essere fatte con qualsiasi cosa, dalla seta, al lino, al cottone e al feltro; all’inizio erano abbastanza spoglie, ma con l’avanzare del secolo divennero sempre più ornate; durante gli anni 30 dell’800 raggiunsero proporzioni enormi con un ampio bordo che incorniciava il viso nascondendo completamente il profilo di chi lo indossava in modo da proteggere la donna dei raggi solari giacché all’epoca più candida e pallida era la pelle, più la donna era considerata bella.

Nel 1840, le cuffie iniziarono a essere sempre più piccole, lasciando piano piano vedere parte del viso e scoprendo i capelli; intorno al 1850 si cominciò a usare il “bavolette”, che era una frangia di nastro messa nella parte posteriore della cuffia a coprire il collo, considerato una zona erogena del corpo.

Euphemia White Van Rensselear by George Peter Alexander Healy, 1842 US, the Met Museum

Gli anni 60 dell’800 videro il ritorno della moda del parasole riducendo la funzionalità delle cuffie e convertendole in oggetti meramente decorativi, spesso assumendo una forma a cucchiaio con una falda stretta vicino alle orecchie per poi crescere in volume verso la fronte.

Nel 1865 venne introdotto il “fanchon” che era una specie di triangolo di paglia o di setta con due lunghi nastri da annodare sotto il mento.

Sempre durante questo decennio ricompaiono i cappelli: alla tirolese, a corona, quello ispirato al berretto scozzesse “glengarry” o il famoso capello bambola che comparve alla fine del decennio e che era decorato con coccarde e piume, indossato sulla parte anteriore della testa sopra le voluminose acconciature del periodo, che intorno agli anni 80 crebbero ancora di più, così le donne apparivano come se avessero una torre in testa.

I cappelli di questo periodo erano creazioni magnifiche decorate con nastri, fiori e fiocchi; tutte queste decorazioni potevano essere tolte e sostituite a seconda dell’abito e dell’occasione creando cosi tanti cappelli diversi quanta la fantasia delle donne.

A partire dagli anni 90, diversi capi del guardaroba maschile furono prontamente adottati dalle donne, grazie alle crescente pratica delle attività sportive, tra i cappelli, troviamo il “Boaters” e il Trilby” che ben si adattavano all’acconciatura del decennio.

Foto: https://www.flickr.com/photos/scoobymoo

Una delle maggiore tendenze dell’ultimo quarto dell’800, fu quella di usare uccelli interi, ali e piume per decorare i cappelli. L’uccello preferito era il merlo per le diverse sfumature che offrivano le sue piume; ma furono usati anche gli aironi, i piccioni, i fagiani e perfino le piume di struzzo e di pavone.

L’uccello veniva impagliato e montato su filli e molle che permettevano di accomodare il corpo a seconda della forma del cappello.

Il settore delle piume fu molto redditizio anche se tremendamente crudele.

1885, Victoria and Albert Museum

Per quanto riguarda i colori in generale, bisogna aver presente che dal 1856, vennero introdotte le tinture sintetiche che portarono un’ondata di colori più intensi e vibranti; e che dovuto alla morte del principe Alberto nel 1861, la regina assunse un rigoroso lutto che le consentiva di usare soltanto abiti e accessori di colore nero, dando il via a questa tendenza.

 

Ana Muraca

Sitografia:

http://www.katetattersall.com/early-victorian-womens-hats-part-1-concerning-bonnets/

https://thepragmaticcostumer.wordpress.com/2012/03/27/ribbons-and-curls-flowers-and-pearls-mid-19th-century-french-headdresses/

 

http://www.katetattersall.com/early-victorian-womens-hats-part-2-straw-felt-and-silk/

 

http://vintagefashionguild.org/fashion-history/the-history-of-womens-hats/

 

http://www.victoriana.com/victorian-feather-hats/

 

http://www.walternelson.com/dr/lady-hat