L’Egittomania è una delle influenze più durature nella storia, essa riflette il fascino che l’Oriente ha esercitato sull’Occidente, con i suoi alti e bassi, e ha segnato la riscoperta di una cultura millenaria.

L’interesse per l’antico Egitto, fu ridestato alla fine del settecento, dopo la campagna militare Napoleonica in Egitto e Siria (1798-1801), durante la quale vennero condotti numerosi progetti scientifici e culturali  che portarono il Retour d’Egypte, ovvero una vera e propria mania per tutto quello che provenisse dall’Egitto, dai mobili ai gioielli, dagli abiti alla decorazione d’interni.

Jean-Léon Gérôme, Bonaparte et son armée en Egypte

Jean-Léon Gérôme, Bonaparte et son armée en Egypte

Napoleone si fece accompagnare nella sua avventura da matematici, astronomi, disegnatori e letterati che documentarono non solo quello che vedevano ma anche tutta la storia di quell’antica terra.  Nel 1809, fu pubblicata una monumentale opera in 9 volumi intitolata La “Description de l’Egypte”, seguito nel 1817 da “Voyage dans la Haute et la Basse Egypte”, due opere destinate non solo ad aumentare la conoscenza dell’Egitto, ma anche influenzare tutti i campi dell’arte e della cultura.

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La traduzione della famosa pietra di Rosetta nel 1822 getto ulteriore luce su questa cultura millenaria e quando nel 1831 il viceré dell’Egitto inviò un obelisco a Parigi, che fu innalzato a place de la Concorde, l’egittomania si appoderò della Francia.

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Stele di Rosetta, foto dal sito: http://leggendemitimisteri.forumfree.it

Gioiellieri molto famosi come Boucheron, Mellerio e Baugrand crearono gioielli d’ispirazione egiziana; Lemonnier, gioielliere alla corte dell’imperatrice Eugenia, creò un’aigrette con il fiore di loto e le ali d’uccello; anche molti pittori come Jean-Léon Gerome, Jean Andre Rixens, Alexandre Cabanel si dedicarono a dipingere la vita e la cultura dell’antico Egitto.

 

Spilla in oro e diamanti di Baugrand c.1897

Spilla in oro e diamanti, smeraldi, perle e rubi di Baugrand c.1897

L’egittomania iniziò a diffondersi anche nel resto d’Europa; a Londra, intorno al 1862, dopo la visita del principe del Galles in Egitto e successivamente quando gli inglesi presero il controllo dell’Egitto nel 1880. Da lì, l’egittomania raggiunse il resto d’Europa e anche l’America.

Toile de Jouy: Les monuments d'Égypte, ca. 1808 Manufacture de Jouy

Toile de Jouy: Les monuments d’Égypte, ca. 1808 Manufacture de Jouy

Tavolo del 19 secolo, foto: ornament-i-stil.livejournal.com

Tavolo del 19 secolo, foto: ornament-i-stil.livejournal.com

L’egittomania continuò durante tutto l’800 grazie anche  ai continui rinvenimenti di reperti (statue, tombe e manufatti) e la realizzazione del canale di Suez (1859-1869), mantennero alto l’interesse; così, quando l’attenzione iniziò a indirizzarsi verso le forme più organiche e stilizzate dell’Art Nouveau alla fine del secolo, la ricorrenza ai motivi egizi continuò; come nel diadema realizzato da René Lalique con motivi ispirati a Iside e al fiore di Loto o come nelle numerose spille che includevano scarabei e sfingi.

Anello di Lalique

Anello di Lalique

Edward Onslow Ford - The Singer - exhibited 1889

Edward Onslow Ford – The Singer – exhibited 1889, foto di: mini-girlz.tumblr.com

Cleopatra di Alphonse Mucha

Cleopatra di Alphonse Mucha

Agli inizi del novecento, l’egittomania sfociò in una ondata di esotismo che pervase la cultura, l’arte e la moda, intensificata nel 1911 dalla mostra franco-egiziana al Louvre che ormai poteva vantare la più ricca collezioni di oggetti dell’antico Egitto in Europa.

Nel 1922, dopo 18 anni di esplorazione,  Lord Carnarvon e Howard Cartier avevano fatto una scoperta epocale, la tomba di Tutankhamon piena di gioielli, talismani e la magnifica maschera d’oro; il mondo era nuovamente inebriato dall’Egittomania.

Tomba di Tutankhamon, foto di: www.history.com

Tomba di Tutankhamon, foto di: www.history.com

Le riviste non facevano che parlare degli stili egiziani per l’arredamento, la moda, le stoffe e persino le acconciature. La nuova ondata di egittomania si propagò ai limiti dell’ossessione, la sua geometria, i suoi bassorilievi e le figure ieratiche erano perfettamente in sintonia con la linearità e la bidimensionalità del nuovo stile emergente che venne chiamato Art Deco.  I colori iniziarono a essere chiamati con nomi relativi all’Egitto come il verde Nilo, i disegnatori viaggiarono per ispirazione direttamente in Egitto oppure al Metropolitan Museum o al Louvre, e le donne più alla moda portavano gioielli a forma di scarabeo.

Edward Onslow Ford - The Singer - exhibited 1889, foto di: mini-girlz.tumblr.com

Edward Onslow Ford – The Singer – exhibited 1889, foto di: mini-girlz.tumblr.com

Guanti anni venti, foto di: buzzfeed.com

Guanti anni venti, foto di: buzzfeed.com

Pubblicità dell'epoca, lettersfromhomefront.blogspot.it

Pubblicità dell’epoca, lettersfromhomefront.blogspot.it

In effetti, se ci pensiamo bene, il bob, il trucco per risaltare gli occhi, le fasce sulla testa tipiche degli anni venti, le ritroviamo sicuramente nelle sculture e dipinti dell’antico Egitto. Altre dimostrazioni dell’influenza dell’Egitto sulla moda dell’epoca sono i motivi decorativi come sfingi, piramidi, scarabei e i fiori di lotto che ritroviamo in borsette, abiti, capelli, soprabiti e annunci pubblicitari.

Donna vestita all'egiziana, foto di: jeannepompadour.tumblr.com

Donna vestita all’egiziana, foto di: jeannepompadour.tumblr.com

'L'Art et la Mode', 1924, foto di: fuckyeahmodernflapper.tumblr.com

‘L’Art et la Mode’, 1924, foto di: fuckyeahmodernflapper.tumblr.com

Vennero realizzate sigarette e ombrelli chiamati Tutankhamon, Leon Bakst realizzò una collezione che intitolò “Isis”, Vionnet realizzò i suoi modelli egiziani e la casa parigina di cosmetici Ramsès lanciò il profumo “Ambre de Nubie” e la cipria “Poudre de Riz au Secret de Sphynx”.

Portasigarette degli anni venti, foto: my-ear-trumpet.tumblr.com

Portasigarette degli anni venti, foto: my-ear-trumpet.tumblr.com

Tutto finì nel 1929 con la caduta della borsa e la conseguente crisi, non c’era più l’animo della frivolezza, e della libertà che c’era qualche anno prima, i tempi erano cambiati e già non si rispecchiavano più nell’Antico Egitto.

Ana Muraca

 

Sitografia e bibliografia:

http://blog.fidmmuseum.org/museum/2010/01/egyptomania.html

http://lettersfromhomefront.blogspot.it/2010/02/egyptomania.html

http://www.sothebys.com/en/auctions/2013/magnificent-jewels-n09054/magnificent-jewels/2013/11/five-rare-egyptian-r.html

http://vulcanostatale.it/2015/11/non-solo-hollande-le-campagne-degitto-e-di-siria-di-napoleone/

https://it.wikipedia.org/wiki/Campagna_d’Egitto

Antico Egitto, Di M. Cristina Guidotti,Valeria Cortese, Giunti Editore, 2002

“Cartier”, Hans Nadelhoffer, Federico Motta Editore, Milano, 2007