I flaconi di profumo devono essere in grado di comunicarci l’essenza del suo contenuto, il suo spirito.Il più delle volte, quando entriamo in una profumeria incuriositi dalla fragranza di moda, dopo averla provata, iniziamo anche a sentirne delle altre, ma sono talmente tante che sarebbe impossibile provarle tutte senza far saltare i nervi alla commessa di turno, perciò, ci affidiamo più che al nostro olfatto, alla nostra vista e ci lasciamo tentare dai flaconi di profumo più strani, i più belli oppure quelli più colorati, magari quello della pubblicità che tanto ci piace e che ci fa sentire come in un campo fiorito. Tutto questo ci conduce alla conclusione che quando proviamo un profumo piuttosto che un altro, in realtà non siamo stati attirati tanto dalla fragranza, che ancora non abbiamo neanche annusato, quanto dal packaging che ce dietro, è tutto un meccanismo che viene messo in moto per vendere di più.

Jean Paul Gaultier Classique

Oggi, in “Eppure l’ho già visto” vi presentiamo una boccetta di profumo dalle forme particolari, quella del dorso di una donna, sicuramente la avete vista almeno in una delle sue innumerevoli versioni, vi sto parlando del torso femminile, del primo profumo di Jean Paul Gaultier: Classique uscito nel 1993 e che appunto stà celebrando i suoi primi vent’anni di vita.
La sensuale fragranza dalle note di rosa, è custodita in un corpo di vetro di colore rosa che indossa un corsetto metallico e il tutto è racchiuso provocatoriamente in un contenitore di metallo come quelli dei cibi in scatola.  Dal suo lancio, la fragranza ha assunto tanti colori diversi per le versioni estive o per le “limited edition”, ma la forma del torso è rimasta invariata sin da allora.

Gaultier dice che la sua inspirazione viene da sua nonna, dalla sua femminilità, e forse anche da un’altra fragranza, sempre dei tempi di sua nonna: Shocking di Elsa Schiaparelli, lanciata nel 1936 in Francia e nel 37 negli Stati Uniti.   Anche in questo caso, il flacone aveva la forma del torso di una donna con, intorno al collo, una sfilza di fiori di vetro ceco colorato e un nastro incrociato sul petto che fungeva da etichetta, con la scritta Shocking e Schiaparelli, il tutto contenuto in una cupola di vetro, confezione molto in voga all’epoca.

Shocking di Elsa Schiaparelli

Questa bottiglia è uscita dalla collaborazione tra due artisti surrealisti: Marcel Vertes chi realizzò tutti gli annunci pubblicitari e Salvador Dalì, nella cui opera  “Donna con testa in fiori” del 1937 fa un riferimento preciso al flacone di profumo.

Pubblicità di Shocking realizzata da Vertes

Un’altra volta abbiamo confermato quanto sia importante il passato per capire il presente e per indirizzarci verso il futuro, quello che oggi ci sembra originale, spesso non è altro che un’idea rielaborata e adattata ai tempi recenti, il che però non toglie comunque la sua bellezza e creatività.

Donna con fiori in testa di Salvador Dali

 

La Redazione

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