Mariano Fortuny y Madrazo fu, tra molte altre cose (pittore, incisore, scultore, tecnico della luce, decoratore, disegnatore di mobili, scenografo e fotografo), un disegnatore tessile e un creatore di abiti che visse tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, le sue creazioni rievocavano i tessuti rinascimentali, quelli orientali e talvolta persino quelli dei popoli antichi; infatti, fu proprio da una civiltà molto lontana, quella greca, da dove presse l’idea di creare delle stoffe finemente plissettate tramite dei rulli di ceramica riscaldata che conferivano l’effetto pieghettato delle sottilissime stoffe riscontrabili in sculture come l’Auriga di Delfi o l’Hera di Samo.

Trono Ludovisi

La sua idea era realizzare degli abiti femminili che consentissero il movimento, a differenza di quanto accadeva con la moda del periodo, che costringeva il corpo con corsetti a un’innaturale forma a “S”.  Il primo abito da lui brevettato nel 1909, fu il Delphos, che consiste in quattro teli di stoffa finemente pieghettata delle stesse dimensioni cuciti insieme in modo da creare un cilindro che seguiva naturalmente le forme del corpo, lasciando aperture per la scollatura e per le braccia che erano regolate attraverso un ingegnoso sistema di perle di pasta di vetro di Murano passate in un cordoncino di seta che non solo servivano come regolatori dell’abito, ma anche come decorazione. Da questo primo modello, le varianti furono molte, esso poteva essere più lungo o corto, avere o meno le maniche, essere corredato da una cintura, ecc.

 

Il successo fu immediato, le donne dell’alta società colpite da quella semplicità del taglio lineare, dai colori e dalla comodità, usarono le sue creazioni come vesti da camera, mentre le donne più audaci come atrici e ballerine, le indossavano nei loro spettacoli e perfino per uscire, ne sono esempio Isadora Duncan, Eleonora Duse e Sarah Bernhardt.

L’attrice Lilian Gish 1910ca

Il suo lavoro non passò inosservato per le generazioni future che s’ispirarono alle sue creazioni per lo sviluppo delle proprie idee, è il caso, negli anni 50-60 della stilista irlandese Sybil Connolly chi partendo da Fortuny, sviluppo un metodo personale per la pieghettatura del lino, creando fantastici abiti utilizzando il tessuto non più in verticale, ma in orizzontale, il che conferiva all’abito una certa ampiezza.

 

Sybil Connolly, vestito da ballo conservato al Metropolitan Museum

Da allora, sono stati molti gli stilisti che hanno creato degli abiti con delle fitte pieghettature come quello di Krizia del 1981, quello di Storey Helen del 1993,  il Delphos che John Galliano realizzò per la maison Dior nel 1999 come un omaggio a Fortuny o i diversi modelli degli anni 80 e 90 realizzati da Capucci.

Krizia 1981, crepe di seta V&A

1993 Storey Helen V&A

 

Dior delphos 1999

1992 Capucci

In questo articolo abbiamo voluto parlare di una sola delle tantissime creazioni di Mariano Fortuny, personaggio alquanto eclettico che dal suo piccolo laboratorio veneziano riuscì ad arrivare con il suo genio in tutto il mondo; ma ben vale la pena approfondire la sua storia e le sue invenzioni e sicuramente sarà un compito che realizzeremmo a breve.