Nelle sfilate autunno inverno 2015-2016 di Valentino, abbiamo notato qualcosa di familiare, perfetto per la nostra sezione “Eppure l’ho già visto”, si tratta di abiti con una chiara ispirazione al pittore austriaco Gustav  Klimt.

Non tutti sanno che Klimt ebbe una relazione per oltre vent’anni con Emilie Floge, che nel 1904 aveva aperto con le due sorelle un atelier d’alta moda a Vienna; sia Emilie sia Klimt facevano parte della secessione viennese, che ricordiamo, aveva come obiettivo l’opera d’arte totale e questo includeva anche la moda.

 

I due realizzarono un interessante sodalizio arte-moda, dove Klimt disegnava stoffe e abiti, Emilie li confezionava con grande abilità nel suo atelier; infatti, Klimt indossava come tenuta da lavoro e da riposo, un’ampia tunica, dove le geometrie grafiche della secessione si combinano con le istanze progressiste della moda riformata, che prevedeva l’abolizione dei capi costrittivi, soprattutto per le donne, e l’adozione di capi più semplici e comodi. Questa seconda caratteristica si vede maggiormente negli abiti che Klimt disegno per Emilie e per il suo atelier, i quali continuavano con lo stesso decorativismo, ma senza prevedere l’uso del corsetto, in contrasto con ciò che suggeriva la moda dell’epoca.

E da questo raporto arte-moda che l’ultima collezione di Valentino ha tratto inspirazione, come ben si può vedere confrontando le immagini.

In passato, altri artisti avevano presso spunto dall’opera del pittore per le loro creazioni come:

John Galliano per Dior nel 2008

Aquilano Rimondi nel 2011

L’Wren Scott 2013

 

Ana Muraca