Come abbiamo visto in altri articoli di “Eppure l’ho già visto”, gli stilisti ricorrono  spesso all’arte come tema d’ispirazione per realizzare le proprie collezioni, e questa volta, mettiamo in evidenza il genere pittorico del Trompe-l’œil.

Parola francese che significa “inganna l’occhio”, il Trompe-l’œil crea attraverso la pittura l’illusione di stare guardando oggetti tridimensionali che però non sono altro che dipinti su una superficie bidimensionale; nella moda contemporanea, possiamo far risalire l’utilizzo di questo genere pittorico applicato alla moda a Elsa Schiaparelli chi nel 1927, attraverso il punto di maglia, riuscì con grande successo nell’impresa di creare dei golf che all’apparenza avevano sulle spalle, una sciarpa con un grande fiocco.  Negli anni 50, fu la volta di Hermes con i suoi vestiti con le finte tasche e abbottonature, mentre negli anni 60 Roberta di Camerino si aggiudicò il titolo di “Signora Trompe l’oeil, grazie ai suoi tailleur, borse e foulard. Negli ultimi anni vediamo ricomparire questa tendenza su tutta una serie di capi e accessori, come le maxi collane di Vika Gazinskaya e gli stivali della Maison Dumain.

Diamo un’occhiata:

Elsa Schiaparelli 1927 golf con fiocco

Hermes 1952, vestito trompe-loeil

Roberta di Camerino

Vika Gazinskaya SS 2012

Giambattista Valli, vestito con motivo trompe-l’œill di lana vergine 2013

Mary Katrantzou SS 2013

Maison Dumain, stivale trompe-l’œill 2013

Da sinistra: Roberta di Camerino; Gucci Spring 2016

Thom Browne 2017

Ana Muraca

Nota: In copertina abito dalla collezione “The Blonds” 2013.