I balli in costume nacquero nel XVIII secolo a Londra e a Parigi; inizialmente, la gente si riuniva in spazi pubblici a festeggiare e a ballare indossando un costume, pian piano, tali eventi divennero sempre più strutturati, si tenevano in spazi chiusi e ci voleva un invito per entrare; nel frattempo, anche la concezione del costume cambiò, divenendo un elemento non solo per esibire la creatività, ma anche i propri gusti e ambizioni e soprattutto il potere economico.

 1865 (5 Febbraio) ballo in costume al palazzo della principessa Helena Kochubey in onore dell'imperatore Alexander II di Mihaly Zichy (State Hermitage Museum - St. Petersburg Russia)


1865 (5 Febbraio) ballo in costume al palazzo della principessa Helena Kochubey in onore dell’imperatore Alexander II di Mihaly Zichy (State Hermitage Museum – St. Petersburg Russia)

In America, dove non esisteva la nobiltà, dove le famiglie non potevano contare con illustri lignaggi e dove i nuovi ricchi cercavano di affermare il loro ruolo nella società, questi balli in costume divennero indispensabili.  Uno dei balli più chiacchierati fu quello dei Vanderbilt del 1883, realizzato nella loro nuova residenza a New York; con più di 1200 invitati e con una spesa complessiva di 250.000 dollari, che all’epoca era una vera e propria fortuna.

 

Questa è la famosa duchessa di Marlborough Consuelo Vanderbilt, nei panni della moglie dell'ambasciatore francese alla corte di Caterina la Grande di Russia.

Questa è la famosa duchessa di Marlborough Consuelo Vanderbilt, nei panni della moglie dell’ambasciatore francese alla corte di Caterina la Grande di Russia. (immagine via Pinterest)

Molti dei costumi utilizzati emulavano la nobiltà Francese e Inglese fin nei minimi dettagli, spesso si cercavano accessori come gioielli e armi; per completare il costume che doveva fare spiccare chi lo indossava.  Assistere a uno di questi balli dove era riunita la “creme de creme” della società, significava instaurare nuovi rapporti sociali e commerciali, poter essere conosciuto, poter salire qualche posizione nella scala sociale grazie magari a un matrimonio vantaggioso, ecc.

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Jean-Philippe Worth in costume di Rajah indiano, dal libro “A Century of Fashion” di Jean-Philippe Worth, 1928.

Durante il romanticismo, i costumi si inspirarono ai luoghi esotici, figure letterarie e alla natura.  Ma con il passare del tempo, arrivarono nuove suggestioni come la scienza e la tecnologia con costumi che si basavano in concetti come la fotografia, l’elettricità, e persino il telegrafo. Anche i fatti dell’epoca furono rappresentati nei costumi, un esempio è  quando il Giappone finalmente aprì le sue porte allo scambio commerciale e culturale con l’occidente, comparvero allora molti costumi realizzati con dei kimono.

 

Ardern Holt’s New Woman costume, 1895

Ardern Holt’s New Woman costume, 1895

Costume di ape (dal sito messynessychic.com)

Costume di ape (dal sito messynessychic.com)

 

Costume "Electric light" Maison Worth, indossato da Alice Vanderbilt nel 1883

Costume “Electric light” Maison Worth, indossato da Alice Vanderbilt nel 1883

Come fonti per ricercare il proprio costume c’erano riviste, dipinti, libri e cataloghi come quello di Ardern Holt, che offrì nelle sue sei edizioni (dal 1879-1895) dozzine di dettagliate descrizioni e illustrazioni di costumi storici.

Incroyable fancy dress, 1887 England, Fancy Dresses Described by Ardern Holt

Incroyable fancy dress, 1887 England, Fancy Dresses Described by Ardern Holt

Incroyable fancy dress, 1887 England, Fancy Dresses Described by Ardern Holt

Incroyable fancy dress, 1887 England, Fancy Dresses Described by Ardern Holt

I costumi seguivano la forma del proprio tempo, così, se la moda dettava l’uso del corsetto, anche il costume doveva averne uno, lo stesso valeva per la scollatura; anche se a volte qualche concessione veniva fatta riguardo alla lunghezza della gonna.

 

Costumi del 1890, Francia, La Mode Illustree: Musica, Regina Egiziana e ???

Costumi del 1890, Francia, La Mode Illustree: Musica, Regina Egiziana e ???

Mentre nell’800 la moda era quella di conservare una fotografia indossando il proprio costume, nel settecento in mancanza di questa possibilità, la gente che poteva permetterselo si faceva fare un ritratto; è il caso del dipinto “Lady in Turkish Fancy Dress”, 1790 ca, di Jean-Baptiste Greuze .

 Portrait of a Lady in Costume turco, circa 1790, ritratto di Jean-Baptiste Greuze


Portrait of a Lady in Costume turco, circa 1790, ritratto di Jean-Baptiste Greuze

 

Questi balli si continuarono a tenere nel secolo successivo e i costumi furono sempre più disinibiti e creativi, influenzati dai Balletti Russi e dagli spettacoli di varietà come il Folies Bergere e il Moulin Rouge; un esempio sono i costumi indossati dalla Marchesa Casati, disegnati da Poiret e da Bakst.

Marchesa Casati in costume "Regina della notte"

Marchesa Casati in costume “Regina della notte”

Marchesa Casati in costume da Fontana, anni 20

Marchesa Casati in costume da Fontana, anni 20

Ancora oggi i balli in costume sono popolari, anche se hanno una valenza molto diversa: ora, lo scopo principale è il divertimento, la trasgressione e non più un riconoscimento sociale o la volontà di mostrare il proprio potere o la propria condizione; ma una cosa non è cambiata: il gusto di indossare un costume per poter essere se stessi almeno una volta all’anno.

Ana Muraca

Bibliografia e sitografia:

– Lou Taylor, “Establishing Dress History (Studies in Design)”

– Torry Castle, “Masquerade and Civilization, The Carnivalesque in Eighteenth-Century English Culture and Fiction”

– AnneLise Wilhelmsen., “The History of Costume Balls and Fancy Dress”

– Il sito del Metropolitan Museum

www.theguardian.com