Roma, 20 Luglio 1989

L’atmosfera è trepidante, si percepisce un’impaziente attesa; la previsione di qualcosa di memorabile; la sala gremita d’invitati sta per assistere a una delle più originali collezioni di Valentino: un capolavoro di perfezione, creatività e magnificenza è la sensazione di assistere a un evento straordinario.

Qualche mese prima Valentino durante una visita al Victoria & Albert Museum di Londra era rimasto ammirato da una sedia progettata da Josef Hoffmann, uno dei padri della Secessione Viennese; Hoffmann era un noto architetto e dopo aver progettato ville per l’alta borghesia industriale, nel 1905 gli fu commissionato Palazzo Stoclet, costruito nei sobborghi di Bruxelles. Questo edificio gli era stato commissionato da Adolphe Stoclet, banchiere e collezionista d’arte. Hoffmann non ebbe alcun limite di costi nel progettarlo perché era di proprietà esclusiva di Adolphe e Susanne Stoclet ed era adibito a esposizioni di opere d’arte e ricevimenti speciali.

Josef Hofmann 1907 al V&A museum

Josef Hoffmann, Palazzo Stoclet. Foto da: http://www.artwort.com

La collezione haute couture autunno inverno 1989-90 di Valentino non può non ispirarsi all’architetto austriaco, alla Secessione Viennese e alla sua ventata rivoluzionaria, ai grafismi in bianco e nero e ai motivi geometrici . Un mantello in raso bianco presenta gli stessi motivi a scacchi optical del pavimento bianco e nero della sala da pranzo, con all’interno mosaici di Gustav Klimt.

Mantello collezione 1989 di Valentino

Collezione 1989 di Valentino

Koloman Moser, che lavorava essenzialmente sulle arti applicate, creando stoffe, complementi d’arredo, vetrate e monili era un altro artista protagonista della Secessione Viennese al quale Valentino si è ispirato, soprattutto per i grandi collari gioiello intarsiati a motivi geometrici in bianco e nero che emulano Emilie Floge, musa di Klimt. I motivi a intarsio di Moser continuano su molti capi della collezione tra cui un robe-manteau e un raffinatissimo abito da sera. “ L’estate droga gli occhi di luce e ombra” La boutique ha scoperto che l’estate è un continuo bianco e nero, in una parola è “OP”. Così si legge sul numero di Marzo di Vogue Italia del 1966, in un articolo focalizzato sul grande successo di questo trend.“. E sembra che anche Valentino ne sia rimasto ammaliato.

Scrivania disegnata da Koloman Moser, al V&A museum

Scrivania disegnata da Koloman Moser, al V&A museum

Collezione 1989 di Valentino

Collezione 1989 di Valentino

Francesca Galassini

Bibliografia