Dal latino “cogola” è un cappuccio che copre la testa ma lascia libero il viso. Anticamente usato dai monaci era attaccato al mantello.

Nella moda ci sono molti esempi: negli anni ’30 una visionaria Elsa Schiaparelli proponeva una cagoule a forma di passamontagna con fessure per gli occhi e per la bocca, utilizzata per lo sci. Ma il primo antesignano è stato Pierre Cardin nel 1968 con le sue cagoule “spaziali” presentate in un fashion show (la giornalista Irene Brin li chiamava berretti da falconiere ).

Schiaparelli cagoule in lana, 1930, Photo © collection BillyBoy*.

Pierre Cardin, foto di John French.

Sempre negli stessi anni Paco Rabanne la proponeva con ritagli di metallo e pelle, seguito da Courrèges che la realizzava in tessuti futuristici. Nel 1975 Walter Albini ne propone una evoluzione a forma di passamontagna; quella collezione destò scandalo in quanto le cagoule erano del tutto simili a quelle indossate dai terroristi e dai buddisti.

Paco Rabanne – Cagoule, Lee Selgreen – l’Officiel – 1970

Negli edonistici ’80 Azzedine Alaia la cuce sui suoi abiti guaina che fa indossare a una graffiante Grace Jones. Oggi viene proposta da tutti gli stilisti: Versace, Chanel e Dior che la rendono un must per l’inverno 2019.

Azzedine-Alaia

Francesca Galassini

Bibliografia:

https://www.mffashion.com/news/backstage/cagoule-un-enigmatico-accessorio-sulle-orme-di-alaia-
201808101748193092

Il must dell’inverno 2009/10? La cagoule. Scoprila!