L’origine del tartan é a tutt’oggi un mistero, esso é considerato il simbolo dell’identità scozzese ma purtroppo ci sono ancora molte incertezze sull’origine del termine.

I primi viaggiatori del XVIII secolo raccontavano con meraviglia di aver visto nelle Highlands scozzesi tessitori celtici lavorare queste coloratissime stoffe. Esse erano caratterizzate da uno schema di fili colorati intrecciati perpendicolarmente che a seconda dei colori utilizzati davano vita a più di 500 stili di tartan diversi. Si dice che l’origine del kilt scozzese ebbe luogo nel XVIII secolo, epoca tumultuosa per la Scozia che dovette affrontare la ribellione giacobita che tentava la restaurazione della monarchia degli Stuart. Le autorità e il governo proibirono il kilt, il tartan e il mantello scozzese, divise dei ribelli giacobiti, tramite la Disclothing Act (1746), ma i rivoltosi riuscirono a renderlo ancora più popolare che in passato e ad un pubblico ancora più vasto. Se prima della proibizione aveva iniziato a diffondersi a sud come simbolo di indipendenza, successivamente divenne sempre più frequente farsi ritrarre in dipinti con vesti in tessuto tartan.

Pompeo Batoni, Colonel William Gordon, 1765. Fyvie Castle, Aberdeenshire

Le rivolte anti-proibizionismo si diffusero anche sotto forma di canti e poesie, che proclamavano la superiorità delle vesti scozzesi rispetto a quelle rigide inglesi. Lentamente fu riconosciuta la cultura delle Highlands, dignitosa e virtuosa, così nel 1781 fu cancellato il Disclothing Act e i tessuti tartan poterono varcare i confini della Scozia. Nel XIX secolo la Regina Vittoria lo rese uno status symbol anche grazie al principe Albert che disegnò personalmente alcuni tessuti scozzesi che decoravano il loro castello di Balmoral. Dal 1815 si cominciò a registrare e censire tutti i tartan in base ai cognomi scozzesi e ai clan.

Abito indossato dalla regina Vittoria nel 1835-7

Dopo la seconda guerra mondiale cominciarono a indossarlo anche le attrici hollywoodiane; famoso lo scatto del 1950 che ritrae Audrey Hepburn con una giacca scozzese e un papillon, mentre nel 1964 Brigitte Bardot si fa ritrarre con indosso un kilt, un pull rosso a mezza manica e un fiocco sul capo.

Audrey Hepburn nel 1950 con una giacca scozzese in tartan e Brigitte Bardot nel 1964 con il kilt. Foto: isatex.it

Se negli anni ’70 il tartan é il simbolo delle ragazze Preppie e Ivy League, negli ’80 viene dissacrato dallo stile punk di Vivienne Westwood. Nei ’90 più grunge che mai il tartan gioca con le sovrapposizioni; oggi i più grandi stilisti lo utilizzano per i capi più estrosi.

Vivienne Westwood 1977, Foto: Vogue.mx

Francesca Galassini

Bibliografia:

https://www.historic-uk.com/HistoryUK/HistoryofScotland/The-History-of-Tartan/