Accessorio con più forme e dimensioni, veniva usato per farsi vento agitandolo vicino al viso, oppure come ornamento “malizioso” da tenere in mano.

Composto da stecche in legno, avorio, tartaruga o madreperla si apriva e si chiudeva a seconda del movimento delle dita. In Giappone era considerato simbolo della vita, quello a tre stecche preannunciava il rito del té; in Grecia i ventagli erano montati con pietre preziose, gemme e piume di pavone, come anche in epoca romana (Flabellum); a volte era lavorato a traforo e faceva parte del corredo della sposa. Anche le regine longobarde ne facevano uso nel VI secolo: un esemplare é custodito nel tesoro del Duomo di Monza, esso reca una scritta poetica, si pensa a quella di Eugebio, che lodava la sua donna, in questo caso la regina Teodolinda.

Donna avvolta in un himation che tiene un ventaglio nella mano 330-300 aC, Tanagra, il nome della città greca della Beozia. Museo del Louvre

Fu comunque Caterina de Medici a lanciare la moda del ventaglio in Francia quando andò in sposa con Enrico II; alla fine del 1500 questa usanza si propagò in tutta Europa. Gli esemplari più belli venivano creati alla corte di Luigi XIV e Luigi XV; le dame alla corte di Versailles potevano aprire il ventaglio solo in presenza della regina. Nel 1678 fu creata la corporazione dei ventagliai: dopo un apprendistato di 4 anni e un tirocinio di 2 si era autorizzati a dipingere e commercializzare i ventagli.

Ventaglio del XVIII secolo, V&A Museum

All’epoca molto usati erano quelli dipinti con al centro un piccolo specchio contornati di piume di pavone o di struzzo. Nel 1770 nella sola Parigi si contavano più di 150 ventagliai con seimila lavoranti alle loro dipendenze, tra questi c’erano gli ebanisti, veri e propri scultori che riuscivano a intagliare l’ebano o la madreperla come se fosse pizzo. Nei ventagli di quel periodo vi erano dipinte scene galanti, o mitologiche, o bellissime vedute di città: bellissimi ed esclusivi quelli dedicati a Venezia che si dice fossero dipinti dal Canaletto.

Ventaglio francese del XVIII secolo, Met Museum

Nel XVIII secolo anche l’Italia produsse esemplari che si ispiravano al Grand Tour, con vedute archeologiche e paesaggistiche di Venezia, Roma, Firenze e Napoli. Essi venivano acquistati dalla nobiltà europea che compiva viaggi nell’Europa del sud con tappa in Italia. Per le sere a teatro era molto diffuso il ventaglio con due lenti applicate: se tenuto chiuso vicino al viso fungeva da binocolo.

Ventaglio con specchio, anteriore al 1930.
Pitt Rivers virtual collection

La funzione del ventaglio era anche quella di trasmettere una miriade di messaggi, poetici o galanti, comunque segreti, per esempio:

Portato nella mano destra —  Voi desiderate troppo

Portato nella mano sinistra aperto —   Avvicinatevi e parlate con me

Portato nella mano destra, di fronte al volto    Seguitemi

Portato nella mano sinistra, di fronte al volto —   Desiderosa di conoscervi

Intrecciare le mani sotto al ventaglio aperto —   Dimenticatemi,Vi prego

Coprire l’orecchio sinistro con il ventaglio aperto —  Non tradite il nostro segreto

Tracciare linee sulla mano —   Vi odio

Passarlo sulla guancia —   Vi amo

Passarlo davanti agli occhi —    Scusatemi

Passarlo davanti alla fronte —   Siete cambiato

Lasciar cadere il ventaglio —   Saremo amici

Sventolarsi lentamente —   Sono sposata

Sventolarsi velocemente —   Sono fidanzata

Guardare fisso il ventaglio chiuso in modo pensoso —  Perché non mi capite?

Appoggiato sulla guancia destra —    Sì

Appoggiato sulla guancia sinistra —  No

Se un personaggio diveniva famoso spesso era dipinto su ventagli, come una sorta di pubblicità; molto diffuso fu quello del Conte Cagliostro, del quale si narra che da ragazzino era molto bravo a disegnare tanto che dipinse sul ventaglio della zia due mosche talmente perfette da sembrare vere. Durante il Direttorio si fabbricavano ventagli con motti che inneggiavano alla Rivoluzione, alla presa della Bastiglia in crespo con paillettes d’oro o d’argento. I sostenitori del re e di Maria Antonietta portavano con prudenza il cosidetto ventaglio realista recante le immagini dei monarchi francesi. I più grandi ventagliai dell’epoca erano: Alexandre, Duvelleroy e Voisin.

Ventaglio di coccarda, Collezione Messel- c. 1790 – 1810 fine XVIII inizi XIX secolo

Nell’800, I ventagli assunsero una forma più piccola, per questo vennero chiamati Lillipuziani, inoltre potevano anche essere abbinati all’abito, montando una striscia di tessuto sulla montatura e dipingendolo con gli stessi temi del vestito.

Ventaglio del XIX secolo, al V&A Museum

Agli inizi del ‘900 con Poiret e Paquin iniziò la moda del ventaglio pubblicitario ovvero quello che veniva regalato alle clienti, come nel caso di Poiret che alle sue sfilate faceva dono di ventagli profumati con l’essenza “Rosine”. Oggi questi oggetti non sono molto usati, ma i collezionisti stanno cercando di dare nuovo impulso all’arte di indossare il ventaglio.

Ventaglio degli anni 20, Poiret, illustrato da Georges Lepape

 

 

Francesca Galassini

Bibliografia: