Non era affatto una persona frivola Josephine Bonaparte; nata in Martinica da una nobile famiglia, molti la descrissero come una donna dalle maniere irresistibilmente amabili e dotata di una grazia eccezionale. Anche Napoleone se ne innamorò (i due si sposarono a Parigi la sera del 9 marzo 1796), lo sposo donò a Giuseppina un anello con un’incisione:” Al Destino”.

Era noto che avesse due passioni: la moda e la botanica; secondo le descrizioni dell’epoca Giuseppina era alta un metro e sessantotto, capelli lunghi e setosi, occhi nocciola e bocca ben definita ma che teneva spesso chiusa per via dei denti difettosi. A soli 21 anni divenne una delle donne più raffinate della sua epoca, anche grazie alle istruzioni delle sue dame sulle buone maniere, il portamento e il trucco. Ella è stata la donna più elegante del suo tempo, ma anche quella che ha sperperato più denaro… Il suo guardaroba sterminato veniva cambiato ogni sei mesi, alcune cose venivano conservate, altre donate alle sue dame.

Lo stile neoclassico si rifletteva negli abiti in mussola a vita alta con le maniche strette a guanto che Josephine riusciva a portare con grande classe, come riusciva a trasmettere grazia e leggiadria quando indossava gli spencer, con i capelli corti all’antica, e le piccole scarpe allacciate dette Coturni.

1810 Pale Pink Half Dress. Empire style gown, shawl, fan. Fashion Plate (Half Dress). collections.lacma.org

La cerimonia dell’incoronazione a Notre Dame fu preparata con grande cura. L’abito di Josephine era regale e ricco di dettagli simbolici: in raso bianco broccato d’argento era ricamato d’oro e arricchito da una frangia. Le maniche erano decorate da tralci ricamati in oro e presentavano nella parte alta file di diamanti. Il collo alla “Cherusque” in merletto ricordava le mode del passato. Ma il vero punto focale era il mantello in velluto rosso porpora foderato di ermellino che si allacciava alle spalle con due bretelle.

Joséphine de Beauharnais ritratta da François Gérard

Josephine fu affiancata da un couturier molto famoso dell’epoca: Hippolyte Leroy, un arbitro della moda. Egli fu incaricato nel 1804 di fornire gli abiti per l’incoronazione di Napoleone e Giuseppina, progettati da Isabey, commissione questa che gli permise di dare una svolta alla sua carriera; egli divenne infatti fornitore ufficiale dell’imperatrice.

Abito da corte dell’imperatrice Josephine | c. 1804 | Châteaux de Malmaison

Dopo la campagna d’Egitto Napoleone tornò in patria donando a Josephine uno dei primi scialli esotici in cachemire che lui e i suoi uomini avevano scoperto in quelle terre. Essi divennero l’oggetto del desiderio dell’imperatrice che ne collezionava un’infinità e di tutte le donne alla moda. Per Josephine il lusso era una necessità, aveva una sfrenata passione per i gioielli, per le parures, i bandeaux e i pettini d’oro, lavorati con cammei, coralli, perle, quarzi e citrini. Per lei i gioiellieri francesi più importanti come Nitot, Mellerio- Meller Pitaux e altri ancora realizzarono capolavori sublimi in micromosaico e in stile neoclassico.

Gioglielli in malachita che si crede fossero appartenuti a Josephine © Fondation Napoléon

 

Nel 1809 anno del suo divorzio fu presentato un resoconto di quello che possedeva: 49 grandi abiti di corte, 676 abiti, 496 scialli in cachemire, 785 paia di scarpe e 1132 paia di guanti… Nonostante amasse il lusso era una donna adorabile che seppe mantenere il suo rango con dignità, grazia e generosità.

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia: