E un effetto tridimensionale creato da un’illusione ottica dovuta al sovrapporsi di linee o figure geometriche. Nella moda é impiegato soprattutto nelle stampe in bianco e nero con effetti ottici di linee, scacchi, cubi e spirali che sovrapposti saltano all’occhio e danno l’idea del movimento.
L’Op Art era un movimento artistico internazionale nato negli anni ’60 del Novecento che si prefiggeva di sviluppare l’idea del movimento, anche attraverso l’arte cinetica. Nella moda si è applicato quando il produttore americano di abiti Larry Aldrich commissionò al disegnatore tessile Julian Tomchin dei disegni da stampare su stoffa di Bridget Riley, artista anglossassone che insieme a Victor Vasarely, pittore ungherese naturalizzato francese fu una delle esponenti più importanti del movimento Op Art.
Nel 1966 Cecil Gee introdusse nella sua collezione primavera estate delle giacche in pelle da uomo con motivi bianchi e neri; mentre Vogue fornì un cartamodello di un abito con stampa a zig-zag che sembrava ondeggiare e muoversi. Sempre Vogue nel numero di maggio del 1966 sentenziava :”L’estate droga gli occhi di luce e di ombra. La boutique ha scoperto che l’estate é un continuo di bianco e nero. In una parola é OP”.

1966 – Grace Coddington by Eric Swayne 4 Vogue

In Francia ci pensarono André Courreges e Pierre Cardin a creare miniabiti dall’effetto cinetico; mentre in Italia fu Germana Marucelli nel 1965 con la collaborazione di Getulio Alviani a creare la collezione “Optical”. D’altronde “la posta in gioco non era più il cuore, ma la retina.” (Victor Vasarely)

Francesca Pavanello

Bibliografia

Dizionario di Costume e Moda- Mariella Azzali
http://www.leblogdeladuchesse.com/its-london-baby/2015/10/24/the-world-goes-op
https://trama-e-ordito.blogspot.com/2018/11/optical.html
The (Fashion) World goes Op?
For his final Fall/Winter 2015 collection at Pucci ’s, Peter Dundas has been inspired by astrological signs. Among the 61 outfits, 3 graphical black and white silhouettes have caught my attention.
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