Un tempo, i guanti erano un’accessorio indispensabile per la donna, esso proteggeva le sue mani dal freddo, dagli agenti atmosferici ma anche da sguardi indiscreti; con il passare del tempo, il suo uso si è rilegato sempre di più ma il suo fascino non è mai scomparso e oggi vi raccontiamo la sua storia.

I guanti sono da considerarsi accessori molto antichi. I primi ritrovamenti sono di natura pittorica, risalenti ad alcune pitture rupestri dell’eta’ primitiva. Gli antichi Egizi li indossavano per eseguire lavori nei campi, ma erano anche simbolo di solennità, infatti sono stati ritrovati alcuni esemplari nelle piramidi e nella tomba di Tutankhamon dei resti di guanti decorati a motivo di traliccio.

Guanto proveniente dalla tomba di Tutankhamun. Foto: www.photo.rmn.fr

Nel Medioevo facevano parte del costume dei reali e dei Papi, come Bonifacio VIII che ne possedeva un paio in seta lavorato ad ago con un bordo tempestato di perle. In generale si può dire che venivano usati per proteggersi le mani e come accessorio di moda. I contadini e i falconieri che partecipavano ai tornei per esempio indossavano quelli in cuoio robusto, mentre quelli delle classi più agiate erano ricamati con frange d’oro e le pelli utilizzate erano quelle finissime di cervo e alce. Nel 1190 venne fondata la corporazione dei Guantai che vantava un ‘alto numero di addetti, che lavoravano ogni tipo di pelle, che variava per forma e lunghezza. Nel 1500 le donne raffinate li indossavano anche di notte, insieme agli unguenti, per mantenere morbide e bianche le mani; questa pratica era comune anche ai signori.

1600 ca, Metropolitan Museum of Art

Nel XVI secolo scoppiò in Europa la mania dei guanti profumati. Ogni guanto portava il nome della fragranza usata; c’erano per esempio i “gants de neroli” il cui profumo era di gran moda o i “gants d’occasion à la Frangipaire”, dal nome di un nobile. Il metodo più usato era quello di mescolare grasso animale con olio di mandorle e essenze, strofinandole poi successivamente ai guanti. In Francia, la mania dei guanti imbevuti di sostanze fu innescata anche da Caterina de Medici che secondo una leggenda, nel 1572 spedì un paio di guanti avvelenati alla Regina di Navarra madre dello sposo di sua figlia. Ella perì quasi immediatamente, ma le accuse a Caterina de’ Medici non furono mai provate.

Guanti da donna, 1760 1790 al V&A museum

In quel periodo c’era una varia tipologia di guanti ricamati, come degli arazzi, con piccoli fiori o addirittura cardellini. Nel 1700 e nel periodo Neoclassico le maniche si accorciano e le donne indossano guanti lunghi in pelle glacé fino all’avambraccio che potevano avere dai 12 ai 15 bottoni. Questa tendenza del guanto lungo continuerà anche nell’800, esso veniva indossato la sera a teatro e nell’ora del té, mentre durante le attività di svago era più corto, quasi un guantino.

Guanti da donna 1885 – 1895. Foto: Aleyma.tumblr.com

Nel XX secolo molti designer usano i guanti per accessoriare le proprie creazioni, tra cui Hermés e Elsa Schiaparelli che ne presenta un paio con squarci rosa schocking e un paio con lunghe unghie affusolate d’oro. Negli anni ’50 é il complemento ideale per la donna elegante secondo Christian Dior; e tutte le star del cinema li indossano. Michael Jackson re del pop amava i guanti stravaganti. I suoi iconici guanti in cristalli Swarowski indossati durante il tour Victory del 1984 sono stati venduti all’asta di Las Vegas nel 2010 per $ 190.000,00.

Elsa Schiaparelli, 1938, al V&A museum

Francesca Galassini

Bibliografia:

https://fashion-history.lovetoknow.com/clothing-types-styles/gloves

http://www.fashionintime.org/history-gloves-significance/