Oggi sul mercato antiquario risulta sempre più raro imbattersi nei fums up, ovvero nei ciondoli portafortuna apparsi in epoca tardo-vittoriana (intorno al 1880), divenuti popolarissimi tra i soldati e gli aviatori britannici nel corso della Prima guerra mondiale.

Tali amuleti – a forma di bambino interamente in porcellana, o dal corpo in metallo (ottone, argento oppure oro 9 o 15 carati ) e testa in legno (materiale che rimanda al gesto scaramantico inglese di “touch wood,” “tocca legno”, equivalente del nostro “tocca ferro”) – erano ritenuti in grado di proteggere il possessore dalle avversità, scongiurando la cattiva sorte.

Di norma i fums up presentavano entrambi i pollici fissi all’insù (in inglese “thumbs up”, di cui forse “fums up” non sarebbe stata altro che una variazione linguistica), i piedi alati ed un quadrifoglio sulla fronte. Nelle versioni più costose i ciondoli potevano avere gemme al posto degli occhi, mentre in quelle più modeste gli occhi erano semplicemente dipinti sul legno.

Il pollice all’insù, simbolo di fortuna contrapposto al pollice capovolto, rievocava il gesto usato dalle folle nell’antica Roma per decidere della sorte di un gladiatore sconfitto.

 

Fums up del 1914 Foto da picturexe.pw

Come è noto, sul gesto le fonti classiche sono scarse e discordanti e parrebbe addirittura che, contrariamente alla credenza popolare, era proprio il pollice rivolto verso l’alto o disposto orizzontalmente ad indicare la morte del gladiatore (una gestualità che ricorda infatti una spada sguainata), mentre il pollice nel pugno chiuso (spada nel fodero) avrebbe risparmiato la vita al gladiatore perdente. (L’interpretazione erronea del gesto sarebbe, secondo gli esperti, dovuta alla popolarità un noto dipinto dal titolo “ Pollice verso” del 1872, di Jean-Léon Gérôme, in cui le vestali mostrano il pollice rivolto in basso invocando la morte del gladiatore appena sconfitto).

Se i fums up furono inizialmente donati, come portafortuna, ai militanti nell’esercito della regina Vittoria impegnati nelle imprese coloniali, furono gli anni della Grande guerra che ne decretarono invece l’indiscusso successo. I soldati britannici, infatti, come i combattenti di ogni tempo, tentavano di esorcizzare la morte ricorrendo alla fede oppure alla superstizione.

Il primo conflitto mondiale, del resto, con la sua estenuante guerra di logoramento, con le sue trincee ed i suoi reticolati di filo spinato, minò spesso gli uomini nel morale e nel fisico, inducendoli a rifugiarsi nel sovrannaturale per sperare di aumentare le possibilità di sopravvivenza. Ciò spiega l’improvvisa produzione di massa del piccolo talismano, che venne regalato letteralmente a migliaia di soldati e di aviatori inglesi dalle fidanzate o dai familiari.

Esso veniva di norma agganciato ad un bottone della divisa militare, oppure appeso alla catena dell’orologio da tasca per eludere, magari, lo sguardo ironico di un superiore meno superstizioso. Interessante è notare che i fums up incontrarono un tale consenso di pubblico tra il 1914 ed il 1918, che furono persino raffigurati sulle carte da gioco o sulle cartoline benaugurali da inviare al fronte.

Ad accentuare la connotazione magico-superstiziosa dei fums up contribuirono i versi inclusi nella confezione. Il famoso gioielliere londinese J.C. Vickery, per esempio, corredava nel 1916 le sue creazioni con dei versi che divennero molto popolari e che – si supponeva – una volta declamati, avrebbero dovuto accrescere il potere propiziatorio dell’oggetto.

I versi suonavano così:

Osserva in me l’origine della buona sorte,

due portafortuna in uno,

toccalegno e pollici in alto.

La mia testa è di legno pregiatissimo,

i pollici si alzano per toccarmi lì.

Le ali di Cupido

Mi danno piedi veloci e,

tra le altre cose,

aiutano il vero amore.

Proverbiale è il mio potere

di portarti fortuna in tutto.

Porterò fortuna anche a chi è lontano,

inviami oggi ad un amico. 

Come è facilmente intuibile, al termine della Grande Guerra, in tempo di pace, i piccoli amuleti conobbero un considerevole declino; furono tuttavia subito rispolverati come portafortuna tra il 1939 ed il 1945, nel corso del secondo conflitto mondiale, sebbene non fu mai più eguagliata la popolarità riscossa nei primi anni del Novecento.

Un Fums up della Seconda guerra mondiale
(foto ebay.co.uk, condivisa via Wikipedia)

Testimoni dei tempestosi anni della prima metà del Novecento e del timore costante di essere travolti dagli orrori della guerra, i fums up sono oggi ricercati quasi esclusivamente dai collezionisti. Alcuni esemplari di fums up sono custoditi nei musei (uno tra tutti il “Museum of Witchcraft and Magic di Boscastle, in Cornovaglia) o in collezioni private, quali la David Cohen Fine Art Collection.

Eredi dei fums up sono i moderni “touch wood charms”, i “ciondoli tocca legno”, ovvero i piccoli e preziosi portafortuna realizzati ancora oggi in legno e metallo nelle isole britanniche che, adesso come in passato, sono ritenuti favorire la buona sorte.

Giovanna Potenza

 

Bibliografia e sitografia

http://museumofwitchcraft.blogspot.com/2006/04/fums-up.html