Il ricamo è simbolo della bellezza, del desiderio di contraddistinguere, di arricchire e di raccontare qualcosa attraverso tradizioni antiche: raccontare l’oggi con l’antico.

Questa tecnica divenuta arte, ha sempre affascinato per le infinite possibilità di espressione in essa racchiuse e per i tempi di lavoro che costringono a momenti di riflessione, di quiete della mente e del cuore, di solitudine. È un modo per attraversare il tempo, ma anche per stabilire un collegamento con l’universo e con la storia, perché il ricamo è presente ed è esercitato ovunque nel mondo.

Serve il tempo per cambiare e questo il ricamo lo insegna. Il ricamo insegna anche a guardare lontano e insegna anche a sognare. Sognare la fine del tuo lavoro e questo ti dà la forza per continuare, punto dopo punto. Ricamando impari che il tempo ha il suo ritmo e i fatti della vita la loro scansione, ma ti insegna anche, che se sbagli, puoi riparare, puoi tornare indietro e rimediare … con il tempo che ci vuole per disfare e rifare.

Michael Zichy 1878

Le nonne dicevano che per riconoscere un buon ricamo devi guardare la parte posteriore, tecnicamente parlando è proprio così, ma c’è un significato più profondo: ogni ricamo racchiude in sé una sua storia: la storia di quelle mani che lo hanno realizzato, di quella mente che lo ha preparato e di quel cuore che lo ha già destinato, per leggere queste storie devi entrare in esse in punta di piedi, togliendoti i calzari dei tuoi pregiudizi.

Al giorno d’oggi il ricamo è come un atto di “resistenza”. Nel mondo in cui stiamo vivendo dove tutto sta andando veloce, ricamare è prendere il proprio tempo in mano e viverlo in contrasto con la cultura della fretta, del tutto e subito.

SteveArtGallery, “Donna” Jean Francois Millet

Ricamare significa ritornare in me stessa, è un atto di meditazione, di concentrazione, di silenzio. Non è un estraniarsi dalla realtà, ma scendere nel profondo. Questo è il motivo per cui si consiglia il ricamo anche a livello di terapia. Ognuno di noi ha il suo tempo. Il ricamo è un momento per me ed è un momento per la persona alla quale questo ricamo è destinato. E’ un atto di creatività e di unificazione: chi ricama crea una cosa nuova unificando su una tela di base fili colorati, serici e dorati, linee tonde e rigide, gioghi di luce e di ombre.

Ricamare è raccontare con le mani, è danzare con la punta delle dita, è incantare con la grazia del gesto, è sedurre con la leggerezza della pazienza, della fedeltà fino all’ultimo punto.
E’ saper aspettare perché ogni cosa ha il suo tempo, il suo ritmo, il suo percorso, il suo compimento.

le monache dell’isola