Halston: Roy Frowick Halston è stato uno dei più importanti stilisti americani. Negli anni ’70 ha sintetizzato il glamour e la decadenza dell’epoca divenendo una delle figure centrali della vita notturna dello Sudio 54.

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Halston: photo by Andy Warhol.

Nato a Des Moines in Iowa il 23 aprile 1932 da padre norvegese e madre americana, Halston sin da piccolo si dilettava a cucire i vestiti della madre e quelli della sorella. Dopo aver frequentato gli studi presso l’Indiana University, la famiglia si trasferisce a Chicago. Qui Halston frequenta i corsi serali presso l’Istituto d’Arte, cominciando anche a collaborare come merchandiser presso il magazzino di lusso Carson Pirie Scott.

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1959 Halston, cappello da donna, oggi al Philadelphia Museum of Art

La sua passione per la moda, in particolare i cappelli, si concretizza durante l’incontro con André Basil, proprietario di un salone di coiffeur presso l’Ambassador Hotel. Quando Basil apre il Boulevard Salon in North Michigan Avenue offrendogli la possibilità di esporre i suoi cappelli, la carriera di Halston prende il volo tanto, che si trasferisce a New York a lavorare come cappellaio da Lilly Daché e successivamente da Bergdorf E Goodman.  Nel 1961 crea il Pillbox Hat, un cappellino a tamburello indossato per la prima volta dalla first lady Jacqueline Kennedy in occasione della cerimonia di insediamento del marito alla Casa Bianca.

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Jackie-Kennedy-pillbox hat, foto dal sito: http://www.tocadaporunangel.com/

Nel 1968 comincia a dedicarsi al prêt-àporter fondando la sua linea. Halston era un maestro del taglio e delle finiture. Devoto alla semplicità e alla sobrietà delle linee immediatamente raccolse consensi e il successo fu planetario. Tutte le celebrità volevano vestire Halston. Tra le sue clienti famose troviamo Martha Graham, Liza Minnelli, Elisabeth Taylor e Bianca Jagger.

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Beverly Johnson in Halston,1970s, foto di: http://www.huffingtonpost.com

Le sfilate di Halston erano un appuntamento imperdibile, anche per Andy Warhol, suo intimo amico, sempre pronto a scattare foto con la sua Polaroid. Le modelle Marisa Berenson e Elsa Peretti incarnavano perfettamente il suo stile chic e glamour, tanto da essere ribattezzate “Halstonettes”. Elsa Peretti creerà per lui gioielli in argento dalle forme minimali, cinture a forma di serpente, nonché il flacone del profumo a forma di lacrima, così riconoscibile da non aver bisogno di nessun nome inciso.

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Elsa Peretti – bottle pendant necklace for Halston 1970s , foto di: blueberrymodern.tumblr.com

 

Halston era capace di influenzare le persone e farle sentire speciali con i suoi abiti. Aveva il potere di rendere unici e desiderabili i caftani in chiffon tye-die o stampati a cerchi e rettangoli ispirati a Wassily Kandinsky, gli abiti in jersey e in rayon opaco, il cashmere e le mantelle in maglia. Indimenticabili le uscite di Pat Cleveland e Jerry Hall che calcavano la passerella al 22 piano dell’Olympic Tower vestite con semplici tuniche in jersey con cappuccio.

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Halston evening dress, c. 1973, Philadelphia Museum of Art

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Halston agiustando una sua creazione a Angelica Huston, Foto di: thisisnotmylifeforever.tumblr.com

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Halston shirt dress, tan Ultrasuede, 1972, USA, 82.193.4, Gift of Mrs. Sidney Merians © MFIT

I suoi vestiti in tessuti morbidi richiedevano una figura perfetta ed erano in controtendenza in un periodo in cui dilagavano frange e aspetti zingareschi. Una delle sue più famose creazioni fu lo chemisier in ultrasuede, altrimenti chiamato modello 704. Questo abito aveva la particolarità di essere confezionato in camoscio lavabile in lavatrice. Fu indossato da molte socialite, tanto che la giornalista Eugenia Sheppard scriveva:” Vestire Halston è come appartenere a un club!”.

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Halston e Bianca Jagger, foto di: http://anyageorgijevic.com/

Halston appariva sempre impeccabilmente abbronzato e dai modi soavi e gentili. Memorabile fu la sua entrata allo Studio 54 con Bianca Jagger in sella a un cavallo bianco. Solitamente vestito di nero con occhiali a specchio, trascorreva le sue serate mondane oziando sui divanetti in pelle bianca dello Studio 54. Nel suo appartamento, arredato in stile minimalista, non mancavano mai le orchidee profumate, suo fiore preferito.

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Abito da sera Halston, 1981 The Indianapolis Museum of Art

Nel 1973 vende il suo marchio alla multinazionale Norton Simon Inc, continuando comunque a occuparsi della sua linea. Nel 1984 avviene il licenziamento e la conseguente perdita delle licenze con Bergdorf E Goodman.  Una vita vissuta a tutta velocità quella di Halston, tra party e notti folli. A soli 57 anni si spegne dopo una lunga lotta contro l’Aids uno dei designer americani più influenti.

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia:

http://www.biography.com/people/halston-20672697

http://www.vogue.it/news/encyclo/stilisti/h/halston