Il genio creativo più grande all’interno dei Balletti Russi fu forse Leon Bakst chi con i suoi costumi riuscì a conferire ai balletti quella tensione erotica e orientaleggiante che tanto affascinò il pubblico nei primi decenni del secolo scorso.  I suoi disegni, seguivano le linee naturali del corpo, liberandolo da orpelli inutili che ne impedivano il movimento, egli cercava di caratterizzare il personaggio e il suo stato d’animo grazie ad accostamenti di colori particolari e alle tonalità accese che insieme agli accessori, creavano un ritmo visivo che si trasformava ed evolveva con la storia narrata.  Balletti come Cléopâtre (1909) e Scheherazade (1910) fecero sognare alle donne con turbanti, caftani, piume e perle, mentre L’Après-midi d’un Faune (1912) e Narcisse (1924), portavano reminiscenze del mondo antico insieme alla voglia di tuniche, veli e drappeggi.

Cosciente dell’influenza che i suoi costumi avevano esercitato sulla moda del tempo, nel 1912, Bakst decide di realizzare la sua prima collezione con l’aiuto della Maison Paquin, dove tutti questi spunti pressi dai Balletti erano applicati ad abiti da indossare ogni giorno e abiti da festa.  Infatti, la creatività delle sue creazioni, colpi una delle personalità più in vista ed eccentrica del periodo, la marchesa Luisa Casati che gli commissionò diversi vestiti tra i quali quello intitolato “Queen of the night” da lei indossato nel 1922 durante il ballo all’Opera di Parigi.

1913 abito realizzato da Paquin su modello di Leon Bakst

L’influenza di Bakst e in genere dei Balletti Russi, fu così ampia non solo grazie alle loro tournée che arrivarono persino nel Sud America, ma soprattutto ad un mezzo molto apprezzato dalle donne: le riviste, che stavano, in quel momento, facendo il passaggio dalle illustrazioni alla fotografia; riviste come Comoedia Illustre, La Gazette du Bon Ton, L’Illustration, Vogue e Vanity Fair, pubblicavano interi servizi con i disegni originali realizzati dallo stesso Bakst, oppure con fotografia dei ballerini in costumi di scena.

Gilda Darthy, in abito da scena realizzato da Leon Bakst nel 1912

Tutto questo fermento dietro i Balletti Russi, suscitò l’interesse di un grande creatore di moda e affarista, Paul Poiret chi, anche se non lavorò mai direttamente per i Balletti, creò un rapporto di reciproco profitto dove sia lui che i balletti traevano vantaggio della propagazione dello stile e della voglia di esotismo.  Poiret già nel 1903 quando apri la sua casa di moda, disegnava abiti dal sapore orientale, ma quando nel 1909 arrivarono i Balletti Russi, egli capi che era arrivato il momento della svolta e iniziò a realizzare capi liberi da ogni costrizione, proprio come aveva fatto Bakst per i costumi di scena, creando così una rivoluzione nell’abbigliamento femminile e aprendo la strada a una nuova epoca; i corsetti e le crinoline della Belle Epoque, insieme ai suoi colori sbiaditi, furono sostituiti da forme più leggere, comode, piene di colore e di geometrie cariche da tutta le influenze delle avanguardie artistiche.

Costume Design by Leon Bakst, The Afternoon Of Sinistra: due abiti del 1911 disegnati da Bakst per L’après-midi d’un faune / Destra: un vestito disegnato da Poiret nel 1913

Il visionario Poiret, concepì tutto uno stile di vita, dall’abbigliamento al profumo, dall’arredamento, alla carta da parati; e il primo a condurre una vita piena di questa nuova estetica, fu egli stesso chi, insieme alla moglie Denis musa inspiratrice e modella, intrattenevano i loro amici con feste leggendarie nella loro residenza parigina, dove tutti gli invitati erano pregati di assistere vestiti in costumi esotici; l’eccentricità dell’anfitrione si rifletteva nell’atmosfera piena di orientalismo, morbidi cuscini al posto delle sedie, cibo speziato, strani liquori; il tutto per presentare le sue nuove collezioni, come quella realizzata nel 1911, la più famosa di tutte, intitolata “La 1002 notte, nella quale fece conoscere ai suoi clienti i pantaloni harem realizzati in chiffon, la jupe-coulotte e i turbanti di foggia orientale.

Denise Poiret alla famosa festa la 1002 notte nel 1911

Diversi furono gli artisti e stilisti coinvolti nella realizzazione dei costumi per i Balletti Russi e che a loro volta furono inspirazione per altri creatori di moda, è il caso di artisti come: i futuristi Depero (per “la Chant du Rossignol”) e Giorgio de Chirico (per “Le Ball”) il cubista Pablo Picasso (per “Parade”, “Tricorne”e “Pulcinella”), il fauvista Henrri Matisse, Sonia Delaunay (per Cleopatra) e perfino Coco Chanel chi disegno i costumi per “Le Train Bleu” nel 1924, dove i ballerini indossavano dei costumi da bagno e abbigliamento sportivo realizzati in jersey, risultando una gran pubblicità per la propria linea di moda.

Costumi disegnati da Giorgio de Chirico per “The Ball ” nel 1929

Costume disegnato da Pablo Picasso per “Parade” nel 1917

Sinistra: costume disegnato da Sonia Delaunay per Cleopatra nel 1918 / Destra: abiti da giorno disegnati da Sonia Delaunay

Sinistra: costumi disegnati da Chanel per “The Blue Train ” nel 1924 / Destra: Chanel in abito da jersey da lei disegnato.


Come abbiamo visto, i Balletti Russi furono un laboratorio di sperimentazione, il mezzo adatto ad accogliere tutte le nuove tendenze in fatto di musica, arte, danza e moda che a loro volta influenzarono profondamente il loro tempo.

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