I Balletti Russi hanno influenzato non solo la danza e il teatro, ma anche la moda, l’arte e la musica degli inizi del 900, si tratta di una compagnia russa, concepita e diretta da Sergei Diaghilev, che parti con l’idea originale di portare la cultura russa in altri paesi, ma che fini per fondere tale cultura con il modernismo che trovo nell’Europa occidentale, in particolare nell’effervescente Parigi, dove si radico nel 1909, dopo aver presentato con un successo clamoroso il loro spettacolo.

Copertina di "Le Theatre" con Tamara Karsavina in costume nel ruolo dell'uccello di fuoco. Maggio del 1911 © Victoria & Albert Museum, London

Da questo momento in poi e per i prossimi vent’anni, i balletti russi si fonderanno con le nascenti avanguardie artistiche, nomi come  Léon Bakst, Pablo Picasso, George Braque, Andrè Derain, Henri Matisse e la stessa Coco Chanel disegnarono abiti e scenografie; musicisti del calibro di Claude Debussy, Maurice Ravel e Igor Stravinskij, ne composero le melodie.  La loro originalità radicava non solo nell’utilizzo del corpo umano per  rappresentare una storia e un’emozione, ma anche nei costumi coloratissimi, leggeri e orientaleggianti, nella sperimentazione coreografica e musicale e soprattutto nella fusione di tutte le arti in un solo spettacolo capace di coinvolgere profondamente lo spettatore.

Nijinsky nel poster per promuovere la sesta stagione dei Balletti Russi

Questa ventata di esotismo e di novità, fu grande fonte d’ispirazione ai pittori Fauves, all’Art Deco, alla fotografia e soprattutto alla moda, che prendendo spunto dal movimento fluido, naturale e libero dei ballerini, concepì abiti dove le donne non erano più imprigionate da corsetti o crinoline, ma dove il corpo riprendeva le sue forme naturali e la sua mobilità avvolto in tessuti leggeri dai colori intensi, lasciando dietro i toni chiari e polverosi della Belle époque.

Articolo scritto dalla redazione di Dejavuteam.

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