L’ideale femminile Ottocentesco, incarnato dal pudore virginale della Regina Vittoria abbandonò l’artificiosità tipica del XVIII secolo in favore di una bellezza e un candore che sconfinavano nell’ingenuità, caratteristica all’epoca molto ricercata dagli uomini nelle proprie donne.

Le acconciature abbandonarono le cotonature esasperate e le tinte platino tipiche all’epoca di Maria Antonietta prediligendo un ritorno al colore naturale e a una ritrovata semplicità. “ I capelli sono la corona di una donna “: questo detto Vittoriano spiegava l’ossessione che si ebbe in quel periodo per la cura della capigliatura femminile. Sin dall’età di sedici anni le donne portavano i capelli raccolti in crocchie e trecce, solo in seguito potevano acconciarli con fiori e piume.

Bambina del 1880

Non era consentito inoltre tagliarli se non in caso di malattia, avere infatti una chioma lunghissima quasi fino ai pedi era sinonimo non solo di bellezza ma anche di buona salute. I capelli venivano sciolti solo nell’intimità della camera coniugale, questo perché in quel periodo erano considerati un oggetto erotico oltre che di far aumentare la dote, tale valore proveniva da una tradizione letteraria molto diffusa dove le donne dai lunghi capelli simboleggiavano forza e sacralità, incantando e proteggendo i cavalieri dagli attacchi del Male.

Foto di London Stereoscopic Company su Getty Images

Vi era inoltre un retroscena favolistico che voleva la donna fata rappresentata con una lunga chioma color oro, nella pittura ritroviamo questi ideali espressi nei dipinti Preraffaeliti che ritraevano l’archetipo della femminilità Ottocentesca.

Ophelia, 1894, by John Waterhouse

Se tagliati, i capelli propri, di amici o di cari estinti venivano conservati in ampolle di vetro decorato, quando una giovane donna moriva i suoi capelli venivano tagliati e utilizzati a formare arazzi, monili e braccialetti, oppure usati per formare sculture, come i famosi “Alberi del Ricordo” per i mariti. Era facile rimanere affascinati da queste creature, che se venivano guardate di fronte apparivano come visioni angeliche, se invece si voltavano diventavano inquietanti fantasmi.

Gioiello Vittoriano fatto con capelli umani. Foto: www.aaawt.com/

Solo le attrici e le prostitute portavano i capelli sciolti, come l’attrice Evelyn Nesbit, che si fece fotografare con le chiome al vento in una posa dichiarata esplicitamente erotica per l’epoca.

La lunghezza dei capelli in epoca Vittoriana era motivo di competizione, questo si nota dalle grandi quantità di fotografie scattate in quel periodo che ritraevano le capigliature di sorelle e amiche. Le sette sorelle Sutherland divennero famose stabilendo un vero e proprio record in Inghilterra, divenendo orgoglio della famiglia e modello da seguire per tutte le giovani donne; furono inoltre scelte come testimonial di una linea cosmetica dedicata alla cura dei capelli.

Le sorelle Sutherland con il loro padre

 

All’Esposizione Universale di Parigi del 1855 fece scalpore un ritratto della Regina Vittoria fatto interamente con capelli veri. Per queste folte e lunghe capigliature erano necessarie interminabili ore si spazzolatura davanti alla toilette; onde, ricci, trecce e chignon erano trattenuti da retine, passamanerie o pettini.

Purtroppo l’igiene era il vero problema, in quanto non esistendo phon e riscaldamento le case erano riscaldate dal caminetto e d’inverno i capelli venivano lavati poco. Le signore ricche li tamponavano con asciugamani e li spazzolavano davanti al camino fino a che non erano asciutti. Le donne povere non potevano permettersi questo lusso, con il rischio in inverno di ammalarsi di broncopolmonite.

Victorian Hair care. Ayer’s Hair Vigor, 19th Century Advertisement

Le chiome venivano lavate in tinozze apposite prima con il sapone e successivamente per renderli lucidi si usavano degli oli come il mughetto, il caprifoglio e la rosa. Questa procedura poteva essere fatta con la dama di compagnia o la propria cameriera personale, per chi se lo poteva permettere, altrimenti le donne di ceto più basso li lavavano al fiume e li asciugavano ai raggi solari.

Per mantenere i boccoli acconciati durante la notte venivano arrotolati in bende inumidite, solo successivamente nel 1872 Marcel Grateau brevettò il primo ferro arricciacapelli che consisteva in una pinzetta a forma di tubo riscaldata che manteneva i capelli mossi. Questa invenzione fu un grande evento che contribuì a sviluppare nuovi tipi di acconciature come “l’Ondulazione Marcel”.

 

Francesca Galassini

 

Bibliografia:

http://www.goticomania.it/eta-vittoriana/moda-vittoriana-capelli-feticcio-vittoriano.html

http://georgianagarden.blogspot.it/2009/10/acconciature-vittoriane.html

http://storiadellamodafemminile.wordpress.com/…/rose-bertin-e-la-moda-moderna/