Guardando la tragica storia di Lev Tolstoj, Anna Karenina, si ha l’impressione di essere davanti più che a un film, a uno spettacolo teatrale, scenografie che scorrono velocità  cambiando in continuazione mentre i personaggi sembrano danzare negli angusti spazi di un vecchio teatro.

Si tratta della visione che il regista Joe Wright ha concepito per questa storia drammatica vincitrice del premio per l’eccellenza nei film d’epoca nel “Costume Designers Guild Awards ” e di un Oscar per i migliori costumi.

Infatti, uno dei punti più alti di questo film sono proprio i costumi, una rivisitazione in chiave moderna dell’eleganza russa degli anni 70 dell’800.  A creare questi capolavori fu Jacqueline Durran, che seguendo le direttive di Wright mantenne la silhouette del periodo spogliandola da fronzoli e arricchendola invece con dei particolari propri della moda degli anni 50 del 900.

Ricordiamo che negli anni 50, la moda vide un periodo di splendore (forze l’ultimo), di eleganza estrema, con il “New Look” di Christian Dior e lo stile di alta sartoria e semplicità  di Balenciaga.

L’idea era rendere evidente al pubblico che non si trattava di riprodurre un periodo storico, ma una interpretazione credibile, dove il pubblico potesse identificarsi, dice la Durran; i soli costumi che seguono il periodo, sono quelli indossati dal cast di supporto, vale a dire contadini e burocrati.

Il punto di partenza è stato il libro di Tolstoj che offre descrizioni accurate di alcuni degli abiti, poi a queste idee generali vennero aggiunti dei dettagli stravaganti come le asimmetrie, i corpetti ispirati a Balenciaga e i gioielli Chanel con diamanti e perle (non dimentichiamo che Keira è testimone per il profumo Coco Mademoiselle di Chanel).

 

In particolare i costumi di Anna, seguono un ritmo cromatico che parte da toni molto oscuri e man mano che la storia evolve sono sempre più chiari. Nell ballo in cui Kitty fa il suo ingresso come debuttante, ansiosa di essere chiesta in matrimonio dal Contre Vronsky, indossando un vestito con un vestito che la fa sembrare ancora una bambina;  Anna compare in uno strepitoso vestito nero che la rende molto sofisticata ed elegante catturando l’attenzione del conte. Questo colore nero è stato messo in contrapposizione ai costumi chiari di tutti gli altri invitati, per sottolineare la bellezza ed evidenziate la posizione di Anna che nonostante fosse una donna sposata balla tutta la notte con colui che dovrebbe sposare la sorella di sua cognata.

Kitty

Vestito nero di Anna Karenina

 

Nel ballo dove Anna finalmente cede al corteggiamento del giovane conte, lei indossa un vestito rosso, simbolo dell’amore e della passione, come un presagio di quello che le attendeva, ma si tratta di un rosso cupo, anche esso presagio della tragica fine.

Vestito Rosso

Alla fine del film, Anna compare nuovamente con un vestito da festa a teatro, ma questa volta bianco, candido come la neve, lei che ormai ha sfidato ogni convenzione sociale è convinta di non avere più paura, di non doversi più nascondere ed esce cosi allo scoperto, come un agnellino pronto per il massacro.

Vestito bianco

Questo team vincente, cioé il regista Joe Wright, la costumista Jacqueline Durran e l’attrice Keira Knightley, avevano già  lavorato insieme in altri due film d’epoca: Orgoglio & Pregiudizio ed Espiazione, ottenendo ogni volta una nomination per i miglior costumi; come dimenticare il vestito in seta verde smeraldo indossato da Keira nel film Espiazione, é stato considerato da molti uno dei più bei costumi nella storia del cinema.

Vestito verde in “Espiazione”

Ma come sarebbero stati i costumi di Anna Karenina se fossero stati fatti seguendo filologicamente il periodo degli anni settanta dell’800?

Bene, iniziando dalla silhouette, essa è decisamente più ridotta rispetto a quella del pieno romanticismo, il volume si sposta verso la parte posteriore, appiattendo la parte anteriore. Le donne indossano una camicia molto scollata e con le maniche corte che arriva fino a metà  coscia, sopra di essa, un corsetto steccato chiuso sulla parte posteriore e coperto da un’altra camicia ma più corta e abbottonata sul davanti e una demi-crinolina, che come abbiamo detto prima concentra il volume nella parte posteriore e che a sua volta è ricoperta da diverse sottogonne.  Infine, l’abito stretto è segnato in vita ha tante decorazioni nella parte posteriore della gonna; il tutto è accompagnato da accessori di piccole dimensioni come cappelli, gioielli e guanti che mettevano in risalto il vestito.

Due vestiti da ballo a confronto, a sinistra quello del film, a destra un vestito del metropolitan Museum of art del 1876.

Link su come sono stati realizzati i vestiti del film.

I costumi sono in mostra dal 26 gennaio fino al 4 aprile nel Ham House a Richmond.