I gioielli del periodo vittoriano sono da considerarsi tra i pezzi più interessanti nella storia della gioielleria. Gli eventi storici e culturali influenzarono notevolmente lo stile di quel periodo, nonché le innovazioni tecnologiche derivanti dalla Rivoluzione Industriale.

Fu un periodo di grande fasto e magnificenza nel campo delle arti e delle scoperte scientifiche; nella gioielleria, grazie agli scavi archeologici in Mesopotamia, che riportarono alla luce alcuni pannelli dei portali di Nimrude e Ninive, ci fu l’espansione di un gusto che aveva come oggetto d’interesse l’archeologia e di conseguenza la composizione di monili antichi d’ispirazione egizia e etrusca in filigrana.

Fortunato Pio Castellani, 1860-1862, Roma Italia

Le acconciature dell’epoca prevedevano capelli arricciati che scendevano a coprire le orecchie, cosicché gli orecchini erano poco usati, questo fino al 1855 circa; negli anni successivi infatti cambiarono le fogge degli abiti e le acconciature, i capelli venivano raccolti in crocchie con delle trecce, le scollature divennero ampie promuovendo la diffusione di collane parure e orecchini a pendente formati da minuscole rose in corallo e perle, o con fermaglio a fiocco e pendente in onice. Questi orecchini seguivano i movimenti di chi li indossava grazie a una particolare tecnica chiamata “En Tremblant” dove le pietre centrali erano montate con un meccanismo complesso, seppur invisibile su delle piccole molle a spirale che gli permettevano di oscillare catturando la luce del sole.

Parure scolpita in corallo, metà del 19esimo secolo. Composto da: una collana, un bracciale, una spilla, un paio di orecchini e un ornamento dei capelli. Foto: sothebys.com

Diadema con motivi floreali “en tremblant” con al centro uno smeraldo esagonale e circondato da diamanti di taglio rosa, montato in oro. Foto: sothebys.com

I diademi con ghirlande di foglie d’oro o a punto capanna venivano di solito indossati la sera, nelle occasioni mondane, per dare sfoggio della ricchezza del marito. La religione era una parte importante nella vita di ogni individuo tanto che i pendenti a forma di croce divennero di uso comune. Anche i motivi naturalistici come spighe, fiori e farfalle venivano montati sotto forma di spille da appuntare sui corsetti. Il metallo più usato era l’oro, che andava dai 18 ai 22k e poteva essere laminato o placcato; le gemme più popolari erano l’ametista, il crisopazio e gli zaffiri. Molto utilizzate erano anche le agate multicolori che venivano fissate con il Carirngorm, un quarzo fumé simile al citrino. I braccialetti più diffusi erano quelli con un grosso pannello ovale e una fascia a forma di polsiera, il pannello centrale poteva contenere una miniatura o un motivo decorativo sotto al cristallo.

Spilla a forma d’ape 1890 Foto: https://www.liveauctioneers.com

Bracialetto del tardo periodo vittoriano Foto: /www.langantiques.com

In epoca Vittoriana ai gioielli e alle gemme venivano associati simboli e proprietà magiche. Il Principe Albert donò alla Regina Vittoria un anello di fidanzamento raffigurante un serpente, a simboleggiare saggezza e eternità, mentre le perle denotavano le lacrime e il corallo fungeva da protettore contro le malattie.

Anello di fidanzamento della regina Vittoria

Molto popolari erano i cosiddetti medaglioni rotanti: il cardine che univa il ciondolo alla catena era separato dal medaglione, che quindi poteva ruotare liberamente. Erano considerati oggetti magici, quindi molto costosi. I medaglioni potevano contenere ciocche di capelli e avere un vetro nella parte frontale, cosicché si poteva ammirare la reliquia senza dover aprire il gioiello. Un altro medaglione “segreto” era quello che aveva il compito di nascondere l’odore di una persona cara, dentro all’oggetto era infatti inserito un piccolo cuscinetto intriso di profumo.

Foto: https://www.flickr.com/photos/annebee

Tra i pezzi più interessanti e forse quelli più diffusi erano i gioielli fatti con capelli umani, furono infatti creati dei veri e propri capolavori e divennero una sorta di mania.  Le donne impararono a lavorare i capelli per realizzare tutta una serie di gioielli che chiamarono “sentimentali”, per ricordare i propri cari estinti.

Gioielli realizzati con dei capelli umani. Foto: http://www.catlynch.com

Nel XIX secolo i ricchi amanti britannici ed europei si scambiavano in modo clandestino delle miniature a forma di occhio, molto curiose, chiamate Lover’s Eyes. Gli esperti ritengono che ci siano almeno 1000 occhi in circolazione. Essi raffiguravano solo l’occhio e il sopracciglio ed erano dipinti ad acquerello su avorio o a gouache su carta.

Lover’s eye, Foto: georgianjewelry.com

I Vittoriani erano affascinati dal macabro e dal memento mori, un richiamo costante che prima o poi la morte accoglierà tutti; molti furono infatti i gioielli creati per ricordare alle persone la loro fragilità e mortalità. Teschi, scheletri, bare e vermi erano lavorati con oro e smalto a formare ciondoli, anelli e bracciali. Una parte importante del gioiello memento mori era l’uso di testi per esprimere pensieri di morte, ricordi e motti commemorativi. Le parole in latino, francese o inglese erano incise sulla parte interna del gioiello, visualizzabile quindi solo dal destinatario. I pezzi più significativi erano i pendenti in oro smaltato a forma di bara con il coperchio in cristallo di rocca removibile grazie a una cerniera posta nella parte superiore. Il monile era quindi composto da due parti e si apriva lasciando intravedere uno scheletro in smalto bianco. Il retro era decorato con un teschio e un secchiello (forse per contenere acqua benedetta, simbolo di vita eterna). Nel 1860 erano molto diffuse le pietre cabochon con al centro una piccola perla intarsiata o un fiore applicato.

Gli artigiani mostravano la loro abilità con la tecnica del Piqué, una lavorazione che prevedeva l’intarsio a mano della tartaruga o della madreperla, creando spille, orecchini e ciondoli bellissimi; un motivo molto popolare erano anche le stelle, specie sui bracciali, montate su ametiste e turchesi.

Orecchini intarsiati, Foto: http://www.jewelsdujour.com

Nel 1861 l’Inghilterra cadde in un profondo lutto in quanto morirono nel giro di pochi mesi la madre della Regina e il suo Principe consorte Albert. Si diffuse così la moda della “Gioielleria Da Lutto” che prevedeva obbligatoriamente abiti e monili rigorosamente neri. Uno dei materiali più usati fu il Giaietto (o Jet Whitby), un minerale nero simile al carbone estratto a Withby, cittadina dello Yorkshire. Il giaietto diventò di gran moda quando la Regina Vittoria indossò una collana di questo materiale a un pranzo importante: era in lutto per la morte della cugina. Con il giaietto venivano realizzate collane con perle a sfera, cammei, anelli e medaglioni a forma di cuore che contenevano fotografie di persone care scomparse. All’epoca inoltre si pensava che il suo aspetto funesto causasse misantropia e pessimismo; è forse per questo che fu utilizzato come gioiello da lutto. Ben presto comunque smise di avere questa funzione, diventando di gran moda per tutti i momenti della giornata.

Foto: British Museum

Molto diffusi all’epoca erano anche i Chocker Necklace, ovvero un girocollo in velluto a cui venivano appesi cammei con volti di donna o perle a goccia. Questo tipo di gioiello esaltava la scollatura dell’abito e la sinuosità del collo.

Foto: https://www.bloglovin.com/blogs/vintage-blog

Nel 1870 fu la scoperta dell’opale nel territorio britannico in Australia; all’epoca si pensava portasse sfortuna, questo anche grazie a un romanzo di Sir Walter Scott, Anne Of Geierstein. Il libro descriveva un ornamento per capelli in opale che portò sfortuna alla sua proprietaria. Solo in seguito, grazie alla Regina Vittoria che lo rese popolare questo tipo di pietra si diffuse rapidamente.

Nel 1890 le teorie darwiniane furono ampliamente pubblicizzate e i monili riflettevano ancora di più il gusto naturalistico. Spille a forma di farfalle, scarabei e mosche d’oro furono tra gli oggetti più richiesti oltre alle perle e ai diamanti che venivano usati come ornamenti per le acconciature. Inoltre, per mantenere le mani libere orologi e occhialini erano appesi a lunghe catene, così come i braccialetti Whistle (fischietto) erano molto popolari tra le donne che passeggiavano da sole. L’argento e l’oro continuarono a essere i materiali più usati, così come l’oro laminato.

Foto: lambandserpent.tumblr.com

Alla fine del secolo ci furono progressi nella produzione di gioielli in platino, che divenne il materiale preferito per montare i diamanti. La Regina Vittoria morì il 22 gennaio 1901; la sua eredità continuò comunque a vivere attraverso i numerosi esempi di gioielleria creata nei suoi 64 anni di regno.

 

Francesca Galassini

 

 

Sitografia:

 

http://www.magliagioielli.com/cenni-storici/storia-del-gioiello.html?id=52

 

http://darkgothiclolita.forumcommunity.net/?t=47741666

 

http://storiadellamodafemminile.wordpress.com/…/rose-bertin-e-la-moda-moderna/