Abbigliamento femminile:

La conoscenza che si ha dell’abbigliamento femminile Maya è molto limitata, dovuto alle interpretazioni di genere sbagliate, dato che spesso capita che quando una figura femminile ha il petto coperto, viene scambiata per una figura maschile.

Secondo la testimonianza di Diego De Landa (missionario del XVI secolo), le indigene dello Yucatan erano in genere ben proporzionate, alte, brune tendente al giallo.  Si foravano il naso in prossimità  del setto nasale per collocarsi un pezzo d’ambra, considerato elegante.  Si foravano anche le orecchie per ornarle con grandi orecchini come gli uomini.

Rappresentazione della signora Sak K’uk, che indossa una cappa e una gonna decorate con una rete di pietrine di giada. Palenque, periodo Tardo Classico Disegno di Linda Schele.

La veste basilare dell’abbigliamento femminile era il huipil, capo realizzato con una o diverse tele bianche unite, era una veste rettangolare cucita lateralmente che aveva due aperture per le braccia e una rettangolare per la testa, tutte e tre le aperture erano ricamate con dei bellissimi disegni.  Ancora oggi le popolazioni indigene della regione indossano l’huipil, sicuramente molto simile a quello degli antichi tempi.  L’abbigliamento femminile era inoltre composto dal pic o corte che si trattava di una gonna che poteva essere rettangolare o tubolare, essa veniva arrotolata attorno alla vita e fermata da una fascia e veniva indossata sotto il huipil.  Il quechquemitl invece, era una camicia senza maniche simile ad una capa corta che poteva avere una forma tonda o triangolare e che spesso veniva usata sopra il huipil.

Le immagini a,b,c,d, sono esempi di tessuti pressi dai monumenti del periodo Classico; le immagini e,f,g,h, sono esempi di tessuti pressi dai murale e da la ceramica del periodo Postclàssico. Figura tratta dal libro The Ancient Maya di Sylvanus G. Morley.

Rappresentazione della faldilla femminile ripresa dal codice di Dresda.

Acconciature e copricapi:

I Maya mostrarono tutta la loro grandezza non soltanto attraverso le loro invenzioni e scoperte, ma anche attraverso il loro abbigliamento e accessori.  I loro copricapi furono fondamentali soprattutto presso le classi egemoni, dato che mentre più elaborati erano, più alto era il rango di chi lo indossava. La loro struttura era molto probabilmente di gretola o di legno intagliato con la forma della testa del giaguaro, di un uccello, di un serpente o di qualche divinità . Queste strutture potevano essere ricoperte con la pelle di giaguaro, con un tessuto fatto di piume o con pietre come la giada.

Per quanto riguarda gli accessori, gli indigeni si confezionavano collane con turchesi, giadeite, pirite e ossidiana.  Una pietra molto nominata nei testi Maya è la giada, che era il materiale più prezioso, di difficile reperibilità  e lavorazione, era il simbolo del potere, della vita.  Le collane ornamentali di grani di giadeite o di pietre verdi, erano uno degli elementi più frequentemente impiegatià dai maya come simboli di rango.

Inoltre gli indigeni comuni, portavano al collo collane fatte di conchiglie, nocciole o pietre colorate che gli servivano come moneta ed ornamento e che portavano con loro quando andavano ai mercati a commerciare.

Diverse immagini di collane e pettorali raffigurate in affreschi, statuette o giunti fino a noi

Calzature:

Per quando riguarda le calzature, i Maya  utilizzavano sandali che chiamavano xanab, realizzati con la pelle di cervo non conciata e venivano legate ai piedi mediante stringe di sisal, oppure di pelle di tapiro.  Questi sandali crescono in ornamentazione a seconda del maggior rango del personaggio che le indossa.  Sembra che le donne li usassero soltanto nei giorni festivi, mentre andavano a piedi nudi la maggior parte del tempo.

Sandali Maya: gli esempi a,b,c,d,e,f, provengono da monumenti dell’epoca classica; gli esempi g,h,i,j, provengono dei monumenti dell’epoca Post Classica. L’esempio k, indica l’antico metodo di allacciarli con due stringhe, una che passa tra il primo e il secondo dito del piede e l’altra che passa tra il terzo e il quarto dito; l’esempio l, è¨ il metodo moderno per allacciare i sandali con una sola corda che passa tra il primo e il secondo dito del piede. del piede. Silvanus G. Morley.

La predizione Maya della “fine del mondo” ci è servito di pretesto per esplorare anche se sommariamente una delle culture più affascinanti dell’America precolombiana, dove ogni individuo aveva un ruolo specifico dentro della società  e ogni classe sociale aveva i suoi segni distintivi.  Oggi, nel mondo occidentale, il contatto con la natura, il senso di comunità, il significato delle cose è cambiato, si stanno perdendo le radici; se in passato ogni cosa aveva un perché, oggi non è più cosi e lo stesso succede con l’abbigliamento, esso, salvo rare eccezioni, non caratterizza più un gruppo, un ruolo o un’dentità  specifica, ma è quasi uguale nelle diverse classi sociali e si differenzia solo perché più o meno costoso. Viviamo in una società  individualista che potrebbe imparare veramente tanto dai “cosi detti” popoli primitivi.

Ana Muraca

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