Intelligente, colta, bella, ossessionata da Maria Antonietta, fu una donna molto influente grazie a uno spiccato buon gusto ed eleganza e a uno stretto rapporto con il couturier più importante dell’epoca, la nostra icona di oggi è l’Imperatrice Eugenia.

Eugenia de Montijo, contessa spagnola nata a Granada nel 1826, dopo la morte del padre, si trasferisce a Parigi nel 1839 insieme alla madre e alla sorella.; educata all’interno dell’aristocrazia cattolica, ebbe come precettore Stendhal, da cui imparò la storia e una certa ammirazione per Napoleone e il suo regno, già avviata da suo padre che era filofrancese.

Ritratto dell’imperatrice, realizzato da Winterhalter

La contessa era destinata a far parte da quel regno che tanto ammirava, nel 1849, conobbe Luigi Napoleone Bonaparte, presidente della Repubblica Francese che ne rimasse folgorato e che le farà la corte per più di due anni finché contro il parere dei suoi consiglieri, decise di proporle matrimonio.

La cerimonia ebbe luogo il 29 gennaio del 1853 e da quel momento, Eugenia diventò il centro della mondanità e dell’interesse dei francesi, contribuendo con la propria immagine al regime imperiale. Lei, donna affascinante dagli occhi blu e dai capelli rossi (suo nonno materno era scozzese), aveva una pelle di porcellana e dei piccoli piedi, diventò subito un modello a seguire per tutte le donne dell’alta società parigina e non solo. La sua fotografia compariva spesso su giornali e riviste, e persino sui negozi d’abbigliamento in tutta Europa e in America.

 

L’imperatrice Eugenia in abito da sposa, 1953. Foto: entertainment.webshots.com

Nel 1859 avvenne un incontro molto importante tra la nuova imperatrice dei francesi e il couturier Charles Frederick Worth, che aveva recentemente aperto la sua attività e che cercava di farsi conoscere. Il tutto era stato progettato dallo stesso Worth, che inviò sua moglie principessa Pauline de Metternich, moglie del nuovo ambasciatore austriaco a Parigi, per sottoporli dei figurini di alcuni suoi modelli; Pauline li trovò semplici ma eleganti e belli e ne ordinò due: uno dei quali era destinato ad un ballo alle Tuileries. Worth aveva fatto centro, una sua creazione sarebbe stata vista dall’imperatrice; infatti, Eugenia notò il bellissimo abito della principessa e questo gli procurò un invito per andare a trovarla. L’imperatrice gli commissionò un primo abito, è rimasse talmente sodisfatta che da li a poco Worth si ritrovò a creare non solo il suo guardaroba, ma anche quello dell’alta società Parigina, diventando il più ambito couturier dell’epoca.

Questo significava un giro d’affari veramente grande se consideriamo che all’epoca una donna di quella cerchia poteva cambiare abito fino a 8 volte al giorno e che era vietato comparire a corte due volte con lo stesso abito.

 

L’imperatrice Eugenia e le sue dame di compagnia, Winterhalter

Worth però rimasse sorpreso dall’apertura che la sua più importante cliente, entrambi erano soliti riunirsi per discutere i disegni proposti da Worth; erano consapevoli che ogni mossa dell’imperatrice sarebbe stata notata e divenuta una nuova moda. A Eugenia era tutto concesso, come quando un giorno andò alle corse, uno degli eventi più importanti della stagione, senza uno scialle, cosa impensabile per una donna dell’alta società, perché non voleva coprire il bellissimo vestito che indossava; la cosa fecce scalpore, ma il giorno dopo molte signore cominciarono a uscire senza il loro scialle. Le riviste come the Godey’s Lady’s Book, riportavano ogni sua mossa, i colori che usava, le nuove forme, i nuovi stili, come il “blu imperatrice” o l’acconciatura “à l’imperatrice”.

Abito da ballo appartenuto all’imperatrice, Worth, 1866-67

Eugenia, che trovando molto scomodi i modelli degli abiti da passeggio che arrivavano fino a terra, chiede Worth di creare abiti con l’orlo più corto, fino alla caviglia che le consentissero di camminare senza nessun ingombro, tali modelli erano costituiti da una sottoveste corta e da una sopravveste drappeggiata che diventò subito una nuova moda.

Abito da passeggio 1867 dalla mostra “Impressionism and Fashion” at the Musee d’Orsay via nuescha

Né Worth né Eugenia amavano la crinolina, ma non potendo sfarsene da un momento all’altro, hanno iniziato a modificarla, fin quando nel 1868, decisero che ormai era arrivato il momento di farla tramontare imponendo una nuova silhouette che sarebbe durata per ben un decennio, dove l’abito doveva essere dritto e stretto nella parte anteriore, abbracciando la figura, e spostando tutto il volume verso la parte posteriore.

Forse è stata la stessa condizione di essere una straniera in terra dei francesi a provocare in Eugenia una tale ammirazione per Maria Antonietta, o forse è stata una curiosità morbosa per un personaggio che aveva ricoperto una carica molto simile alla sua e che era finita sotto la ghigliottina; fatto sta che Eugenia non solo indossava spesso abiti ispirati al XVIII secolo, ma anche arredava i suoi ambienti domestici e non con uno stile neoclassico e si fecce fare persino un ritratto dal noto pittore Winterhalter nelle vesti di Maria Antonietta.

Empress Eugenie of France by Franz Xaver Winterhalter 1854

A differenza di Maria Antonietta, Eugenia non era ossessionata dalla moda, mentre in pubblica rispettava l’etichetta e cercava di promuovere l’industria francese con abiti sicuramente molto lussuosi ed eleganti, ma in privato preferiva un abbigliamento più pratico e comodo.

1862, Franz Xaver Winterhalter

Sembra che l’imperatrice avesse una particolare predilezione per il colore verde, lo indossava a teatro, ai balli, all’opera, anche se all’epoca, per via di una tintura tossica verde che aveva prodotto non poche vittime, il verde fosse visto come un colore che portava sfortuna, l’influenza di Eugenia riuscì a riscattarlo, almeno parzialmente. Fu lei a indossare per prima abiti con una nuova tintura, non più tossica, che produceva dei verdi molto intensi e luminosi, chiamata verde all’aldeide. Un trucco che spesso utilizzava Eugenia, era quello di spruzzare della polvere d’oro su i suoi capelli durante gli eventi serali in modo da conferire un aspetto più luminoso e regale.

Eugenia pero, non fu solo una bella donna, ma era anche molto intelligente e con saldi principi cristiani e interferiva spesso negli affari d’estato dando consigli e suggerimenti a suo marito che la ascoltava volentieri; cosa che le recò la nemicizia e gli attacchi di molti.

Il regno di Eugenia finì intorno al 1870, quando il secondo impero francese crollò a causa della sconfitta subita dalla Francia nella guerra Franco Prussiana, la coppia insieme al loro unico figlio, furono esiliati in Inghilterra dove furono molto ben accolti dalla regina Vittoria e dalla sua famiglia. Gli anni d’oro erano finiti e loro continuarono a vivere la loro vita come ricchi borghesi.

Eugenia si dimostrò una grande amministratrice e nonostante la morte prima di suo marito nel 1873 e quella di suo figlio nel 1879, lei continuò a essere una donna molto amata tra i reali Europei instaurando grandi amicizie con la regina Vittoria, la regina Alexandra e la stessa Sissi con cui condivideva il dolore per un figlio scomparso.

La sua lunga e intensa vita si spense nel 1920, a 94 anni di età.

 

Ana Muraca

In copertina, illustrazione di Alice Negri

 

Bibliografia e sitografia:

Pastoureau Michel, “Verde, storia di un colore”, edizioni Ponte alle Grazie, 2013.

Morini Enrica, “Storia della Moda dal XVIII al XXI secolo, Editore Skira, 2017.

http://www.independent.co.uk/life-style/fashion/features/impress-of-an-empress-the-influence-of-eug-nie-on-luxury-style-is-still-felt-today-8824515.html

https://www.napoleon.org/en/history-of-the-two-empires/articles/charles-frederick-worth-the-empress-eugenie-and-the-invention-of-haute-couture/

https://hampshireculturaltrust.org.uk/content/empress-eugenie-and-fashion

https://www.cairn.info/revue-napoleonica-la-revue-2011-2-page-183.htm

The Fashion Empire of Charles Worth