Le icone di mode sono il prodotto della massificazione dei mezzi di comunicazione come i giornali, le riviste, le cartoline, ma anche di altri mezzi espressivi come il cinema, e la fotografia.  Per la nostra nuova sezione “Icone di Moda” vi presentiamo quella che molto probabilmente è stata la prima, colei che con la sua bellezza ha conquistato sovrani, pittori e scultori, ma anche l’uomo e la donna comune del suo tempo:  Cléo de Mérode.Non vi dovette stupire se il nome non vi dice niente, stiamo parlando di una donna nata nel 1875, forse è ormai un’icona dimenticata, ma vale la pena dare una spolveratina alla sua immagine per capire com’è nato il fenomeno e quali sono stati i suoi veicoli.

Appartenenti a una nobile famiglia del Belgio, Cléopatra Diane de Mérode nacque a Parigi e alla tenera età di tre anni possa per il fotografo Felix Nadar, presagendo il suo fortunatissimo rapporto con lo strumento fotografico.  A otto anni inizia a studiare danza e presto ne divenne una ballerina professionista legata all’Operà di Parigi, ma a renderla speciale e famosa non furono le sue doti da ballerina, bensì la sua bellezza. 

Cleo nel 1890

Fotografia di Leopold Reutlinger

Il candore del suo volto, lo sguardo un po’ innocente ma molto seducente, i suoi tratti delicati e il suo portamento regale, l’hanno convertita in un fenomeno senza precedenti.  C’erano però tre caratteristiche della sua immagine che influirono nella moda dell’epoca e che la rendevano facilmente riconoscibile: La prima era una catenella sottile che girava più volte intorno al delicato e lungo collo e che indossava sempre, la seconda era il vitino da vespa, e la terza, quello che davvero la caratterizzava era il modo in cui portava i suoi lunghi capelli oscuri, sempre divisi a metà e spesso raccolti all’indietro in basso coprendo anche le orecchie, mentre la moda indicava acconciature più voluminose, capelli cotonati e raccolti in alto.

Questa donna vittima di pettegolezzi e maldicenze come il presunto rapporto con il re Leopoldo II del Belgio, ha saputo gestire la sua carriera e portarla a un altissimo livello fino a perdere il controllo della sua stessa immagine che ormai compariva dappertutto con o senza il suo permesso. La sua figura compare in tutta una serie di oggetti prodotti in massa, dalle scatole di sigarette alle cartoline e alle carte da gioco.

Ad un certo punto della sua carriera di ballerina, decide lavorare per il famosissimo Folies Bèrgere, il cabaret più popolare della Belle Époque e nonostante il rischio di ballare fuori dai confini dell’Opera, le sue esibizioni ebbero un successo clamoroso aumentando ancora di più la sua fama e conquistando un pubblico più ampio.

La sua bellezza ha inspirato artisti come Tolouse-Lautrec, Gustav Klimt, Charles Puyo, Alfred Muller e Alexandre Falguière, fu fotografata indossando abiti di Doucet, Paquin e Poiret, fu considerata la donna più bella ed elegante della sua epoca, un vero e proprio modello a seguire.

Scultura di Falguiere 1896

Disegni di Cleo realizzato da Einar Nerman

Boldini, rittrato di Cleo

Clèo indossando in vestito di Doucet

Cléo continuò a ballare fino agli anni 20 del 900, dopo di che si ritirò nella sua casa di Biarritz, nel 1955 pubblicò le sue memorie con il titolo “Le Ballet de ma vie” e qualche anno prima di morire nel 1966 fu per l’ultima volta fotografata da Cecil Beaton, e nonostante i sui quasi 90 anni era ancora una donna affascinante.

 

Ana Muraca