Nel suo sangue non scorreva sangue reale ma molti la chiamavano comunque Principessa, era una donna senza filtri e faceva e diceva quello che pensava senza preoccuparsi delle apparenze e questo suo atteggiamento libero e disinibito insieme al suo cognome, presto la fecero diventare un icona di moda.

Si tratta di Alice Roosevelt Longworth, figlia del presidente americano Theodore Roosevelt, nata nel 1884, sua madre morì solo due giorni dopo la sua nascita; suo padre straziato dal dolore l’affidò alle cure di sua sorella Anna, meglio conosciuta come Bamie, finchè due anni più tardi non si risposò con una amica d’infanzia, Edith Kermit Carow, riprendendo con sè sua figlia.

Foto: historyhustle.com

Theodore e sua moglie Edith allevarono la piccola Alice insieme ad altri cinque figli avuti durante il matrimonio; ma nonostante la vicinanza dei due, Theodore non era ancora riuscito a superare la morte della sua prima moglie, Alice Hathaway Lee Roosevelt, donna bellissima morta a soli 22 anni. Edith litigava spesso con Alice per via delle numerose critiche che Edith faceva verso la defunta, forse in preda alla gelosia e questo le fece allontanare sempre di più; così Alice crebbe come una ragazza molto indipendente, estroversa e persino sfacciata e se a queste componente aggiungiamo le lunghe assenze di suo padre e la sovrabbondanza di regali per ricompensarla … con ciò si può meglio definire la sua personalità esplosiva.

Alice infrangeva spesso le regole in un’era in cui le donne erano sottoposte a forti pressioni per conformarsi, molto prima delle flapper degli anni venti, inoltre fumava sigarette in pubblico, viaggiava in auto con uomini senza un chaperon, rimaneva fuori sino a tardi, aveva persino un serpente domestico di nome Emily Spinach (Emily dopo la sua zia zitella e Spinaci per il suo colore verde) alla Casa Bianca, una donna dai mille vizi a cui non mancava neanche la voglia delle scommesse.

Illustrazione Alice Negri http://alicenegri.altervista.org/index.php/

Quando nel 1901, dopo l’assassinio del presidente William McKinley, suo padre assunse l’incarico come presidente degli Stati Uniti, Alice diventò repentinamente una celebrità a soli 17 anni.  Un anno dopo, al suo debutto in società, Alice indosso un abito blu e in poco tempo arrivò la moda del blu, dell’ Alice blu, come veniva chiamata quella tonalità.

Alice nel 1902 al suo debutto, Foto: humanitiestexas.com

Alice portava sempre i capelli raccolti all’insu in modo sciolto e un cappello a tesa larga, com’era la moda dell’epoca.  Divenne un’icona non solo per essere la figlia del presidente ma per il suo atteggiamento da duro che spesso scioccava e sconvolgeva tutti al suo passaggio.

Nel 1905 il padre, imbarazzato dal comportamento forte e spregiudicato, la mandò in missione diplomatica insieme al segretario della difesa William Howard Taft, nella famosa “Crociera Imperiale”, dove la giovane ragazza non si risparmiò: fece spesse folli, presenzio incontri di wrestling e ricevette anche una proposta di matrimonio, si narra che un giorno si butto vestita con abito elegante nella piscina.

Alice nel 1905 durante la crociera Imperiale, Foto di: Burr McIntosh
The Alice Roosevelt Longworth Collection of Photographs from the 1905 Taft Mission to Asia, 1905, Smithsonian Institution, Freer Gallery of Art and Arthur M. Sackler Gallery Archives

L’anno seguente, Alice sposava in grande stile Nicholas Longworth, un membro del Congresso dell’Ohio che condivideva poco con lei oltre all’interesse per la politica repubblicana, un bevitore e un playboy più grande di lei di quattordici anni. Al matrimonio dell’anno, partecipato oltre un migliaio di ospiti con molte persone riunite fuori sperando di dare un’occhiata alla sposa. Alice non indossò il tradizionale abito bianco, bensì un meraviglioso abito in pizzo blu e diede spettacolo tagliando la torta nuziale con una spada (presa in prestito da un aiutante militare che frequentava il ricevimento). Subito dopo il matrimonio, la coppia partì per il viaggio di nozze a Cuba.

!906, Alice e Nicholas al loro matrimonio

Purtroppo la loro vita insieme fu tutt’altro che da favola: Longworth si guadagnò rapidamente il disprezzo della moglie, mentre lei si opponeva pubblicamente alla carriera politica per appoggiare suo padre.  Nonostante ciò rimasero sposati fino alla morte di lui nel 1931, Alice finì per avere diverse storie con altrettanti uomini politici di rilievo dell’epoca, in particolare una con il senatore William Borah che risulta essere il vero padre della sua unica figlia: Paulina Longworth.

Alice Roosevelt by Frances Benjamin Johnston

Paulina morì per un’overdose di sonniferi nel 1957, lasciando completamente orfana sua figlia Joanna, che fu adottata da una Alice un po’ più ammorbidita dall’età e che l’allevò fino alla sua morte nel 1980.

Alice fu famosa anche per frasi come:

* Ho una filosofia semplice: riempi ciò che è vuoto. Svuota ciò che è pieno.

* Gratta dove ti prude.

* Se non hai niente di carino da dire su nessuno, vieni a sederti vicino a me.

* Mio padre voleva sempre essere il cadavere di ogni funerale, la sposa di ogni matrimonio e il bambino di ogni battesimo.

* La mia specialità è la malevolenza distaccata

* Non puoi soddisfare tutti, quindi inizia da te.

Alice si sentiva una donna libera dalle convenzioni sociali, dai doveri da donna, da moglie e da figlia; faceva quello che sentiva e diceva quello che pensava senza preoccuparsi minimamente per quello che potevano pensare gli altri e benché questa libertà provenisse dal suo status sociale, dalla sua indipendenza finanziaria e da un doversi prendere cura di se stessa fin dalla prima infanzia; la sua storia ci insegna a essere noi stessi nonostante tutto.

Ana Muraca

Bibliografia:

 

https://sites.google.com/site/studyinfashionhistory/home/the-1800s/the-house-of-worth

https://www.dunamisofshe.com/blog/2017/6/1/lesson-seven