Per la nostra rubrica icone di moda, oggi vi presentiamo una donna il cui fascino ed esotismo ha conquistato non solo Hollywood, ma anche il cuore di un’altra icona, Rodolfo Valentino.

Stiamo parlando di Winifred Kimball Shaughnessy, meglio conosciuta come Natacha Rambova.

Nonostante il suo nome indichi una provenienza russa, Natacha è nata negli Stati Uniti a Salt Lake City, il 19 gennaio del 1897. In giovane età, sua madre e suo patrigno, il ricco industriale di cosmetici Richard Hudnut, la inviarono a studiare in Europa, dove sviluppo l’amore per la storia, il disegno, la cultura contemporanea e la danza, la sua grande passione. Durante il suo lungo soggiorno europeo, Winifred fu influenzata dall’ondata di orientalismo dei primi decenni del 900, con Serge Diaghileve e i balletti russi, Anna Pavlova e le collezioni di Poiret; ad aumentare il fascino che la Russia esercitava in lei fu la sua relazione amorosa con il ballerino Theodore Kosloff che la portò non solo a cambiare il suo nome in Natacha Rambova, ma anche ad intraprendere una breve carriera come ballerina, tornando in patria e diventando la costumista della sua troup di ballerini.

January 1924 issue of Photoplay magazine

 

Quando nel 1917 Kosloff fu chiamato a recitare a Hollywood, la portò con sé; lì conobbe Alla Nazimova, una delle attrici più famose dell’epoca chi la mise a lavorare come costumista e direttore creativo. Le sue opere più famose furono “La signora delle camelie” del 1921 e Salome, del 1923.

Alla Nazimova nel film ““La signora delle camelie” del 1921

Alla Nazimova in SALOME. Costume design by Natasha Rambova, 1923

Fu proprio sul set di “La signora delle camelie”, che la promettente Natacha conobbe il famoso Rodolfo Valentino iniziando una storia d’amore; i due si sposarono nel 1922 diventando i protagonisti di un grande scandalo che vedeva Valentino incriminato per bigamia grazie a una legge americana che vietava di risposarsi prima di un anno della separazione, il divorzio di Valentino dalla sua prima moglie Jean Acker non risultava ancora effettivo.

Ma da questo momento in poi, la Rambova e Valentino compariranno continuamente sui giornali e riviste, la loro vita privata divenne di grande interesse per il pubblico dando sempre più notorietà a Valentino e affermando la posizione della Rambova a Hollywood.

Natacha Rambova & Rudolph Valentino.

Sin da quando Natacha iniziò a lavorare a Hollywood, si fece notare per la sua forte e a volte prepotente personalità e ora che era diventata la moglie del attore più desiderato, pretendeva di avere il controllo assoluto sulla carriera del marito e all’inizio ci riuscì, ma quando la United Artists subentra alla Paramount nella produzione dei film di Valentino, Natacha viene completamente esclusa e nel 1926, i due divorziano.

TANGO Rudolph Valentino & Natasha Valentino 1923 Photo James Abbe

Dopo la storia con Valentino, la Rambova decide di lasciare Hollywood e intraprendere una nuova carriera come disegnatrice di moda, aprendo nel 1928 uno studio dove disegnava abbigliamento da sera e da giorno, copri abiti, accessori e gioielli che riflettevano le sue esperienze a hollywood, con quel tocco di esotismo che l’aveva sempre caratterizzata e che attraeva tra le sue clienti donne dello spettacolo, eccentriche per natura, come Mercedes de Acosta e Mae Murray e qualche aristocratica come la baronessa Williamina De Schauensee.

Natacha Rambova dresses in the collection of Phoenix Art Museum

Natacha Rambova dresses in the collection of Phoenix Art Museum

Natacha Rambova dresses in the collection of Phoenix Art Museum

I suoi abiti erano anche permeati dalla sua passione per la storia e per quello che avveniva intorno a lei come l’uso del colore che molto probabilmente presse da Poiret o l’interesse per le figure geometriche di sicura matrice cubista, in particolare i triangoli usati come inserti nelle gonne e nella parte del busto com’era la moda dell’epoca (Vionnet, Callot Soeurs, Sonia Dalaunay).

Abito di Natacha Rambova, 1929 Met museum

Contraria alla tendenza del momento, lei preferiva le gonne e gli abiti lunghi come lei stessa indossava. Si dice cha abbia lanciato anche una linea di cosmetici e un profumo, ma non ci sono molte prove al riguardo.  La grande depressione portò con sé non poche difficoltà al settore della moda e allo studio di Natacha che nonostante gli sforzi dovete chiudere le porte tra il 1931 e il 1932.

Natacha Rambova (American, 1897-1966) Dress and Belt, 1928-1931 Silk velvet

Ma la storia della nostra intrepida e poliedrica icona non finisce qui; con 35 anni alle spalle e sola, decide di andare a vivere in Europa, a Palma di Maiorca, dove sposò a Don Alvaro De Ursatz un nobile spagnolo con cui iniziò a collezionare oggetti di antiche culture e dando sfogo alla sua creatività, iniziò a scrivere libri di svariati temi come lo yoga, il misticismo, l’egittologia.

Più di trent’anni dopo, nel 1966, alla sua morte, era diventata una riconosciuta collezionista di arte egiziana e un’apprezzata archeologa.

Illustrazione: Alice Negri http://alicenegri.altervista.org/index.php/

Lo stile:

Per capire a pieno il suo ruolo come icona di moda degli anni 20, bisogna sapere il contesto storico del periodo; erano anni molto movimentati dove il ruolo della donna stava cambiando, dalle languide ragazze dai capelli lunghi, si profilavano le donne, sicure di se, autosufficienti, che non avevano paura di mostrare la loro forza e grandezza.

Winifred Kimball Shaughnessy, appartenne a questa seconda categoria, ma a differenza delle altre, non seguì la strada già battuta, non tagliò i suoi capelli alla garçonne e non seguì pienamente la moda del suo tempo, ma si creò una nuova identità, adotto un nome russo, intreccio e arrotolo i suoi lunghi capelli e assunse un atteggiamento da diva senza esserlo.

La sua maschera da donna esotica, boema e sofisticata, la ritroviamo in fotografie, cartoline, riviste e illustrazioni.

Espresse Il suo genio creativo in ogni campo, reinventò l’immagine di Valentino, rendendola ancora più desiderabile e ambigua, creò abiti che anche se non brillassero per la loro originalità, erano un riflesso della sua personalità e gusto personale e infine si dedicò all’antropologia e al collezionismo, che la portarono a viaggiare e a scrivere.

 

Ana Muraca

Illustrazioni di Alice Negri : http://alicenegri.altervista.org/index.php/

Bibliografia – Sitografia:

Violent & Definite: Natacha Rambova & her Fashion Designs, Text Heather A. Vaughan

https://it.wikipedia.org/wiki/Natacha_Rambova

Picturing Natacha Rambova: Design and Celebrity Performance in the 1920s

http://prettycleverfilms.com/costume-design-film-fashion/natacha-rambova-overshadowed-style/#.WBNSDHskKmQ