Caratteristico delle flapper degli anni venti, il bob è insieme all’accorciamento della gonna, l’abolizione del corsetto e la semplificazione dell’abbigliamento, un segno inequivocabile di libertà.  Molte donne tagliarono i propri capelli cercando di lasciarsi alle spalle il lungo e pesante passato di costrizioni e privazioni dei propri diritti, per prendere piena coscienza di sé e farsi valere.

Per secoli, i lunghi capelli delle donne furono un marchio di femminilità, è noto come le donne inventarono numerose metodi e trucchi per avere splendidi capelli, come la stessa principessa Sissi, cosi fiera e ossessionata dai suoi lunghissimi capelli da dedicare loro una intera giornata per lavarli con tuorli d’uovo e cognac.

Principessa Sissi

Principessa Sissi

L’ingresso delle donne all’educazione superiore e alle professioni tradizionalmente maschili, inizio durante gli anni novanta dell’800, e già allora si vide il primo bob, quello dell’attrice francese Polaire, ma ancora i tempi non erano maturi e il gesto di tagliarsi i capelli fu visto come volgare e non ebbe seguito; nel 1908 Poiret decise di far tagliare i capelli alle modelle per la presentazione della sua collezioni a Parigi; l’anno successivo, arrivò Antoine, un parrucchiere polacco molto noto nell’alta società parigina per le sue doti, che tagliò i capelli dell’attrice Eve Lavalliere alla quale seguirono altre attrici.

Antoine de Paris, foto dal sito: http://www.expatica.com/fr

Antoine de Paris, foto dal sito: http://www.expatica.com/fr

La guerra accelerò il processo di cambiamento, giacché furono le donne a svolgere lavori maschili e si occuparono completamente dalle loro famiglie e questo richiedeva un abbigliamento più semplice e comodo, ma anche un nuovo taglio di capelli, più pratico e facile da portare e che evitasse che le lunghe chiome finissero impigliate in qualche macchinario industriale, come effettivamente era successo.

Donne che si fanno il bob dal barbiere nel 1920, foto dal sito: http://www.smithsonianmag.com

Donne che si fanno il bob dal barbiere nel 1920, foto dal sito: http://www.smithsonianmag.com

Un’altra donna che popolarizzò il bob nel 1914, fu la ballerina Irene Castle, che in coppia con il marito fece spettacoli in tutta Europa e in America; fu lei stessa a raccontare che dovendo affrontare un’operazione di appendicite e volendo evitare che qualcun altro dovesse pettinare i suoi lunghi capelli, decise di accorciarseli in un bob.  Fu lei a rendere finalmente accettabile e rispettabile il bob, almeno in America.

Vernon e Irene Castle, foto dal sito: http://vintagedancer.com

Anche il cinema contribuì notevolmente alla diffusione del bob, nel 1916 esce nelle sale cinematografiche il film “Joan The Woman”, che raccontava la storia di Giovanna d’Arco, con Geraldine Farrar che mostrava i suoi capelli accorciati in un bob, diventando il sogno dei soldati durante la prima guerra mondiale; e nel 1917 fu il turno del film Cleopatra, con Theda Bara, in cui anche lei mostrava i suoi capelli corti.

Locandina del film "Joan-the-Woman" del 1916, fotografia dal sito: movieworld.ws

Locandina del film “Joan-the-Woman” del 1916, fotografia dal sito: movieworld.ws

La stessa Gabrielle Chanel cambiò radicalmente look nel 1916 adottando la moda dei capelli corti ormai molto diffusa nel mondo bohemien.

Fotografia di Gabriele Chanel, foto dal sito: pleasurephotoroom.wordpress.com

Fotografia di Gabriele Chanel, foto dal sito: pleasurephotoroom.wordpress.com

Dopo la guerra, le donne avevano raggiunto il diritto al voto, erano economicamente indipendenti ed emancipate; i tempi erano finalmente maturi e i lunghi e femminili capelli divennero un simbolo del passato, dell’oppressione, mentre i capelli corti rappresentavano l’indipendenza e la parità dei sessi.

Non tutti i bob erano uguali, alcuni erano più severi e corti come il “shingle bob” o l’”Eton crop”, i preferiti dalle flapper che volevano chiamare l’attenzione somigliando il più possibile a un uomo con questi tagli molto maschili ( come Josephine Baker e Louise Brooks), mentre altri erano più lunghi e femminili.

I diversi stili di bob, fotografia dal sito: Vintagedancer.com

I diversi stili di bob, fotografia dal sito: Vintagedancer.com

1925 Louise Brooks, foto dal sito: deedoolife.blogspot.com

1925 Louise Brooks, foto dal sito: deedoolife.blogspot.com

Josephine Baker, 1928-1930, fotografia dal sito: www.huffingtonpost.com

Josephine Baker, 1928-1930, fotografia dal sito: www.huffingtonpost.com

Oggi, può sembrare banale la domanda (faccio il bob o no?) ma all’epoca era una questione fondamentale che fu ampiamente discussa su giornali e riviste; essa definiva non chi sei, ma chi volevi essere, una donna che continua con la tradizione, che rispetta le regole o una donna che vuole assaggiare la libertà, che non è più disposta a seguire imposizioni.

Immagine di ragazza per bene negli anni 20, fotografia dal sito: losclaustros.blogspot.ie

Immagine di ragazza per bene negli anni 20, fotografia dal sito: losclaustros.blogspot.ie

Zelda Sayre Fitzgerald (1900 - 1948), fotografia dal sito: under-cloudy-sky.blogspot.co.uk

Zelda Sayre Fitzgerald (1900 – 1948), fotografia dal sito: under-cloudy-sky.blogspot.co.uk

Anche se la questione poteva non essere così drastica, molte donne sommerse dall’indecisione, optavano per soluzioni temporanee come quella di raccogliere i capelli in modo da emulare il bob; uno stile molto famoso all’epoca fu quello che prevedeva di dividere i capelli e raccoglierli come se fossero un paio di cuffie sopra le orecchie, tale stile fu conosciuto come “earphones” e fu molto popolare all’inizio degli anni venti per poi essere dimenticato a metà del decennio. (foto di Natacha Rambova su pinterest). Un’altra soluzione fu quella di utilizzare dei posticci o una parrucca.

Natacha Rambova, foto dal sito: classicfilmheroines.tumblr.com

Natacha Rambova, foto dal sito: classicfilmheroines.tumblr.com

Con l’arrivo del 1929 e la caduta della borsa tutto cambiò, nell’area si sentiva la crisi e l’ormai inevitabile mutamento dei tempi, le donne iniziarono a lasciar crescere  i loro capelli dando vita al nuovo stile degli anni trenta.

 

Ana Muraca

Sitografia:

https://books.google.it/books?id=p3Du-PlmugEC&pg=PA66&lpg=PA66&dq=Eve+Lavalliere+bob&source=bl&ots=zLPRMlV013&sig=ZGQlLQD6oUFHXsm6ZX4CGsHu0YE&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwje3YDRtqLLAhVE_Q4KHaShCG8Q6AEIPzAI#v=onepage&q=Eve%20Lavalliere%20bob&f=false

In Copertina: Gerda Wegener ( la moglie di Einar Wegener, del film “The Danish Girl“)-  Fantasio – 1925 – Cheveux Courts.