Iniziamo una nuova ondata di post, questa volta sul cinema muto, e questo grazie ad alcuni film che sono usciti di recente come Hugo Cabret, di Martin Scorsese, che parla del genio creativo di Georges Mèliès, uno dei primi cineasti e pioniere del genere di fantascienza; “The Artist”, di Michel Hazanavicius, che tratta una storia d’amore a fine anni 20 tra un divo del cinema muto e un’aspirante attrice. Questi due film, usciti nel 2011, sono un omaggio agli origini del cinema e ad un epoca che nonostante la scarsità  di mezzi, si distingue per la sua fantasia e originalità .

Il cinema nacque alla fine dell’800 grazie ai fratelli Louise-Jaen e August Lumière inventori del  proiettore cinematografo.  I loro primi filmati  si limitavano a registrare brevi fatti di cronaca, ma diedero il via a tutta una serie di sperimentazioni delle potenzialità  del nuovo mezzo espressivo.

Il primo post che vi propongo è sui costumi realizzati per il cinema muto che a differenza di ciò che si può pensare, erano creati seguendo particolari richieste del mezzo.  I film muti, essendo appunto muti, dovevano trovare altri mezzi di espressione, per essere capiti, perciò, ogni proiezione di questi film veniva accompagnata sia da musica dal vivo (poteva essere un pianista o perfino un’intera orchestra), sia da un narratore o imbonitore, presente in sala durante le proiezioni.

Un altro modo di dare una maggiore espressione era attraverso la mimica facciale, gli attori dovevano esagerare le loro espressioni e l’azione corporea, questo, soprattutto all’inizio, quando l’obbiettivo dei film era quello di stupire gli spettatori tramite effetti speciali, o con brevi scene senza un senso sequenziale dove appunto era necessario questa gestualità  esagerata.  Con il tempo, molti registi iniziarono a sostituire queste forzature con una recitazione più naturale dove i primi piani evidenziavano alcuni dettagli, stati d’animo o altro, rendendo la storia più chiara e semplice inoltre si iniziava a sviluppare una vera e propia narrazione filmica. Alcuni esempi di questi primi film sono : i primi filmati dei fratelli Lumière del 1895 (Francia), “Frankenstein“, del  1910 di Searle Dawley (Stati Uniti), “Lo studente di Praga“ di Stellan Rye, del 1913 (Germania), “Cenere“ di Febo Mari del 1916 (Italia).

I primi costumi cinematografici:

La nascente industria cinematografica, cercava di realizzare dei film con un budget limitato; pagare la pellicola, gli attori, lo studio, realizzare le scene, i montaggi, ecc, erano cose molto dispendiose e non rimaneva molto per i costumi; cosi, erano gli stessi attori che portavano sul set parte del loro stesso guardaroba, a seconda del personaggio che dovevano interpretare e migliori costumi significavano migliori ruoli.  I primi “reparti costume” si crearono mettendo insieme diversi capi in un luogo comune, dove ogni attore poteva scegliere quello che considerava più adatto al proprio personaggio, perciò non ci stupisce trovare uno stesso vestito, cappello, camicia, ecc in tanti film diversi.

A evidenziare questo momento abbiamo la testimonianza del grandissimo del cinema muto Charlie Chaplin, che per la creazione del suo personaggio “Il Vagabondo” uscito nelle sale nel 1914, cosi ci racconta nella sua autobiografia, il suo percorso:

“On the way to the wardrobe I thought I would dress in baggy pants, big shoes, a cane and a derby hat. I wanted everything to be a contradiction: the pants baggy, the coat tight, the hat small and the shoes large. I was undecided whether to look old or young, but remembering Sennett had expected me to be a much older man, I added a small moustache, which I reasoned, would add age without hiding my expression. I had no idea of the character. But the moment I was dressed, the clothes and the makeup made me feel the person he was. I began to know him, and by the time I walked on stage he was fully born.”

“Andando verso il guardaroba, ho pensato di indossare dei pantaloni larghi, scarpe grandi, un bastone e un cappello derby. Volevo che tutto fosse una contraddizione: i pantaloni larghi, il cappotto stretto, il piccolo cappello e le scarpe di grandi dimensioni. Ero indeciso se sembrare vecchio o giovane, ma ricordando Sennett, egli si aspettava che io fossi un uomo molto più vecchio,cosi, ho aggiunto un paio di baffetti, che pensavo potessero aggiungermi  e, senza nascondere la mia espressione. Non avevo idea del personaggio. Ma nel momento in cui ero vestito, il costume e il trucco, mi fecero sentire la persona che lui era.  Ho iniziato a conoscerlo e per il momento in cui ho calcato lo scenario, cosi ero nato. ”

In queste parole, possiamo vedere l’importanza che aveva per alcuni personaggi il loro costume, senza di essi, l’attore non poteva entrare nel personaggio, perche erano quei capi troppo grandi o troppo piccoli che lo facevano sentire veramente come un vagabondo.

Infatti, spesso i costumi erano utilizzati per evidenziare certe caratteristiche del personaggio, poteva essere una tonalità , una forma o un determinato tipo d’abbigliamento a far capire al pubblico il carattere del personaggio che avevano davanti; un altro esempio di questo è nel genere western, Tom Mix, chi aveva rappresentato un cowboy buono alla difesa dei più deboli, immancabilmente vestito di bianco, un contrapposizione ai suoi nemici vestiti di nero, creando questa antitesi tra buoni (con uno spirito pulito, bianco) e i cattivi (con brute intenzioni, macchiati di nero).

George Méliès per esempio, conferiva una grandissima importanza ai costumi, la sua casa di produzione cinematografica, la Star Film, possedeva un magazzino con più di 10.000 costumi, e tutto ciò che serviva ad accompagnarli, come parrucche, gioielli, armi, scarpe, cappelli, e altri oggetti appositamente realizzati.  Dato che in questo periodo i film erano in bianco e nero, spesso le pellicole venivano colorate a mano, ma per avere un certo controllo sul risultato, tanto i costumi come i set, erano colorati nelle diverse tonalità  di grigio a seconda della natura dell’oggetto.  Tutti gli accessori erano realizzati appositamente in legno, tela, cartone, pasta, argilla modellata o presi in prestito da oggetti reali del mondo quotidiano. Tra i titoli più famosi ” Le voyage dans la lune” del 1902 e “Le royaume des Fées” del 1903.

Un altro esempio dei costumi in questi primi anni del cinema, sono quelli realizzati dalla Western Costume Company, società creata nel 1912 da LL Burns, chi iniziò come commerciante di prodotti indiani, ma vedendo una grossa opportunità , si stabilì a Hollywood.  Un giorno, vide degli attori vestiti in modo incongruente per interpretare il ruolo degli indiani, andò a lamentarsi della scelta improponibile di quei costumi con quello che sembrava a capo del film; si trattava del regista e attore William S. Hart, chi iniziava a comprendere l’importanza dei costumi nei film, in particolare in quelli storici; così, una volta ascoltato Burns, lo ingaggiò per vestire gli indiani. Dopo questo momento, la Western verrà  chiamata da altri registi ad occuparsene dei costumi, crescendo in fretta e diventando una delle prime compagnie a farlo.  Saranno loro a realizzare i costumi per pellicole importantissime come quella di D.W. Griffith “Birth of a Nation” (per la quale la Western realizzerà  tutte le divise della guerra civile), tutti i film prodotti da Douglas Fairbanks e Charlie Chaplin; vestiranno a Lillian Gish in “Orphans of the Storm, e a Valentino in “The Sheik”, tra tanti altri.

Abbiamo visto come man mano  che il cinema evolve nella tecnica e nei mezzi, i produttori e registri si accorgono dell’importanza espressiva che hanno i costumi, essi cominciano a essere visti come parte integrante dei film.  Anche se il loro riconoscimento avverrà  più tardi (come lo vedremmo nel seguente post), è li, che nasce tutta un’industria che ci porterà  ai grandi divi degli anni 30.

Ana Muraca