Famoso per le sue sperimentazioni con forme, trame e materiali nuovi, lo stile di Andrè Perugia dominò il mondo delle calzature di lusso negli anni ’20 e ’30 del Novecento e i suoi modelli restano tra i più innovativi e sperimentali che siano mai stati creati per la moda femminile.

Figlio di un ciabattino, veniva da un ambiente diametralmente opposto al mondo elitario della haute couture, anche se fu in quell’ambiente che si fece un nome negli anni ’30, disegnando scarpe per Jacques Fath, Edward Molyneaux e la maison Schiapparelli.

Nativo della Toscana, Perugia lavorò come apprendista presso la bottega che il padre aveva aperto a Nizza, dove si era trasferito con la famiglia agli inizi del Novecento, e all’età di sedici anni ne rilevò l’eredità. Nizza era una rinomata località balneare, dove il bel mondo parigino si ritrovava per trascorrere le estati oziando e sperperando fortune nei numerosi casinò che popolavano la costa. Perugia capì che quello era il pubblico perfetto per le sue calzature e convinse il proprietario di uno degli alberghi più esclusivi della città a riservagli una delle sue vetrine per mettere in mostra le sue scarpe.

Non solo riuscì ad attirare l’attenzione del pubblico femminile, ma, nel 1914, i suoi modelli attirarono anche l’attenzione di Paul Poiret, che da quel momento prese il giovane Andrè sotto la sua ala protettrice, invitandolo a presentare le sue creazioni nell’atelier che aveva a Parigi, offrendogli così la possibilità di entrare in contatto con una clientela più ricca e raffinata. Tuttavia, questo brillante inizio di una carriera potenzialmente lucrativa fu interrotto bruscamente dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, durante la quale Perugia fu precettato per lavorare in una fabbrica di aeroplani. La svolta apparentemente negativa presa dagli eventi si sarebbe rivelata al contrario enormemente utile per lo sviluppo del suo senso estetico. Circondato da macchinari militari, Perugia fu introdotto a tecniche ingegneristiche che avrebbero trasformato le sue idee in materia di design e lo avrebbero portato a sviluppare una serie di prototipi di tacchi aerodinamici in lega leggera, che anticipavano il tacco a spillo degli anni ’50. Per lui la progettazione di un modello di scarpa era tutta incentrata sulla precisione; come disse lui stesso:”un paio di scarpe deve essere perfetto come un’equazione matematica, e regolato al millimetro, come un sofisticato meccanismo”.

1922, Andrè Perugia al “Los Angeles County Museum of Art”

Andrè Perugia cominciò a farsi un certo nome negli anni ’20, dopo aver aperto un negozio sulla Rue du Fauborg Saint-Honorè nel 1921, creando modelli per stelle del cinema come Pola Negri e Gloria Swanson, per le quali il suo tacco di merletto nero divenne una sorta di segno distintivo. Lo stilista continuò anche la collaborazione con Poiret e nel 1924 creò il modello “Le Bal”, un fantasioso paio di scarpe che celebrava la nota passione di Poiret per i ricevimenti. Ogni scarpa era ornata con pesanti ricami e aveva un motivo centrale ottenuto con un fitto mosaico di granelli di pietre dure che raffigurava, su una scarpa, il ritratto di Poiret, e sull’altra quello di Denise, sua moglie e musa.

 

“Le Bal”, disegno Paul Poiret, realizzazione Andrè Perugia, 1924, al Met museum

Ad ogni stagione, Perugia faceva di tutto per conquistarsi l’onore delle cronache mondane con qualche stravagante modello sperimentale, ma si trattava di pezzi unici. Il resto del tempo lo impiegava a creare modelli eleganti di uso corrente, che seguivano i dettami del momento, realizzati però con la massima cura dei dettagli. Così negli anni ’20, le sue collezioni erano ispirate alla moda imperante delle scarpe dècolletè con cinturino singolo o a squadra, in una gamma di tinte straordinarie come il bronzo brunito o l’oro metallizzato.

André Perugio 1928-29 al Met museum

 

La sua fama era dovuta anche  all’uso di materiali esotici pregiati: crine di cavallo nero brillante, antilope, pelle di serpente dai riflessi brillanti, camoscio color porpora, capretto dorato o coccodrillo perlaceo e perfino lama peruviano. La sua abilità stava nel mettere assieme materiali diversi, come per esempio raso color champagne e broccato metallizzato, o vitello dorato, velluto….Anche le chiusure venivano curate in ogni dettaglio: le fibbie erano magnificamente lavorate o smaltate e i bottoni laterali erano dorati e avevano la forma di boccioli di rosa in miniatura.

1931 Andrè Perugia

Ciò che distingueva Perugia dai suoi predecessori come Yanturni o Pinet era il fatto che, grazie alla sua esperienza ingegneristica, fu il primo a capire l’ergonomia di una scarpa. Come gli altri, anche Perugia aveva l’abitudine di prendere il calco di gesso del cliente, con le relative misure, ma per lui il compito più affascinante era quello di calcolare il rapporto tra la scarpa e il tacco, e il modo in cui il peso era distribuito lungo il corpo e sul piede. Per lui la funzionalità, il rapporto tra la forma della scarpa e il giusto equilibrio del tacco erano più importanti di qualsiasi moda.

Andrè Perugia 1950

 

Perugia continuò a produrre scarpe di sbalorditiva originalità, nell’arco di un cinquantennio. Si diceva addirittura che fosse solito parlare con le scarpe da lui create, il che gli guadagnò nell’ambiente la fama di genio eccentrico.

Perugia giunse a sostenere che il modo migliore per svelare la personalità di una donna sarebbe lo studio dei piedi.

“Neanche la donna più ricca del mondo potrebbe convincermi a creare per lei un brutto paio di scarpe…” era solito dire. Fu questa ricerca del bello la sua costante preoccupazione…

Tra le sue creazioni ricordiamo il tacco a “cavatappi” 1952 –  il sandalo a” turbante”1928 – il sandalo a “maschera” 1929 – sandalo con punta a “prua” 1960 –

 

Daniela Aquila

 

Vedi anche:

Bibliografia:

Titolo: Scarpe
Autore: L.O’Keeffe
C.Editrice: Konemann
Titolo: Scarpe
Autore: I.Danieli e R.Chiesa
C.Editrice : Rizzoli
Titolo: Cinquanta scarpe che hanno cambiato il mondo
Autore: Design Museum Londra
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Vintage Shoes
Autore: C.Cox
C.Editrice: De Agostini
Titolo: Essential Fashion
Autore V.Manferto de Fabianis e F. Rocca
C. Editrice White Star