Finalmente è uscita nelle sale italiane la versione cinematografica del Grande Gatsby, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Francis Scott Fitzgerald e ambientato negli anni 20.Dal regista Baz Luhrmann, autore di altri successi cinematografici come Romeo e Giulietta, Moulin Rouge e Australia, il film si svolge nella New York del primo dopo guerra dove la prosperità , il denaro e l’ottimismo regnano sovrani.
Luhrmann ha voluto raccontare la storia del misterioso ed eccentrico miliardario J. Gatsby, partendo dal romanzo originale, ma magnificando il tutto, creando un atmosfera tra follia e modernità  che ha reso il film molto attuale; l’idea non è mai stata quella di ricreare la New York nostalgica degli anni 20, bensì, quella di creare una versione della descrizione di Fitzgerald come sarebbe oggi, vibrante e viscerale,  e per raccontare tale storia i costumi sono stati fondamentali.

Catherine Martin (costumista e moglie del regista, che ha collaborato con lui in tutti i suoi film ottenendo diversi riconoscimenti tra i quali due premi dell’accademia per Moulin Rouge), per la realizzazione dei costumi ha creato dei sodalizi  molto interessanti:

La collaborazione con Miuccia Prada ebbe inizio nel 1996 quando contribuì alla realizzazione dei costumi per Romeo e Giulietta, e continua con questo film dove sono stati consultati gli archivi di Miu Miu e di Prada per la realizzazione di 40 costumi per le due grandi feste nella casa di Gatsby; infatti, Prada per le sue collezioni fa tanti riferimenti al passato ma sempre con un tocco di modernità , giusto come i costumi di questo film che sono la combinazione perfetta tra vecchio e nuovo, un punto intermedio tra i ruggenti anni 20 e oggi.
I fantastici gioielli Art Deco non potevano che provenire dalla dita Tiffany & Co, la più importante gioielleria di New York negli anni 20 dove lo stesso Fitzgerald era un cliente affezionato.  Anche questa volta i pezzi provengono dal loro archivio storico, furono creati circa 20 gioielli per il cast principale; non si tratta di semplici riproduzioni dell’archivio, ma come nel caso dei costumi femminili, i gioielli sono stati creati per trasmettere la modernità  pulsante del momento in un linguaggio dove noi siamo capaci di riconoscerci.
Anche per i cappelli, parte fondamentale dei costumi di questo film è stata richiesta una collaborazione più che accertata con la dita Rosie Boylan che aveva già  creato i fantasiosi copricapi per il Moulin Rouge.  Loro hanno realizzato ogni cappello pensando non solo a creare un look credibile insieme all’abito ma anche pensando al carattere e la fisicità  degli attori; sono state creati così le cloche indossate da Daisy e Jordan, i diversi capellini per le feste degli attori e delle comparse e l’immancabile paglietta maschile (cappello maschile di paglia dalla cupola dritta e piatta); mentre è stato chiesto a Borsalino la realizzazione dell’omonimo cappello maschile molto in voga negli anni 20 conosciuto anche come Fedora.
Infine la collaborazione con i Brook Brothers per la creazione dei costumi maschili; questo marchio di abbigliamento è il più antico degli Stati Uniti, nato nel 1818 e nominato diverse volte nel romanzo di Fitzgerald è stata la scelta naturale.  Per l’occasione furono consultati gli archivi degli anni 20 del marchio e partendo da lì, la silhouette fu ressa più attuale.  Gli abiti a tre pezzi (giacca, pantalone e gilet), i tight, i blazer, ogni capo fu curato nei minimi particolari.
Il film è stato girato in Australia nel 2011, ma già  da allora la pubblicità  che ha ricevuto è stata tale da influenzare le collezioni sia maschili  che femminili degli ultimi anni, ed ecco che nelle sfilate abbiamo visto tanti richiami agli anni 20 e ora che è uscito il film, Tiffany & Co, i Brook Brothers e tanti altri presentano le loro collezioni inspirate al film.

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Alla prossima

Ana Muraca