Oggi faremo un salto nel passato fino ai primi decenni del novecento, ci intrufoleremmo nel guardaroba della signora Lydig per conoscere un po’ meglio un’epoca e uno stile di vita.

Ma chi è la signora Lydig?

Ve lo svelo subito, si tratta di una donna bellissima, molto ricca e con un debole per la moda, che visse più di 80 anni fa, quello che oggi chiameremo una socialite, il suo nome è Rita de Acosta Lydig.

 Magari il nome non vi dice niente, ma il suo viso lo avete visto e ammirato molto probabilmente nel ritratto che le fece Giovanni Boldini nel 1911.

 Nata a New York nel 1875, di ascendenza cubana e spagnola, si sposò due volte, la prima, con il miliardario William Earl Dodge Stokes dal quale ebbe un figlio e dopo il divorzio, anche tanti soldi.  Le seconde nozze invece le lasciarono il cognome con il quale è nota: Lydig per l’appunto.

La sua vita è degna di nota non solo per la sua bellezza ed eleganza, ma anche perché si muoveva nei circoli tra New York, Parigi e Londra, di artisti, intellettuali, filosofi, musicisti e letterati dal calibro di Rodin, Adolf de Meyer, Boldini e Tolstoy; lei divenne la loro musa, la loro ispirazione.

Grazie ad alcuni capi del suo guardaroba personale conservati al Metropolitan Museum of Art, riscopriremo l’eleganza del suo tempo.

Abito da Sera, 1920, attribuito alle sorelle Callot, oggi conservato al Met

 Iniziamo dicendo che la signora Lydig era una collezionista di pizzi, stoffe e merletti antichi e che spesso li usava per farsi confezionare su misura abiti, scarpe e accessori.  Il suo stile era drammatico e anticonvenzionale giacché sceglieva abiti che mettessero in mostra i pizzi anziché il suo corpo.

 La sua pallida carnagione in contrasto con i suoi capelli neri e il suo lungo collo erano messi in risalto da camicette a collo alto come questa.

Frequentatrice abituale dalla maison parigina delle sorelle Callot, e in particolare ammiratrice del lavoro di Madame Gerber, la quale aveva lo stessa predilezione per il pizzo, la signora Lydig si faceva confezionare diverse varianti dello stesso modello che rifletteva il suo gusto particolare e la sua esuberante personalità.

Veste da notte 1915-25 al Met

 Il suo amore sconfinato per i pizzi arrivava anche alla biancheria, realizzata con inserti di pizzi e ricami.

1900-1910 al Met

Le scarpe invece, le faceva confezionare dal famoso Pietro Yantorny, ne possedeva circa 300 paia, alcune delle quali avevano quel sapore orientale tipico dei primi del novecento.

Come poteva essere entrare fisicamente nel guardaroba della signora Lydig? Possiamo solo immaginarlo, ma la qualità, l’originalità e la bellezza dei capi che abbiamo visto oggi, ci regala un assaggio.

 

Ana Muraca

 

Fonte:

Metropolitan Museum

Blackman Cally, “100 anni di Moda”, Mondadori Electa S.p.A, Milano, 2012