L’ultimo articolo che abbiamo pubblicato parlava dei particolari bottoni di Elsa Schiaparelli, ma per capire e conoscere meglio questo personaggio, abbiamo bisogno di un approfondimento: perché Elsa è cosi importante per la storia del costume? Da dove viene la sua eccentricità? Qual è l’influenza che ha avuto sugli altri stilisti?

Elsa Schiaparelli, anche conosciuta come Schiap, è nata a Roma nel 1890 in una famiglia benestante e aristocratica, la sua infanzia fu circondata di storia e influenzata da culture lontane grazie a che apparteneva ad una famiglia d’intellettuali e studiosi (un astronomo, un paleografo, un cattedratico di lingua araba, ecc) che inculcò in lei un amore per gli oggetti orientali che conservò per tutta la vita.

 Lei, una bambina sveglia, ma secondo sua madre, poco aggraziata, crebbe con l’idea di compensare la sua “mancanza di bellezza” con la particolarità della sua personalità e la vivacità della sua intelligenza.

 La sua curiosità e spirito d’avventura la avevano portata nel 1914 a Londra dove conobbe il conte William de Wendt de Kerlor un idealista squattrinato che sposò poco tempo dopo e con il quale spesse la sua dote spostandosi da un luogo all’altro fino ad approdare a New York, dove l’affascinante conte la lascio per seguire la ballerina Isadora Duncan.  Lo scontro con il nuovo mondo fu molto forte per Elsa, niente somigliava alla vecchia Europa, dove aveva vissuto per tutta la vita, lei si ritrovò sola, con una figlia malata da accudire e senza un soldo, ma la fortuna vuole che grazie alla sua natura socievole conoscesse Gabrielle Buffet, ex moglie di Francis Picabia che l’aiutò e la introdusse nel circolo americano degli artisti d’avanguardia come Man Ray, Alfred Stieglitz, Edward Steichen e Marcel Duchamp.

Elsa iniziò facendo tutta una serie di lavoretti che le permettevano di mantenersi a gala, ma con la guerra diventava sempre più difficile fin quando Blanche Hays, la moglie di un famoso avocato americano, non le propose di trasferirsi entrambi a Parigi nel 1922.  L’atmosfera anticonformista e mondana della capitale francese, la colpì profondamente. Elsa ricominciò lì la sua vita, ritrovando alcune delle vecchie amicizie americane, sempre da un lavoro all’altro, sempre in ristrettezze economiche nonostante gli amici ricchi che si procurava.  Fu una di queste amiche che la portò all’atelie di Paul Poiret, noto non solo per creare abiti che non costringevano più il corpo ma anche per essere uno scopritore di nuovi talenti; infatti, noto Elsa e le riservò un tratto privilegiato, incoraggiandola a intraprendere la carriera di creatrice di moda.

 La Schiaparelli, senza molto da perdere si rivolse a un nuovo mercato in piena espansione, quello dell’abbigliamento sportivo.  La sua attività ebbe inizio nel 1925, grazie a un finanziamento che le permise di comprare una piccola sartoria dove far realizzare le proprie creazioni, ma la prima vera collezione, fu lanciata due anni dopo nel suo appartamento, essa era composta di maglieria dai colori vivaci ispirata al futurismo, abbinata a cardigan e a gonne in crepe de Chine, calze e sciarpe. A portarle il suo primo grande successo fu però un golf realizzato a maglia da una donna armena rifugiata a Parigi, la sua grande idea fu applicare su questo capo il disegno di un fiocco trompe l’oeil.  Questo maglione diventò ben presto di moda tra le signore dell’alta società parigina, arrivando perfino in America.  Elsa scatenando la sua fantasia, creò molte varianti applicando disegni di cravatte da uomo, nodi, fazzoletti, scialli, tatuaggi, scritte, ecc.

Elsa-Schiaparelli-1927-The-Philadelphia-Museum-of-Art

Nel 1928 si trasferì in Rue de la Paix, nel quartiere della moda e lì aprì la sua maison con l’insegna “Schiaparelli Pour le Sport” dove vendeva abiti sportiti ampi che consentivano i movimenti, ma anche molto colorati e decorati, costumi da bagno realizzati a maglia, pijama da spiaggia e completi di spugna.  Con il tempo la varietà delle sue creazioni si moltiplicò vendendo non solo abiti sportivi ma convertendo la sua attività in una vera e propria casa di moda.

Il suo primo abito da sera era molto aderente di crepe de Chine nero, lungo fino ai piedi insieme a una giacca bianca dello stesso materiale con lunghe fasce che s’incrociavano dietro legandosi sul davanti e che, detto dalla stessa Schiaparelli, si sarebbe rivelato il vestito di più successo di tutta la sua carriera.

Secondo le sue parole, “… i vestiti dovevano ispirarsi all’architettura: non bisogna mai dimenticare il corpo e bisogna usarlo come si usa la struttura di un edificio … ci deve essere sempre l’armonia”. In questi primi anni di attività Elsa sviluppo la propria estetica aiutando a creare la silhouette tipica degli anni trenta, una sorta di uniforme dalle linee rigide, le spalle larghe e il punto vita al posto giusto per il giorno, mentre per la sera la donna si rivelava nel pieno della propria femminilità con abiti lunghi fino a terra realizzati in stoffe tagliate a sbieco che segnavano i corpi snelli e sportivi delle donne dell’epoca; a questo look anni trenta, la Schiaparelli aggiunse un tocco di fantasia creando ricami bizzarri d’ispirazione surrealista, bottoni particolari, usando per la prima volta le cerniere negli abiti da sera, accompagnando i suoi abiti con accessori come capelli, guanti e borse con forme e/o decorazioni inconsuete in colori brillanti e con accostamenti particolari, usando tutta una serie di materiali innovativi mischiati a materiali naturali, trasformando le stoffe sintetiche di recente invenzione in stoffe alla moda.

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