Il Duffel coat, da noi meglio conosciuto come Montgomery, è un capo che torna alla ribalta per questo inverno ma reinventato sul corpo femminile.

Quali sono le origini di questo capo che ha fato storia?

Tutto inizia nella cittadina di Duffelzandhoven, nelle Fiandre Olandesi dove veniva prodotto un pesante panno di lana chiamato appunto “Duffle”, con il quale si confezionavano dei cappotti per i marinai che erano sposti alle forti correnti del Mare del Nord.

L’dea di questo capo pesante e coprente fu ripresa dalla marina militare Inglese che li diede per la prima volta in dotazione nella spedizione dell’Antartide.  Si trattava di un cappotto realizzato con il tessuto Duffle e già  con tutte le caratteristiche del Mongomery, cioè la chiusura frontale con lacci di corda e alamari di legno in modo da poterlo aprire e chiudere anche con indosso i guanti, un ampio cappuccio allacciabile per proteggersi dai forti venti e dalla pioggia e le grandi tasche laterali dove poter infilare le mani.

Il successo di questo capo non fu immediato dato che occupava molto spazio e cosi viene fatta una versione più leggera, che verrà  utilizzata da molti ufficiali dell’esercito britannico tra la fine della prima e l’inizio della seconda Guerra Mondiale; ma a renderlo popolare fu un giovane ufficiale della marina britannica durante la prima e poi la seconda guerra mondiale; Bernard Law Montgomery, comandante delle truppe alleate nello sbarco in Normandia e vincitore della celebre battaglia di El Alamein, che lo indossava in ogni momento sopra la divisa militare.

Dopo la guerra, , le eccedenze di questa fornitura militare vengono rivendute al pubblico a bassissimo prezzo, cosi, essi furono comprati dai liceali inglesi e francesi e da li a poco, divennero il segno distintivo degli intellettuali poveri di tutto il mondo, verso la metà degli anni 50 divenne un capo alla moda con l’inserimento degli alamari di corno; negli anni 80, il Montgomery sarà  uno dei capi distintivi dei movimenti giovanili del periodo.

Questo capo per alcuni versi austero e segno di contestazione, si trasforma in quest’inverno, per adattarsi alle forme femminili, imponendosi con colori sgargianti che poco hanno a che vedere con la sua modesta origine.

 

Ana Muraca